Dal 30 giugno al 2 luglio in Fortezza

Pitti Uomo riparte con 315 espositori e va a braccetto con il Bimbo

100, come le edizioni di Pitti Uomo, ma anche 001, come il segnale di un nuovo inizio. Parte da questo concetto il format della nuova edizione del salone fiorentino, ai blocchi di partenza dal 30 giugno prossimo, con una versione speciale che prevede la concomitanza e la coabitazione con Pitti Bimbo, fino al 2 giugno in Fortezza da Basso. Un appuntamento preceduto per la prima volta da Pitti Filati, in calendario dal 28 al 30 giugno alla Stazione Leopolda.

Dopo due stagioni di fermo, gli organizzatori del salone hanno dovuto ripensare la formula del salone per scendere a patti con il momento particolare, tra protocolli speciali, una nuova geografia espositiva e come prevedibile meno espositori, rispetto al plotone di circa 1.000 realtà alle quali eravamo abituati in passato per il solo menswear.

Come ha sottolineato Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine, nel corso della conferenza stampa di oggi 9 giugno, «siamo i primi a ripartire fisicamente. È stato svolto un lavoro enorme sulla sicurezza, che ha richiesto grandi sforzi dal punto di vista organizzativo ed economico. Per fortuna abbiamo avuto il sostegno del governo, del sindaco Nardella, del Centro di Firenze per la Moda Italiana, di Ice e del Ministero degli Affari Esteri».

«Abbiamo avuto solo 60 giorni per organizzare la rassegna dopo il via libera, per cui il numero degli espositori è in progress e siamo ancora in fase di assegnazione degli spazi», ha aggiunto Raffaello Napoleone, a.d. di Pitti Immagine.

Secondo quanto riferito, sono attualmente 315 i marchi previsti a Pitti Uomo - cui se ne aggiungono altri 50 che hanno optato solo per Connect -, 74 i brand partecipanti a Pitti Bimbo, oltre ai 39 della piattaforma fisica, e 77 le aziende a Pitti Filati, più nove sulla kermesse digitale.

Non manca la componente estera con 79 realtà del menswear, 62 del childrenswear e otto del mondo filati, tra fisico e digital. 

Per quanto riguarda i compratori, la previsione di Raffaello Napoleone è di toccare quota 7-8mila presenze, con l’Italia a farla da padrona ma con una significativa presenza anche dell’Europa. 

Come si diceva, il numero 100 sarà il fil rouge delle tre rassegne, a indicare i 100 anni di Pitti Uomo, e il concetto di 100% Filati e 100% Bambino per le altre due manifestazioni. Un tema che si declina nei format espositivi caratterizzati da un segno grafico multiforme, firmato dal designer Francesco Dondina, che caratterizzerà la campagna adv e gli spazi espositivi.

L’interno della Fortezza sarà caratterizzato dalla compresenza delle rassegne Uomo e Bimbo e in alcuni casi le collezioni in taglie grandi e in taglie mini saranno presenti addirittura in un unico stand, come nel caso di Herno al Teatrino Lorenese e di Invicta al Padiglione Cavaniglia.

L’universo maschile si suddividerà in tre diverse anime: il classico, ospitato in due piani del Padiglione Centrale; la ricerca, che troverà posto nel Salone M al piano inferiore; e lo sport, che si conferma al Cavaniglia.

Il bambino, invece, occuperà i Quartieri Monumentali e il Padiglione delle Ghiaie, organizzati come un concept store in cui convivono mondi diversi. 

La Fortezza diventa un contenitore unico anche per gli eventi speciali, che si svolgeranno tutti al suo interno, nel nome della sicurezza, compreso lo show dello special guest Thebe Magugu, astro nascente della moda sudafricana premiato da Lvmh nel 2019, che presenterà l’1 luglio una collezione speciale uomo.

