Dal 20 al 23 febbraio

Super torna al Padiglione Visconti nel segno del women's lifestyle

Scalda i motori in vista dell'edizione numero 15 Super, il salone della moda donna di Pitti Imagine, che torna al Padiglione Visconti di via Tortona dal 20 al 23 febbraio. Da tenere d'occhio i creativi emergenti, presenti nella sezione Super Talents della rassegna. Gli organizzatori sono pronti a far fronte all'emergenza coronavirus: «Ci adegueremo alle indicazioni del Ministero della Sanità», assicura l'a.d. Raffaello Napoleone.

 

Con 90 espositori previsti, il 30% dei quali in arrivo da oltreconfine, il salone, spiega Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, «conferma il proprio ruolo di "boutique event" votato alla selezione e alla proposta di brand mirati, tra nomi già noti e marchi nuovi, capsule e special project, con un focus sempre attento sulle ultimissime leve della creatività».

 

«Seguiamo con attenzione le evoluzioni della moda donna globale per poter dare risposte precise e concrete ai migliori buyer italiani e internazionali, in un momento altrettanto preciso della loro campagna acquisti», sottolinea il manager.

 

Tra i nomi presenti al salone, per citarne alcuni, figurano Alessandro Enriquez, Circolo 1901, Gaynor Bongard, Gelso Milano, Helena Bajaj Larsen, I Isabella Clementini, Iindaco, Jakke, Jekca, Jimmy Crystal New York, Juarez Camacho, Lelo, Les Tricots D'o, L'impermeabile, Ma'ry'ya, Maurizio Massimino, Orequo, Peech, Qeeboo, Revertissu, Run Of Runarchy Attitude, Salce 197, Santhonoré-Something Out Of The Blue, Scaglione, Shaft Jeans, Shirtaporter, Sparti Handmade, Stma, Trovelore, Vuem, White Sand, Worn.

 

A proposito di emergenti, in pista ci sono i Super Talents selezionati in collaborazione con Sara Sozzani Maino di Vogue Italia e Vogue Talents: sette designer in arrivo da tutto il mondo, che lavorano sul concetto di accessorio luxury.

 

Si tratta degli italiani Acchitto, Iindaco e Malaga4, di Helena Bajaj Larsen dalla Francia, Juárez Camacho dal Messico, Worn dalla Svizzera e Zyne Official dal Marocco.

 

All'edizione di Super del settembre scorso erano stati in totale oltre 5.800 i compratori, con i buyer internazionali che avevano superato le 1.100 presenze (circa il 20% del totale) da più di 50 paesi di provenienza.

 

La classifica dei primi 15 mercati di riferimento aveva visto in testa il Giappone, seguito da Francia, Spagna, Germania, Grecia, Stati Uniti, Svizzera, Cina, Russia, Corea, Austria, Olanda, Belgio, Regno Unito e Portogallo.

 

Ci si interroga ora sull'effetto che il coronavirus avrà sui dati di affluenza. «Nei nostri saloni donna mediamente abbiamo la presenza di circa 30/40 compratori cinesi, che sicuramente salteranno il turno, salvo qualcuno basato in Italia - racconta Raffaello Napoleone -. Abbiamo avuto fortuna con Pitti Uomo, dove all'edizione di gennaio scorso non abbiamo proposto il progetto China Guest Nation, che nel giugno del 2019 ci aveva portato quasi 500 buyer».

 

«In prospettiva -prosegue - dobbiamo monitorare l'evoluzione degli scenari. Ci auguriamo che questa estate si saprà meglio come gestire la situzione. La Camera della Moda intanto si è organizzata per dare l'opportunità di seguire le sfilate a chi si trova in Cina. Per noi un plus determinante è avere da tempo la fiera digitale, che accoglie 900 aziende dell'uomo e che ci aiuterà a dare un servizio quanto mai importante in questo momento».

 

Intanto si attendono le istruzioni da parte del Ministero della Sanità sulle precauzioni da adottare per i giorni del Super: «Ci adegueremo, ma a oggi non ci è arrivata nessuna indicazione specifica».

c.me.
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