covid-19 barometer di kantar

Comunicare in tempo di Covid-19: necessario, ma attenzione ai passi falsi

Uno studio su oltre 25mila consumatori da più di 30 Paesi è stato condotto da Kantar, azienda specializzata nel data management & consulting, per capire l'impatto dei grandi e repentini cambiamenti in atto sulle abitudini delle persone e la fruizione dei media.

E' emerso che nelle fasi di apice dell'emergenza la navigazione sul web è cresciuta del 70%, mentre la TV ha visto un'impennata del 63% e i social media del 61%.

L'app che sta raccogliendo maggiori incrementi di fruizione è Whatsapp, che ha registrato un +40%, aumentato al 51% nelle nazioni travolte dalla fase tardiva della pandemia, fino ad arrivare al +76% della Spagna.

Facebook ha visto un tempo di utilizzo in ascesa del 37% e in Cina WeChat Weibo hanno fatto il botto: +58%.

La fascia che ha usato di più le app di messaggistica è quella dei 18-34enni. L'ondata di fake news raffredda l'entusiasmo verso le piattaforme social, seguite come fonte affidabile di informazioni solo dall'11% delle persone, a tutto vantaggio dei canali di notizie tradizionali (programmi televisivi e quotidiani), considerati più affidabili dal 52% del panel. 

I consumatori, secondo Kantar, si aspettano in questo momento che le aziende mettano al primo posto la salute dei dipendenti (78%), che supportino gli ospedali (41%) e che aiutino i governi (35%).

Molti marchi considerano l'oscuramento della pubblicità come un'ipotesi di risparmio, ma Kantar stima, per esempio, che un'assenza di sei mesi dalla TV si traduca in una diminuzione della brand awareness pari al -39%, ritardando ancora di più il recupero post-emergenza.

Ma su cosa devono focalizzarsi le campagne? Importante per il 77% degli intervistati è che parlino di come la marca è utile nella "nuova" vita di tutti i giorni, che raccontino gli sforzi fatti dalla label per affrontare o migliorare la situazione (75%) e che usino un tono rassicurante (70%).

Il 75% degli interpellati si dice convinto che i brand non debbano sfruttare la situazione per promoversi e il 40% raccomanda di non ricorrere a toni umoristici, in un momento che invece deve spingere alla riflessione.



A cura della redazione
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