dichiarazioni

Calenda: «Per AltaRoma avanti coi giovani o si chiude». Fendi: «Vogliamo continuare»

L'obiettivo è quello di far diventare la capitale un punto di riferimento per le startup di giovani stilisti e designer, ma non è chiaro se AltaRoma avrà il tempo materiale per portare a termine la sua missione.

 

«Stiamo lavorando per vedere se si può fare un nuovo progetto - ha dichiarato Carlo Calenda -. Abbiamo deciso di riposizionare AltaRoma sui giovani. Forse ce la farà, ma forse anche no: in questo caso andrà chiusa, perché è inutile tenerla a metà».

 

«Non so se la moda è nel futuro di Roma. Può esserlo in questa vocazione verso i giovani» ha proseguito il ministro dello Sviluppo Economico.

 

Parole che creano un'ombra sulle prospettive della manifestazione, che si è conclusa sabato scorso (8 luglio), ma che non fanno gettare la spugna a Silvia Venturini Fendi, presidente di AltaRoma, intenzionata a impegnarsi anche in futuro a favore dei nuovi talenti della moda.

 

«Sono certa - ha dichiarato - che riusciremo a consolidare e irrobustire il percorso evolutivo intrapreso verso il ruolo e gli obiettivi assegnati poco più di un anno fa dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Città di Roma e ribaditi dal ministro Calenda».

 

«Necessitiamo di solide certezze - prosegue la Venturini Fendi - che ad AltaRoma sono venute a mancare, su impegni strategici ed economici da parte dei soci. Impegni che abbiano prospettive di durata e di consistenza sufficienti a supportare progetti di ancor più ampio respiro, per una città con potenzialità enormi».

 

In questa edizione i protagonisti non sono mancati. Oltre 50 i designer e i marchi coinvolti, a cominciare da Antonio ed Efisio Marras, fino a Giambattista Valli, alla presentazione del film su Franca Sozzani e ai finalisti di Who Is On Next?, diventato ormai l'evento clou. A resistere nel calendario tra i nomi del passato è rimasto solo Renato Balestra, molto legato a Roma.

 

L'assenza delle vecchie glorie della sartoria capitolina non è stata un problema per la kermesse, penalizzata piuttosto dal fatto che solo all'ultimo momento AltaRoma è riuscita a organizzare questa rassegna di luglio: d'altronde, la Camera ha dovuto tagliare i fondi annuali a meno di 400mila euro e nell'ultimo anno, in sostanza, il Comune si è tirato indietro.

 

«La presenza di diversi rappresentanti delle istituzioni agli eventi di questi giorni - ha fatto notare Venturini Fendi  - e il confronto sereno e fattivo avviato con i soci mi rendono fiduciosa sul futuro di AltaRoma».

 

«Ci abbiamo sempre creduto e continuiamo a crederci. Chiaramente bisogna fare un gioco di squadra», ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti commentando le parole di Carlo Calenda.

 

«Il ministro - ha puntualizzato Zingaretti - due anni fa ha lanciato questa idea. Noi siamo stati tra i primi a dire subito sì e a sostenerla. Ovviamente AltaRoma deve vedere in primo luogo il protagonismo anche di altre istituzioni».

 

Problemi di finanziamento a parte, a pesare su questa edizione è stata anche la poco favorevole concomitanza con l'evento organizzato da Dolce&Gabbana a Palermo, che ha tolto in parte i riflettori da ciò che stava accadendo nella capitale.

 

Nei giorni scorsi tra gli addetti ai lavori si è molto discusso sull'ipotesi che gli organizzatori decidano di cambiare nome alla manifestazione, puntando su un brand che ne sottolinei la nuova natura, più legata allo scouting degli upcoming talent, che ai couturier del passato.

stats