Consigliato investire nella brand strategy

Prometeia stima 80 miliardi di ricavi per la moda nel 2021

Secondo le stime di Prometeia, nel 2021 il giro d’affari della moda italiana potrebbe raggiungere gli 80 miliardi di euro, dai 71,7 miliardi del 2018.

Tra due anni anche l’ebit margin è previsto in miglioramento: sarà superiore di quasi 6 punti alla media dei settori benchmark, come emerge da un report dell’
Area Studi di Mediobanca, presentato in mattinata nella sede dell’istituto di credito.

A sostenere i margini, come spiegano da Prometeia, sarà l’espansione internazionale e potranno ampliare le quote di mercato quelle realtà in grado di far leva sulla visibilità e la reputazione. Diventa quindi un fattore chiave investire sulla brand strategy.

Lo sanno bene le aziende di abbigliamento, che tra i vari segmenti della moda sono le più ricercate, stando ai dati del 2019 forniti da Google esaminando 559 brand di 173 società. 

Ammontano a circa 180 milioni le ricerche mensili di abbigliamento, con in testa marchi del fast fashion come H&M, Zara e Bershka. Seguono i leather goods con 58 milioni di ricerche mensili, trainate dai brand Louis Vuitton, Gucci e Balenciaga e il segmento gioielli con 36 milioni di interrogazioni guidate da Pandora, Rolex e Swarovski. All’ultimo posto il tessile con circa 230mila ricerche, sostenute da Alcantara, Carvico e Lana Gatto.

I Paesi più attivi nella ricerca online della moda italiana sono Germania e Stati Uniti, con Cina e Russia a breve distanza (vedi la mappa in alto). C’è invece del potenziale inespresso in territori come Australia, Brasile, India, Polonia, Canada e Messico, dove le esportazioni italiane sono sottodimensionate, rispetto alla popolarità dei marchi. In mercati come Giappone, Sud Corea ed Emirati i ricercatori consigliano di migliorare la percezione del marchio per rafforzarne l'identità.

Prometeia ipotizza 1,7 miliardi di export in più per il 2021. 

Queste proiezioni a due anni, al momento, non vengono compromesse dal coronavirus, come ha precisato nel presentarle Alessandra Lanza, senior partner della società bolognese di ricerca e consulenza, che prospetta «un primo trimestre e primo semestre di grande fatica e, dopo la normalizzazione, una coda lunga, su cui poterebbe gravare una congestione degli scambi».  


e.f.
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