l'emergenza ha bloccato la produzione del 60% delle aziende

Micam confermato a settembre: «Le imprese calzaturiere devono ritrovare certezze»

La ripresa sarà complessa e graduale, ma non è il momento di fermarsi. Ne sono convinti gli organizzatori di Micam, il salone delle calzature che conferma l'appuntamento dal 20 al 23 settembre a Fieramilano Rho.

Il presidente di Assocalzaturifici e Micam, Siro Badon (nella foto), non ha dubbi su questa scelta. «La manifestazione è fondamentale per sostenere un settore cruciale per il made in Italy e la nostra economia - osserva -. Sebbene in questi mesi si siano sviluppate opportunità alternative per le relazioni di business, l'incontro in fiera rimane la più importante opportunità di sviluppo nel mercato e la via privilegiata per procedere alle contrattazioni di ordini».

Badon fa notare come la rassegna non sia altro che lo specchio di un comparto che si è velocemente adeguato ai nuovi protocolli sanitari anti-contagio. In pratica, così come hanno fatto le aziende, può fare anche il Micam, mettendo tutti - espositori e visitatori - in sicurezza.

«Dobbiamo assolutamente dare certezze alle nostre imprese, già in grande sofferenza per le ripercussioni economiche di questa grande emergenza - puntualizza -. Senza un orizzonte si rischia di imboccare un tunnel senza uscita. Confermare Micam è la migliore risposta alle incognite del mercato».

Gli fa eco Tommaso Cancellara, a.d. di Micam e direttore generale di Assocalzaturifici. «Abbiamo ascoltato le esigenze degli operatori - afferma -. La macchina operativa è già al lavoro e l'edizione di settembre sarà per tutti un appuntamento fondamentale per riallacciare i legami con il mercato, creando opportunità».

Cancellara anticipa che Micam sta negoziando e definendo un accordo commerciale con uno dei player più significativi a livello mondiale in servizi digitali, «per offrire a tutti gli espositori un nuovo canale di vendita digitale B2B. Nelle prossime settimane divulgheremo maggiori dettagli».

Micam ha intervistato un campione di imprese della calzatura e il quadro, come prevedibile, è tutt'altro che confortante. La quasi totalità (80%) degli interpellati dichiara di essere stata penalizzata in modo diretto dal Covid, con una riduzione del portafoglio ordini pesante per oltre il 90% del panel. Il 60% ha dovuto bloccare la produzione.

Ma la crisi ha generato anche una spinta al cambiamento, con un potenziamento dei mezzi digitali, che ha portato più del 60% delle aziende a inviare le immagini via e-mail delle proprie collezioni ai compratori, il 31% a servirsi dei social per raggiungere i clienti e il 15% ad avviare nuove piattaforme o a rafforzare l'online. Già prima del Covid, il 39% aveva già investito in quest'ambito, a partire dalla messa a punto di un proprio sito Internet.

Circa il 75% del campione si è detto certo di partecipare al Micam di settembre, o come minimo propenso a farlo, a patto che venga tutelata la salute dei partecipanti.

a.b.
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