Da un sondaggio in 15 Paesi

Accenture: «La pandemia porterà a consumi più etici e digital»

ACCENTURE

Il Covid-19 lascerà tracce indelebili nelle abitudini di consumo. Ne sono convinti gli esperti della società di consulenza Accenture, che ai primi di aprile ha svolto un sondaggio fra 3mila consumatori in 15 Paesi di 5 continenti.

«Questa pandemia porterà a un'era di consumi più sostenibili e salutari» prospettano i ricercatori per i prossimi 10 anni.

L'indagine condotta tra il 2 e il 6 aprile, quando molti Paesi avevano già adottato il lockdown, mostra che i consumatori iniziavano già a dare delle priorità nei loro acquisti, rispetto alla due settimane precedenti: in primis i prodotti per l'igiene personale e per la pulizia, come pure il cibo fresco e in scatola, a scapito di moda, beauty ed elettronica di consumo.

Scelte evidentemente legate alla quarantena temporanea (e anche al panico, soprattutto all'inizio dell'emergenza), mentre altre abitudini - nelle previsioni di Accenture - resteranno permanentemente. Per esempio, il 60% del campione sentito ha dichiarato di avere dedicato più tempo alla cura di sé e al benessere mentale, facendo esercizi a casa. Il 64% ha detto di fare più attenzione a evitare gli sprechi alimentari e si presume che continuerà a farlo dopo che la crisi si sarà attenuata. La metà degli intervistati ha ammesso di fare acquisti più "health-consciously" e il 45% ha affermato di fare scelte più sostenibili quando compra.

«Il grado di cambiamento che emerge dai nostri risultati suggerisce chiaramente che perdurerà nel lungo termine» nota Oliver Wright, a capo della practice Consumer goods di Accenture. «In realtà vediamo questi trend già da tempo, ma sorprende la dimensione e la velocità del fenomeno: in poche settimane si sono verificati cambiamenti che probabilmente, in situazioni normali, avrebbero richiesto anni».

Come è noto, la pandemia ha anche incrementato gli acquisti online di generi alimentari. L'aspetto più interessante è che un quinto degli acquirenti sul web comprava online per la prima volta. Il 32% degli acquisti di prodotti e servizi è avvenuto attraverso l'e-commerce ma gli esperti stimano che la quota salirà prossimamente al 37%.

«Fino a poco fa molte persone erano riluttanti ad acquistare online gli alimentari ma il Covid-19 le ha cambiate velocemente - osserva Jill Standish, alla guida della practice Retail -. I dati mostrano che chi di solito non era a proprio agio con l'e-commerce e le tecnologie digitali ha tentato di superare le proprie esitazioni: un cambiamento di ampia portata».

Si prospetta quindi che aumentino anche gli acquisti di tecnologie digitali. In base al sondaggio, oltre la metà del campione dice che probabilmente incrementerà l'uso di assistenti vocali, app di raccomandazioni, self-service app, dispositivi domestici smart e wearables (vedi grafico in alto).

In parallelo con queste evoluzioni le aziende dovranno assicurarsi di evere l'agilità e la capacità di essere rilevanti per questi consumatori, con un portafoglio di prodotti e servizi che corrispondano alle abitudini di acquisto non solo in questa fase ma anche nel post-pandemia.

e.f.
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