Con pandemia e inflazione

Allerta Confcommercio: ripresa della domanda delle famiglie a rischio

Confcommercio

Nell'ultimo mese dell'anno, l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) segnala un incremento, su base annua, del 9,1%, in rallentamento rispetto a novembre (16,4%). Abbigliamento e calzature, in particolare, registrano un +13,7%, dal +51,9% di novembre.

Il dato di dicembre, come precisano dall'Ufficio Studi di Confcommercio, risente del confronto con lo stesso mese del 2020, in cui molte attività non erano in condizioni di operare.

Nonostante il deciso recupero a partire dalla scorsa primavera, nella metrica dell’Icc i consumi del 2021 risultano ancora sotto del 7,7% rispetto al 2019, per effetto del divario dell’1,3% per i beni e del 22,4% per i servizi.

Per gennaio 2022 Confcommercio prevede una riduzione del Pil del 2% su dicembre e del 4,4% su base annua. Quanto all’inflazione, che va a ridurre il potere d’acquisto delle famiglie, se già a dicembre aveva segnato aumenti preoccupanti per l'impatto sulla crescita e sui consumi, in gennaio è stimata in aumento dell’1,5% su base mensile (performance che non registrava dagli anni Ottanta) e del 4,7% rispetto al gennaio 2021.

Secondo gli analisti si tratta di indicatori che andranno a impattare sulle decisioni di acquisto e quindi sull’intensità della ripresa nel 2022. In più resta il fattore pandemia. «Seppure meno stringenti rispetto alle fasi precedenti - osserva il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella - i più recenti vincoli alla mobilità e alla socialità sono destinati, comunque, a produrre un ridimensionamento nelle prospettive di crescita, anche per l’impatto negativo in termini di aspettative degli operatori».

Uno scenario che, secondo la confederazione del commercio, sembra destinato a durare almeno fino alla tarda primavera, mettendo sempre più a rischio la ripartenza dei consumi, specie per quei beni e servizi non obbligati che sono stati i più penalizzati nell’ultimo biennio.

e.f.
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