graduale rinascita

Pelletteria in ripresa, ma senza recuperare i livelli del 2019

«Stiamo assistendo a una graduale rinascita - dice Franco Gabbrielli (nella foto), presidente di Mipel e Assopellettieri, stilando un bilancio dei primi nove mesi dell'anno che sta per finire - testimoniata anche dai dati settoriali sui primi nove mesi del 2021, che hanno visto l'export segnare un +23,7% in valore rispetto al 2020, seppure ancora al di sotto del 10% in confronto con i livelli pre-Covid».

Assopellettieri informa che, dopo un avvio d'anno a rilento e l'atteso rimbalzo nel secondo semestre, l’atteso rimbalzo nel secondo trimestre (favorito dal raffronto con livelli 2020 fortemente penalizzati dalle misure restrittive imposte dall’emergenza pandemica), anche la terza frazione del 2021 è stata caratterizzata da dinamiche positive, con incrementi a doppia cifra nel fatturato (+19,8%) e nella raccolta ordini (+24,3%).

Oltre al +23,7% in valore dell'export, va tenuto in considerazione il +16,3% delle vendite in Italia. Dinamiche certamente favorevoli, ma non sufficienti, comunque, a ripianare le pesanti perdite subìte nel corso del 2020.

Il divario rispetto al 2019 resta infatti non trascurabile: a parte le esportazioni, che come sottolinea Gabbrielli restano sotto di dieci punti percentuali rispetto a due anni fa, gli acquisti al dettaglio in Italia sono ancora indietro del -13%.

Corrono le griffe ma, tra le piccole e medie imprese, tre associati intervistati su quattro denotano tuttora ricavi inferiori ai livelli pre-pandemia (molto inferiori per il 42% del panel).

Secondo le prime proiezioni sulla chiusura d’anno - basate sull’indagine campionaria condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda - il 2021 dovrebbe presentare un fatturato settoriale in crescita del 25%, con un gap sul 2019 pre-Covid compreso tra il -15 e il -20%. ll processo di progressivo recupero in atto è ostacolato dal forte aumento dei prezzi delle materie prime e dei costi dell’energia. Resta alta, inoltre, la preoccupazione circa l’evolversi della pandemia, in Italia e nel mondo, per il diffondersi di nuove varianti.

Inevitabili le ripercussioni su demografia delle imprese e occupazione: nei primi nove mesi del 2021 si registra un saldo negativo di -165 unità nel numero di imprese attive e due aziende su cinque raggiunte dalla rilevazione segnalano un calo negli addetti rispetto al consuntivo 2020.

Il ricorso alla cassa integrazione guadagni nella filiera pelle, sebbene sia in contrazione del -8,7% nei primi 10 mesi, resta su livelli elevatissimi (60,8 milioni di ore autorizzate, oltre nove volte rispetto a quelle del 2019).
A cura della redazione
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