D'accordo anche gli imprenditori

Saldi estivi 2020: quest'anno iniziano l'1 agosto

La Conferenza delle Regioni ha deciso di assecondare le richieste di Federazione Moda Italia-Confcommercio: quest'anno, causa emergenza Covid-19, i saldi inizieranno in contemporanea in tutta Italia l'1 agosto. Una decisione che fa felici la maggior parte dei negozianti, coinvolti in un recente sondaggio.

La decisione è stata presa dalla Conferenza delle Regioni, presieduta da Stefano Bonaccini, il governatore dell'Emilia Romagna, che ha stabilito di rinviare l'inizio dei saldi estivi (tradizionalmente al via verso i primi di luglio), proprio su «sollecitazione degli assessori alle attività produttive», per per gestire l'emergenza che ha portato alla chiusura dei negozi per due mesi. 

Una scelta che, ha commentato Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, va «nell'interesse della categoria e alla luce del nuovo scenario di mercato». 

Il presidente Bonaccini ha poi scritto a tutti i presidenti delle Regioni e delle Province autonome, invitandoli a «dare seguito alla suddetta decisione, per una omogenea applicazione della stessa su tutto il territorio nazionale».

Anche la data unica di partenza dei saldi rientrava tra le richieste degli imprenditori del settore, che nei giorni scorsi avevano espresso il loro orientamento attraverso un sondaggio interno. 

Nell'occasione il 94% dei commercianti intervistati si era detto contrario alla data prevista del 4 luglio per l'avvio dei saldi estivi. 

La soluzione più gradita alle aziende era risultata la posticipazione (52%), seguita dalla sospensione dei saldi (29%). Solo l'8% propendeva per anticiparli. Il 6% voleva invece mantenere la data del primo sabato di luglio. 

«Gli imprenditori del settore confermano di volere l'inizio delle vendite in saldo all'effettiva fine stagione, tanto per quelle estive quanto per quelle invernali. Auspichiamo - conclude Borghi – di riaprire il prima possibile e che tutte le Regioni adottino quanto prima i provvedimenti in linea con l'indirizzo della Conferenza, sospendendo altresì il divieto delle vendite promozionali nel periodo antecedente i saldi. Alla ripartenza servono certezze anche su questo fronte, per programmare un futuro già molto incerto».

La decisione di posticipare i saldi fa felici la maggior parte dei negozianti, anche se molti sono convinti che per incentivare la voglia di spendere degli italiani, quando i negozi riapriranno dopo due mesi di lockdown, sarà necessario attuare comunque qualche promozione. Una situazione che mette a rischio comunque le marginalità delle collezioni, tanto da indurre molte aziende a traghettare molti articoli della p/e 2020 direttamente nella p/e 2021.

Abbiamo intervistato una serie di imprenditori del settore per sapere il loro punto di vista sulla corretta strategia commerciale da seguire in fase di post lockdown e ne è emerso che i saldi al 1 di agosto non sono l'unico antidoto recuperare, almeno in parte, una stagione comunque compromessa. 


Gianluigi Cimmino
Ceo di Pianoforte Holding (YamamayCarpisa Jacked)

«Dobbiamo approfittare per riallineare il calendario solare a quello commerciale. Oggi l'estate si protrae fin quasi al mese di novembre e quindi è importante che anche il calendario dei saldi venga rimodulato. L'importante è evitare sconti e promozioni per buttare giù lo scontrino, perché in questo modo ci mangeremmo i margini senza far fuori il prodotto. Certo, i magazzini sono pieni, e questo è un problema per molte aziende, ma so che in tanti hanno ovviato al problema spostando una parte della primavera-estate 2020 al prossimo anno, oppure all'autunno».


