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Selima Optique vs Kering: «Non è made in Italy». Il gruppo: «Un errore che riguarda solo 21 modelli»

Selima Optique non si ferma: la catena di occhialeria, dopo aver fatto causa a Kering Eyewear, accusandola di utlizzare l'etichetta made in Italy ma di produrre in Cina, ha chiesto ai giudici di permettere a soggetti altri di unirsi alla battaglia, per condurre di fatto una class action contro il colosso del lusso francese.

 

Come si legge su wwd.com, il j'accuse di Selima, titolare di diverse boutique di occhiali a New York e in Francia, è chiaro e crea un precedente in materia: Kering Eyewear, pur beneficiando della dicitura che attesta una produzione al 100% italiana, in realtà produrrebbe le varie parti degli occhiali in Cina, per poi assemblarli in Italia.

 

Una "falsificazione" che danneggerebbe lo stesso retailer - che oltre a distribuire brand come Gucci, Brioni, Stella McCartney (nella foto) e Yves Saint Laurent, produce una linea propria e collabora con diverse fashion house per limited edition - e soprattutto per i consumatori.

 

Da parte sua, il gigante d'oltralpe - che ha creato Kering Eyewear per sviluppare i marchi di occhialeria in house - ha rispedito le accuse al mittente, ribadendo che «gli occhiali di lusso del gruppo sono made in Italy ed etichettati in conformità con tutte le leggi vigenti».

 

In base alle norme italiane (del 2009), un prodotto per essere contrassegnato come made in Italy deve essere realizzato totalmente nel nostro Paese, dalla progettazione alla realizzazione, fino al packaging.

 

Da qui l'invettiva di Selima Optique, partita dopo che lo scorso autunno aveva ricevuto un prodotto Yves Saint Laurent con entrambe le etichette, made in Italy e made in China, frutto - secondo Kering Eyewear - di un errore di attribuzione. Il marchio made in China, si era difeso il gigante francese, era finito sugli occhiali di Ysl anziché su quelli di Puma, realizzati appunto nel Far East.

 

Il processo di stampigliatura fa sapere il colosso francese avviene per tutte le montature prodotte da Kering in un unico stabilimento italiano e per errore 21 pezzi sono stati marchiati con lo stampigliatore destinato per i prodotti Puma, ovvero quelli made in China.

 

Il gruppo appena si è reso conto dell'errore ha richiamato indietro la produzione dei 21 pezzi incriminati che erano stati acquistati da due clienti diversi. Uno di questi retailer, Selima Optique appunto, non ha accettato, secondo quanto riferito da Kering, il cambio della merce e ha deciso di procedere per vie legali.

 

 

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