Dal 14 al 17 giugno in Fortezza da Basso

Pitti Uomo torna su quattro giorni e con oltre 640 marchi. Obiettivo: 15mila visitatori

Torna en solitaire e nella formula dei quattro giorni l’edizione 102 di Pitti Uomo, dopo i precedenti due appuntamenti in compresenza con Pitti Bimbo e in versione ridotta (tre giornate). Cresce il numero degli espositori che dal 14 al 17 giugno occuperanno gli spazi della Fortezza da Basso. Attesi 640 brand in totale, di cui il 38% circa provenienti dall’estero.

«La situazione è interessante - ha sottolineato questa mattina 12 giugno in conferenza stampa Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine - perché dai 338 espositori fisici a giugno del 2021 siamo passati a un totale di 540 lo scorso gennaio, mentre a oggi abbiamo già avuto l’adesione di 640 aziende, un numero destinato a crescere ulteriormente. Cala l’incidenza delle realtà straniere, il 38% rispetto al 48% del passato, ma bisogna tenere presente che manca tutto l’Oriente».

«Per quanto riguarda i compratori non ci aspettiamo i numeri ante-pandemia, che tra inverno ed estate erano in media intorno ai 20mila – ha proseguito Napoleone -. Abbiamo avuto 5.900 buyer all’ultima edizione, più agenti, rappresentanti e fornitori, per un totale di 10mila visitatori. A giugno ci auguriamo di arrivare a 15mila. Ma c’è da considerare che la stagione estiva per noi è tradizionalmente la meno forte e che lo scenario geo-politico è molto delicato, con le incognite legate alla Cina e alla Russia».

Tra i retailer che hanno già confermato la presenza «perché chi fa seriamente questo lavoro a Pitti ci deve venire» chiosa Napoleone, figurano nomi di rilievo come Al Tayer dagli Emirati Arabi Uniti, Bergdorf Goodman, Saks Fifth Avenue e Bloomingdale's dagli Stati Uniti, Beymen dalla Turchia, Galeries Lafayette dalla Francia, Harvey Nichols da Regno Unito e Kuwait, Holt Renfrew e Ssense dal Canada, Kadewe dalla Germania, Lane Crawford da Hong Kong, Takashimaya dal Giappone, Code 7 e Tsum dalla Russia, per citarne alcuni.  

Strategico da questo punto di vista sarà il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ice, che daranno un contributo fondamentale per i programmi di incoming degli operatori esteri, per gli eventi e la promozione.

Tema dell’appuntamento di giugno sarà Pitti Island, ossia la metafora di un’isola «come punto di approdo dove ci si ferma per fare cambusa e per scoprire cose nuove. Un luogo in cui si incrocia gente in arrivo da tutti i Paesi e dove si scoprono nuove idee. Un chiaro rimando al ruolo della rassegna - ha sottolineato Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine - punto di incrocio delle rotte stagionali più importanti».

Un concetto che ha ispirato la campagna istituzionale e che caratterizzerà l’allestimento degli spazi in Fortezza, dove torneranno a esporre molti brandi di riferimento, articolati nelle sezioni Fantastic Classic, ossia il classico nelle sue versioni più contemporanee, Dynamic Attitude, dove l’outdoor segna l’incontro tra sport e streetwear, Futuro Maschile, viaggio attraverso le evoluzioni del menswear contemporaneo e Superstyling, che pone l’enfasi sui canoni stilistici anticipatori delle nuove  tendenze.

Sempre più integrato nel percorso espositivo è S|Style sustainable style, dedicato al menswear responsabile, che gode del supporto di Unicredit, main sponsor della manifestazione e che vedrà in pista circa dieci designer che creano e producono secondo criteri di eco-responsabilità.

Cinque sezioni a cui si aggiugono anche due progetti internazionali, ossia il ritorno dell’area Scandinavian Manifesto in collaborazione con Revolver Copenhagen, una delle principali e più consolidate collaborazioni internazionali di Pitti Immagine dedicata all’innovazione che arriva dalla scena fashion nordica, e l'iniziativa a supporto dei designer ucraini, a cura della Fondazione Pitti Discovery realizzato con il contributo speciale di Fondazione CR Firenze. Da segnalare tra l'altro che l’Ucraina era stata guest nation di Pitti nel 2014.

Un format che raggruppa l’intero universo della manifestazione nel segno della razionalizzazione e della semplificazione. Un totale di 640 brand come si diceve, di cui un centinaio sono nuovi. «Marchi più piccoli e di ricerca che vanno ad affiancare realtà più consolidate, per andare a comporre una geografia sfaccettata che risponde a stili diversi e in cui si inserisce sempre più anche il lifestyle, con molti espositori extra-settore», ha sottlineato Poletto.

Come sempre la manifestazione si arricchisce di un programma fitto di momenti speciali, che vedranno brillare le stelle delle special guest Grace Wales Bonner e Ann Demeulemeester, accanto ai progetti speciali dedicati a Soulland e Sapio e a tanti altri eventi (si veda altra news nel nostro sito).

Ancora sotto l’egida di Unicredit verranno riproposti anche i progetti all’Unicredit Theatre, dove nei giorni della manifestazione si alterneranno talk e conversazioni dedicata al tema della sostenibilità.

Come ormai di consueto, in parallelo con la fiera fisica torna Connect, il progetto di fiera digitale che insieme alla rassegna dei marchi (tutti quelli che presentano in Fortezza) propone format ed eventi esclusivi.

Un’iniziativa in progress, ha sottolineato Andrea Secci, head of digital di Pitti Immagine: «L’ultima edizione ha registrato un aumento del 96% delle visite, con una grande affluenza di buyer, 12mila solo quelli logati, in aumento del 30% su edizione precedente, con il 36% in arrivo dall’estero. Numeri che si inseriscono in un ecosistema in cui rientrano le newsletter o i social (ben 10mila nuovi follower solo nel periodo di fiera per fare un esempio, con 4 milioni di account raggiunti su Facebook e 3,3 milioni su Instagram). Evolve in parallelo anche la piattaforma, con nuovi servizi e funzionalità di anno in anno».

c.me.
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