Marcello Tortora
Direttore marketing di Fracomina

«L'1 agosto è sicuramente il momento più opportuno per l'inizio dei saldi estivi. Certo, bisognerà evitare le insidie delle promozioni speciali, che non riguardano ovviamente i brand seri come il nostro, perché il mercato pullula di concorrenti sleali, in promozione 365 giorni l'anno con prezzi irreali e con un modello di business non morale. Per la prossima stagione, intanto, ci siamo organizzati per poter rimodulare la produzione e per dare al cliente la chance di un acquisto più calibrato. A tal fine abbiamo lanciato una piattaforma virtuale che presentiamo ai clienti a fine maggio, che consentirà una vera e propria experience della collezione, completa di brevi clip con sfilata virtuale. Una soluzione che permetterà di fare ordini senza doversi muovere dal proprio negozio o dalla propria abitazione».


Riccardo Peruffo 
Ceo di Peserico

«Se possibile, preferiremmo portare parte degli articoli continuativi alla SS21, per cercare di non svalutare il sacrificio fatto nel produrli in queste condizioni. Cercheremo inoltre di "coccolare" i nostri clienti il più possibile. Ci stiamo strutturando per rendere più piacevole e rilassante il "momento in negozio"; sarà sicuramente importante riuscire a mettere a proprio agio il cliente che non è più abituato alle interazioni sociali. Dopo la messa in sicurezza di tutti i negozi, sarà fondamentale anche l'atteggiamento delle nostre venditrici, che avranno l'importante compito di far rivivere ai nostri clienti un momento di tranquillità e di serenità, dopo questo lockdown forzato». 


Enrico Vanzo
Ceo di Manila Grace 

«Per noi adesso l'importante è ripartire con tutto il nostro staff pronto ad accogliere le nostre clienti con il sorriso, seppur dietro ad una mascherina, e rispettando tutte le norme sanitarie e di prevenzione, con l'obiettivo di iniziare a rivivere anche se con una diversa normalità. Sul fronte prodotto abbiamo valutato, come altri brand, di non mettere in vendita alcuni capi che saranno posticipati alla stagione successiva proprio per dare un contributo significativo a tutto il comparto».


Gigliola Maule
General manager del Gruppo Zappieri

«Cercare di spostare più avanti possibile i saldi è giusto, ma c’è un gap fra la teoria e la pratica. La realtà è che ci sono marchi, anche top di gamma, che ci stanno già dando dentro con sconti consistenti, in alcuni casi fino al 50%. È chiaro che a quel punto si mettono in diretta concorrenza con i negozi, che oggi più che mai hanno un’impellente necessità di fare cassa».


Jacopo Giuliani
Membro del Consiglio Direttivo e responsabile comunicazione 
del Centro Tessile Milano


«Al di là delle decisioni prese in questi giorni dalla Conferenza delle Regioni, c’è spazio per una riflessione più ampia, che va oltre l'attuale emergenza. Sono convinto che il mercato sia maturo per nuove strategie di vendita, che non contemplino l'applicazione di sconti selvaggi. La gente non ci crede più: il consumatore oggi è consapevole e, per così dire, raffinato nelle sue scelte. Ci sono brand pubblicizzati a livello nazionale che applicano sconti durante tutto l'anno e che sono diventati oggetto di meme sui social. Sarebbe opportuno essere seri e dissociarsi da questa pratica, imposta dalla gdo. Già da settimane noi di Centro Tessile Milano ci siamo schierati a favore di uno slittamento dei saldi, addirittura a settembre. Solo così i commercianti hanno la possibilità di usufruire di un periodo di vendita aggiuntivo full price, o al massimo con percentuali di sconto ridotte, e di avere una boccata di ossigeno. Non da oggi i saldi, che dovrebbero rappresentare una chance di smaltimento a fine stagione della merce avanzata, sono invece diventati uno strumento di vendita: siamo passati da una percentuale di sell out ante saldi del 70-75% negli anni Novanta, all'attuale 40-45%. Il periodo ideale per le vendite scontate? A febbraio per la stagione invernale e, idealmente, a settembre per quella estiva».
 

an.bi., c.me., a.b. e a.t.
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