DA MCQUEEN AL RILANCIO DI BOTTEGA VENETA

Lyst: la rivoluzione della moda in un decennio di ricerche online

Quello dal 2010 al 2019 non è stato un decennio qualsiasi: a cambiare non sono stati solo i trend, ma anche e soprattutto il contesto sociale e le modalità d'acquisto. Si è passati dai primi timidi e diffidenti tentativi di shopping da computer all'uso disinvolto di tablet e mobile, fino alle app, in un'escalation all'insegna della velocità e della multicanalità.

Da notare che proprio nel 2010 nasceva Instagram: inizialmente un'app per la condivisione di fotografie, oggi un potente mezzo di comunicazione e condivisione.

Queste e altre tendenze sono state analizzate da Lyst, searching engine dedicato al mondo della moda, nel report Decade in Fashion, che analizzando milioni di ricerche sul fashion a livello globale traccia un excursus fra prodotti, personaggi e stili.

Si parte dall'anno in cui morì Alexander McQueen a soli 41 anni (era l'11 febbraio 2010): dal tragico evento scaturì, come spesso accade, un successo commerciale, il +1.400% di vendite dell'iconica sciarpa con la stampa a teschio.

Il 2011 vede imporsi il minimalismo di Céline sotto l'egida di Phoebe Philo, ma anche le scarpe glitterate di Miu Miu e le Rockstud di Valentino. Inizia l'escalation delle sneaker: quelle con zeppa di Isabel Marant fanno il tutto esaurito, magari abbinate alla felpa tigre di Kenzo. Intanto Rihanna compie i primi passi nel mondo della moda, imponendosi per la sua personalità anticonvenzionale.

Il prodotto più ricercato del 2013 è la felpa con stampa Bambi disegnata da Riccardo Tisci per Givenchy, tallonata dalla borsa con le borchie di Alexander Wang, in sintonia con il tema portante della mostra al Met di New York, il punk.

Il fenomeno delle insta-model, a partire da Kendall Jenner per Marc Jacobs, esplode nel 2014: Kendall e la sorella Kylie sono incoronate da Time - che a distanza di dieci anni metterà invece in copertina Greta Thunberg - come adolescenti più influenti dell'anno. Intanto tra gli accessori spopolano gli orecchini Dior Tribales, che trasformano le perle da simbolo della tradizione a dettagli trendy.

Il 2015 è un anno chiave per le griffe: Raf Simons lascia Dior, Elbaz e Lanvin divorziano e da Gucci spunta un allora sconosciuto Alessandro Michele. Che subito fa centro con il mocassino in pelliccia Gucci Princetown.

Le calzature furry continuano a essere sulla cresta dell'onda anche nel 2016: quelle in pelliccia sintetica color pastello di Fenty x Puma conquistano tutti. Anche la maglietta polarizzante Vetements Dhl (200 euro) crea buzz. Ai Cfda awards occhi puntati su Beyoncé.

In piena sneaker-mania, le Speed di Balenciaga sono le più ricercate del 2017. Il clima politico sempre più instabile genera nella moda un desiderio di evasione ed è anche per questo che tutti, o meglio tutte, vogliono la T-shirt di Dior con l'ironico slogan We Should All Be Feminist.

Ancora sneaker in pole position nel 2018, con il fenomeno delle ugly dad shoes e il trionfo delle Triple S di Balenciaga. Tra le borse, la Marmont di Gucci viene ricercata su Lyst ogni sei secondi. Piace il trend athleisure, complici i legging di Lululemon, e impazza ovunque Kylie Jenner, con i suoi 115 milioni di follower, un impero del beauty costruito dal nulla a tempi record, il primo figlio e la corona di più giovane miliardaria al mondo secondo Forbes.

Arriviamo ai giorni nostri: l'influencer più potente del 2019 è Meghan Markle, con un +216% di ricerche sui suoi abiti. Tra le griffe, Daniel Lee dà una sferzata di energia a Bottega Veneta, che stravince ai Fashion Awards: i sandali elasticizzati del brand diventano le scarpe più ambite e, in generale, su Lyst si assiste a un +56% di ricerche per tutti gli accessori della griffe di casa Kering. 20mila sono invece le pagine visualizzate a proposito della minibag Le Chiquito di Jacquemus.

Da notare che della cintura con logo GG di Gucci, apparsa per ben nove volte all'interno del report Lyst negli ultimi due anni, viene tuttora venduto attraverso il motore di ricerca un modello al minuto.

 

a.b.
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