Confindustria Moda fa un bilancio

Moda junior: fatturato ed esportazioni in calo del 13%

Un 2020 da dimenticare per la moda junior. In base alle stime preliminari del Centro Studi di Confindustria Moda, le aziende italiane chiudono l’anno con un calo del 13% del fatturato, a 2,7 miliardi di euro, dopo un paio d’anni di crescita a un ritmo del 4%. Le esportazioni, che rappresentano il 41% circa dei ricavi totali sono scese a un tasso analogo a 1,1 miliardi. In flessione anche le importazioni, a 1,8 miliardi (-15%), che portano il disavanzo commerciale del settore a circa 700 milioni di euro.

L’analisi dell’andamento dell’export per mercati, circoscritto al solo abbigliamento per neonati (l’unico per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per Nazione) mostra che nei primi nove mesi del 2020 il comparto ha totalizzato 108,5 milioni di euro: il 10,8% in meno rispetto al medesimo periodo del 2019. Nel periodo, come nel 2019, la Spagna risulta il maggiore buyer estero di moda bébé (-1,3%), seguita dalla Svizzera in controtendenza (+5,8%), che lancia un segnale positivo, perché da qui molta moda viene redistribuita. In crescita anche Romania, (+25,9%), Hong Kong (+10,6%), Emirati Arabi Uniti (+4,9%) e Cina (+2,2%), inoltre si può parlare di mini-boom, seppure con volumi contenuti, per la Corea del Sud (+420,5%).

Nelle previsioni del Centro Studi di Confindustria Moda, lo scorso anno i consumi nazionali hanno registrato un calo del 12,9%a 3,6 miliardi di euro, in cui la seconda parte dell’anno ha permesso di recuperare parte delle perdite della primavera-estate. 

e.f.
stats