congiuntura

La seta comasca arranca ancora: -3/4% il calo di fatturato nel 2016

«Non è stato un anno facile e anche le prospettive, in questo momento, rimangono ancora caratterizzate dall’incertezza»: così dichiara Andrea Taborelli, presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, allo scoccare della nuova tornata di fiere dei tessuti, partita oggi, primo febbraio, con Milano Unica.

 

Secondo i dati raccolti dall’associazione, nel 2016 la filiera serica comasca ha registrato una flessione del fatturato dell’ordine del 3-4%.

 

Il distretto destina ai mercati esteri più della metà di quanto produce e ha per questo risentito di una situazione complessivamente sfavorevole sui mercati internazionali: in Europa la Francia, la Germania e il Regno Unito si sono indeboliti, negli Stati Uniti il rallentamento è stato ancora più sensibile, la Russia non ha ancora ripreso a crescere, dopo il crollo del 2015, e solo la Cina ha evidenziato un’evoluzione più positiva.

 

All’interno di questo territorio dalla lunga tradizione tessile coesistono in realtà dinamiche molto diverse fra singole aziende e varie merceologie.

 

In generale, il Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como fa sapere che il tessuto per abbigliamento femminile ha perso terreno, con le fibre artificiali andate, tuttavia, meglio della seta.

 

La cravatteria ha subito un marcato ridimensionamento per effetto di un ulteriore riduzione di consumo di questo prodotto, sia in Europa che in America, mentre l’Asia ha evidenziato un interesse sempre maggiore per la cravatta made in Italy.

 

L’accessorio tessile (foulard, scialli, stole, sciarpe e bandane), dopo un inizio difficoltoso, nel corso dell’anno si è ridestrato, sino a concludere positivamente il 2016. Delle tre merceologie seriche prese in considerazione è quello che sta dando le maggiori soddisfazioni. (nella foto, un'immagine della E. Boselli di Olgiate Comasco)

 

 

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