Dati inseriti in un più ampio studio di sita ricerca

Negozi bimbo: dalla riapertura crescita lenta ma costante dei clienti

Mentre è ancora presto per trarre un bilancio delle riaperture dei negozi in generale, è già possibile fare il punto su quelli di childrenswear, che hanno rialzato le saracinesche ormai da più di un mese.

Sita Ricerca ha fotografato la situazione delle settimane dal 19 aprile al 17 maggio, in cui le cose sembrano essere andate meglio del previsto, anche se per tornare alla normalità ci vorrà ancora tempo.

Si è infatti assistito, secondo l'analisi, a una crescita lenta ma costante delle presenze instore. «La percentuale di acquirenti settimanali - si legge - calcolata sul numero di famiglie con figli dagli zero ai 14 anni è aumentata dal 15% della prima settimana al 20% dell'ultima».

Sita Ricerca ha monitorato anche la valutazione data dai consumatori su come hanno trovato i negozi in queste prime settimane di reopening. In una scala da 1 a 10 si è passati da un "poco più che sufficiente", a un bel voto, sette e mezzo.

I clienti si dichiarano dunque abbastanza soddisfatti, anche se chiedono un miglioramento degli assortimenti e della gestione di ingressi e sanificazione degli ambienti.

Lo studio mette in risalto altri dati interessanti, al di là del comparto kidswear, registrati a ridosso delle riaperture generali. Ha infatti chiesto alle persone, prima del riavvio degli store il 18 maggio, se avrebbero comprato e il 28% ha assicurato che sarebbe andato ad acquistare subito, mentre il 29% ha detto di voler aspettare i saldi di agosto. Bisognerà vedere se gli interpellati hanno tenuto fede ai loro intenti.

Da notare quel 36% che ha dichiarato di essere interessato a proposte made in Italy, contro il 46% focalizzato su ciò che è strettamente necessario.

Ma come sono andati i mesi da gennaio ad aprile? Per il fashion il conto è stato salato: una perdita di 3 miliardi di euro, 145 milioni di capi e 5 milioni di acquirenti, secondo l'Osservatorio di Sita Ricerca, basato su un Fashion Consumer Panel trasversale.

Forte la tensione sui prezzi (-4%), ma va anche detto che nei mesi di marzo e aprile, nonostante le chiusure, il 35% degli italiani ha continuato a spendere in abbigliamento, grazie all'online che nel primo quadrimestre ha preso il volo (+14% a valore), con un raddoppio degli e-shopper nei due mesi di lockdown e i player brick-and-click in corsa al +40%, molto meglio dei pure player (+17%).

Ma alcuni brand non hanno saputo cogliere appieno l'occasione. Il 20% del campione ha trovato siti moda chiusi, che non consegnavano o consegnavano parzialmente, specie nelle prime due settimane di lockdown, mentre il 33% si è lamentato di tempi di delivery non rispettati e il 25% ha dovuto attendere troppo per le consegne (nella foto da Instagram, piccoli clienti da Minimoda a Prato).

a.b.
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