Un report di Prometeia e Intesa Sanpaolo

Manifattura italiana: la moda non è tra i best performer del 2018

Il trend della moda (vedi grafico in alto) risulta in linea con la media del manifatturiero italiano, nell’analisi dei settori industriali elaborata da Prometeia e Intesa Sanpaolo (su dati Istat).

Il report aggiornato a febbraio 2019, che analizza i primi undici mesi del 2018, mostra una crescita del fatturato del manifatturiero italiano del 3,2%, rispetto al gennaio-novembre 2017 (+1,9% al netto dell’inflazione).

Nel sistema moda fa eccezione la filiera delle pelli, concia e calzature, che rivela un trend più vivace.

Tra i settori più in accelerazione tra i 15 analizzati spiccano la metallurgia, l’elettronica, la farmaceutica e la meccanica, trainati dalle esportazioni.

Come spiegano i ricercatori, a partire dai mesi estivi la crescita del manifatturiero si è attenuata, «penalizzata dal progressivo deterioramento del contesto operativo nazionale e internazionale». A essere colpita è stata soprattutto la parte interna del fatturato: +2,2% negli 11 mesi, mentre quella estera ha messo a segno un +4,9%.

Anche le altre principali economie dell’Eurozona, come ricordano da Prometeia e Intesa Sanpaolo, stanno risentendo del cambio di passo nella crescita. Germania e Spagna hanno evidenziato indici relativi alla produzione manifatturiera in ripiegamento nella seconda metà del 2018.

Fa eccezione la Francia, che ha mostrato una maggiore tenuta produttiva su base congiunturale, benché i dati di novembre incorporino i primi effetti delle proteste dei gilet gialli. In Europa il rallentamento è principalmente riconducibile all’automotive.

Quanto al 2019, gli indici anticipatori delineano un quadro di ulteriore deterioramento, a partire dagli ordini. L’indice di fiducia delle imprese ha un trend negativo, influenzato dal possibile riacutizzarsi delle tensioni Usa-Cina sul fronte dazi e dalle incertezze legate alla Brexit. Un’indagine Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore ha inoltre confermato un peggioramento dei giudizi degli imprenditori sulle condizioni economiche per investire, su livelli simili a quelli osservati nel 2013.

e.f.
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