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L'International Woolmark Prize entra nel vivo con un nuovo comitato di esperti

Arrivato alla settima edizione, l'International Woolmark Prize rafforza il suo impegno nel sostegno dei giovani talenti e annuncia l'introduzione di un comitato di esperti, con personaggi di spicco come Tim Blanks (editor-at-large Business of Fashion) e Sara Sozzani Maino (deputy editor-in-chief Vogue Italia e head Vogue Talents).

La giuria incaricata ha individuato 42 semifinalisti su 300 candidature arrivate da 46 Paesi, che si sfideranno nelle tre semifinali del 5 luglio a Hong Kong, del 10 luglio a Londra e del 12 luglio a New York. La finale globale del contest si svolgerà durante una delle fashion week a inizio 2019.

Accanto a Blanks e Sozzani, del comitato fanno parte Jefferson Hack (founder Dazed Media), Christine Centenera (fashion director di Vogue Australia e co-founder Wardrobe.Nyc), Alison Veness (editor 10 e 10 Men Australia), Rebecca Khoury (associate editor 10 e 10 Men Australia), Catherine Baba (stylist, designer, consultant & costume designer), Tony Liu e Lindsey Schuyler (co-founders e Diet Prada), Gert Jonkers (co-founder e editor-in-chief Fantastic Man), Christiane Arp (editor-in-chief Vogue Germanye Colin McDowell, (fashion journalist e commentator). 

Ogni finalista riceverà un contributo finanziario di circa 70mila dollari australiani (circa 45.440 euro) da investire nello sviluppo della propria capsule collection in vista della finale globale, che vedrà la premiazione di un designer per la categoria Menswear e uno per quella Womenswear (con un montepremi di 200mila dollari australiani, corrispondente a quasi 130mila euro) e il conferimento a un finalista dell'Innovation Award, con un contributo finanziario di 100mila dollari australiani (quasi 65mila euro).  

«L’International Woolmark Prize continua a evolversi e abbiamo ampliato il nostro programma per garantire che i nuovi designer ricevano il maggior supporto e guida possibile dal settore - spiega Stuart McCullough, managing director di The Woolmark Company -. Quest’anno abbiamo invitato i designer a candidarsi spontaneamente per partecipare al programma e questo ha generato un numero incredibile di candidature, da Stati Uniti, Regno Unito, Giappone a Messico, Russia e Nigeria. Ciò rafforza la nostra convinzione che l’International Woolmark Prize non ha limiti geografici, che la moda non ha confini e che la lana Merino australiana rimarrà rilevante nella moda di domani così come lo è oggi». 

a.t.
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