Dalle rilevazioni Istat

Vendite retail: abbigliamento (-23%) e calzature (-15%) restano i più colpiti

In dicembre le vendite al dettaglio sono nel complesso aumentate del 2,5% rispetto a novembre, sia in valore sia in volume. L’incremento è stato sostenuto dai beni non alimentari (+4,8% in valore e +4,5% in volume), mentre risultano quasi stazionarie le vendite dei beni alimentari (+0,1% in valore e +0,2% in volume).

Secondo le rilevazioni Istat, rispetto al dicembre 2019 il trend registra invece un calo del 3,1% in valore e un -3,2% in volume, per effetto della forte crescita dei beni alimentari (+6,6% in valore e +5,7% in volume) e della caduta dei beni non alimentari (-9,4% in valore e -9,5% in volume).

In quest’ultimo comparto le flessioni più marcate riguardano la voce abbigliamento e pellicceria (-23,4%) e il segmento calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-14,6%), già emersi nei mesi scorsi tra i meno resilienti all’emergenza sanitaria.

Tenendo conto dei canali distributivi, su base tendenziale il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia nella grande distribuzione (-2,5%), sia negli spazi con piccole superfici (-6,6%). Le vendite al di fuori dei negozi sono scese del 12,3%, mentre il commercio digitale ha realizzato un +33,8%.

Il quarto trimestre 2020 è terminato con una discesa dei ricavi retail totali dell’1,5% in valore, su cui pesa il -4,5% dei non alimentari (+2,4% l’alimentazione).

«I dati - commentano da Confesercenti - confermano come la crisi innescata dalla pandemia si sia abbattuta con particolare potenza sulle attività del commercio tradizionale e le ombre della recessione si proiettano anche per tutto il 2021». «Per questo - proseguono dall’associazione di categoria - auspichiamo al più presto la formazione di un nuovo esecutivo, che tenga conto della natura concentrata della crisi economica, con particolare attenzione per le micro e piccole imprese. Si spera che vengano messi in campo tutti i sostegni attesi, dal mercato del lavoro ai ristori fino all’approvazione del Recovery Plan, e che una parte delle risorse sia destinata a contrastare i fenomeni in corso di distruzione del potenziale produttivo, per questa tipologia di imprese: potrebbero sostenere il rilancio del tessuto economico del Paese, attraverso un progetto di modernizzazione e innovazione dei negozi di vicinato, da inserire nei progetti dedicati alla rigenerazione urbana. Nel frattempo, è necessario sbloccare immediatamente i provvedimenti di sostegno che sarebbero dovuti arrivare con il DL Ristori V già lo scorso 23 gennaio, e che le imprese stanno ancora aspettando».

«Dopo un 2020 di evidente sofferenza, la distribuzione non alimentare subisce importanti perdite di fatturato anche nelle prime settimane del 2021 - dichiara Carlo Alberto Buttarelli, direttore Relazioni con la filiera e Ufficio Studi di Federdistribuzione -. Oltre a una partenza sottotono dei saldi, continuano a incidere negativamente le chiusure dei Centri Commerciali nei fine settimana: misura che appare sempre più incomprensibile, alla luce della quasi totalità delle regioni italiane in "zona gialla" e che comporta gravi ripercussioni su molte categorie merceologiche del non alimentare» (nella foto, lo shopping in Rinascente Duomo durante i saldi).

e.f.
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