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La "1st China Fashion Business Conference" a Francoforte

Si è tenuta ieri a Francoforte nella sede della DFV, la nostra casa editrice, la "1st China Fashion Business Conference", organizzata congiuntamente da TextilWirtschaft, Sportswear International e Fashion, che ha affrontato con un approccio molto concreto e ampi spazi per la discussione e il networking tra addetti ai lavori un tema “caldo” come le giuste modalità per affrontare questo promettente destinazione.

 

La giornata - che ha affrontato, con un approccio concreto e ampi spazi per discussione e networking, un tema “caldo” come le giuste modalità per affrontare questa promettente destinazione - si è aperta con la relazione di Helmut Merkel di Prologue Asia Pacific, il quale ha fornito una visione approfondita del mercato: un numero crescente di consumatori, il cui potere di acquisto è in costante incremento, che amano comprare soprattutto moda, anche se attualmente in momentanea crisi di fiducia, a causa dei riflessi negativi della crisi globale sull’economia del Paese. Merkel si è anche soffermando sull’importanza del cluster dei nati negli anni ‘80 e ‘90, sulle numerose giornate di vacanze del calendario cinese - che si trasformano in altrettante occasioni di shopping, in patria come all’estero -, sulla pervasività di Internet come mezzo d’informazione e di opinione e sulle alte aspettative di servizio della clientela locale.

 

Chen Dapeng della China National Garment Association ha confermato che, malgrado il momento di rallentamento, il miracolo cinese continua, il benessere cresce e con esso il consumatore diviene più consapevole e più razionale: il che si traduce in una maggiore attenzione al value for money e, soprattutto da parte dei clienti più abbienti e delle nuove generazioni, in una minore attrazione verso il brand in sé e per sé, alla ricerca invece delle caratteristiche “culturali” di prodotti meno omologati e di shopping experience più gratificanti. Dapeng ha anche ricordato che quello cinese è sì un mercato ad altissimo potenziale, ma anche complesso, frammentato, già affollato di marchi e dunque competitivo, con costi in crescita e dinamiche in rapida evoluzione: il modo migliore di affrontarlo è attraverso la cooperazione – distributiva, ma anche produttiva - con operatori locali. La piattaforma ottimale per trovare questi contatti sono sicuramente le fiere, in particolare Chic, la cui prossima edizione sarà in marzo a Pechino.

 

Sull’importanza dei saloni come base per tessere relazioni sono tornati anche 
Guilherme Faria di Novomania, rassegna di Shanghai focalizzata su sportswear e urbanwear, con in più un’area dedicata al retail real estate, Jing Yin di Jam Fashion China – che ha approfondito un tema particolarmente nuovo e interessante, quale lo sviluppo di negozi multimarca nelle città cinesi - e Norbert Lock di Marc Cain, la cui fortunata avventura nella Repubblica Popolare è partita proprio da Chic. Lock ha raccontato con ironia un cammino fatto all’inizio di errori e incidenti di percorso ma che, attraverso una conoscenza sempre più approfondita degli strumenti fondamentali per affrontare il mercato e la partnership con un operatore locale, si è trasformata in una case history di successo. La sua prima raccomandazione? Non presentarsi mai in Cina senza materiali di supporto: raccontare il background della propria azienda è fondamentale.

 

A Piergiorgio Dal Santo di PGDS Consulting il compito di chiudere l’intensa giornata di lavoro, con la presentazione di una ricerca di mercato svolta su un ampio campione di consumatori del lusso (ambito in cui la Repubblica Popolare nel giro di un decennio circa diventerà il primo mercato). I risultati hanno confermato quanto già accennato nel corso del meeting: più cresce il potere d’acquisto, minore è l’interesse riservato al brand tout court, alla ricerca invece di personalizzazione, servizio, valori etici. Ne consegue l’importanza strategica della proposta di limited edition, della formazione degli addetti alla vendita, del Crm (customer relationship management), della social responsibility e dell’attenzione ai temi ambientali.

 

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