Prosegue la collaborazione triennale con Unicredit, main sponsor di Pitti Immagine, che affianca l’ente fiorentino con progetti focalizzati sulla sostenibilità. In particolare l’iniziativa Sustainabile Style, curata dalla fashion journalist Giorgia Cantarini, che dopo uno scouting in ogni parte del mondo ha selezionato 15 brand come Arbo ParisConnor McKnightDniFederico CinaMonad LondonMyarOrdinary DisorderPatchouli StudioPatrick McDowellReamereiStoriesUniformeVitelliWoo e Wuuls. Li si potrà visionare al Salone M della Fortezza da Basso.

Altro frutto della collaborazione con Unicredit è Theatre: uno spazio speciale dove, nei giorni del salone, è previsto un palinsensto di talk, conversazioni e presentazioni dedicate a sostenibilità e innovazione tra moda, economia, retail e lifestyle. 

A proposito di collaborazioni, emblematica quella con Assopellettieri, che ha scelto la ribalta di Pitti per lanciare Mipel Lab, frutto anche della collaborazione con Lineapelle e che si propone come uno strumento efficiente per favorire le opportunità di incontro tra brand di tutto il mondo e le aziende produttrici italiane del settore.

Il debutto di questo progetto, previsto dal 22 al 24 settembre a Milano, sarà anticipato da un teaser in Fortezza da Basso: un allestimento dedicato a dieci realtà di spicco della produzione pellettiera made in Italy. Non si esclude un possibile futuro insieme a Pitti, come ha preannunciato Danny D’Alessandro, direttore generale di Assopellettieri.

Non a caso la la seconda edizione degli Stati Generali della Pelletteria Italiana, organizzati da Assopellettieri, si svolgerà proprio a Firenze il 28 giugno, giorno di apertura di Pitti Uomo, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio.

Tra gli highlight al salone maschile, da segnalare uno shooting con i marchi di punta della kermesse, in collaborazione con la rivista inglese Arena Homme+. Un evento da seguire live, in cui i capi di CarusoHernoKitonPierre Louis Mascia e Stefano Ricci verranno immortalati in luoghi diversi della Fortezza da altrettanti giovani fotografi italiani.

Per quanto riguarda il childrenswear, da non perdere I Want to be Green, una serie di iniziative dedicate alla sostenibilità e alla ricerca ecofriendly – tra presentazioni, focus e incontri – che catalizzeranno l'attenzione sulle proposte di marchi nati con questo presupposto, ma anche su label che hanno rivisto i propri processi in quest'ottica. 

Il salone del bambino, tra l’altro, propone anche una speciale iniziativa digital per quanti non potranno essere presenti alla manifestazione, in particolare i buyer coreani e giapponesi. Per loro sarà realizzato un virtual tour attraverso le sezioni della rassegna, con guida nelle rispettive lingue. 

A proposito di digital, sono già online le rassegne uomo, bimbo e filati su Pitti Connect, la piattaforma che giunge alla sua terza edizione. Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, ha a questo proposito sottolineato: «Il secondo appuntamento è stato scelto da oltre 440 espositori, con oltre 300mila visite (+73% rispetto alla prima), 12mila dial (+40%) e un totale di 8.600 espositori per l’uomo, 2.300 per il bimbo e 2.200 per i filati».

Il côté digital delle rassegne di Pitti Immagine sarà da questa stagione potenziato grazie al nuovo progetto  Pitti Studios, un servizio di produzione di contenuti foto, video e storytelling pensato per valorizzare le proposte dei marchi in un'ottica cross-canale social e digital media, su Pitti Connect e sulle piattaforme degli stessi espositori.

Un modo per supportare e sostenere le aziende, in un momento in cui la digital transformation richiede un cambio di passo. «L'obiettivo - ha spiegato Poletto - è lavorare fianco a fianco con le aziende non solo per i giorni della manifestazione fisica, bensì per tutto l'anno, fornendo la nostra consulenza in materia agli espositori».

«Le ricerche dopo la pandemia - ha concluso - hanno evidenziato che c'è una grande voglia di tornare alle fiere fisiche, ma con format diversi, più essenziali, perché tutti nel frattempo stanno facendo un grande lavoro sul digitale. Noi siamo su questa lunghezza d'onda».

c.me.
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