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Netcomm: e-commerce italiano +15%. Liscia: «È adesso la tempesta perfetta»

L'e-commerce italiano continua la sua corsa anche nel 2018, con un valore degli acquisti online che arriverà a quota 27 miliardi di euro, il 15% in più rispetto al 2017, con un +21% per la moda. «È adesso la tempesta perfetta per l'e-commerce, uno tsunami tecnologico che cambia e accelera continuamente il quadro competitivo» ha detto Roberto Liscia in apertura del 13esimo Netcomm Forum, di scena oggi (30 maggio) e domani a Milano.

 

Come ha dichiarato il presidente dell'associazione davanti a 2.500 persone, le nuove tecnologie hanno modificato significativamente i comportamenti dei consumatori, i modelli di business e i processi di vendita, segnando una nuova era del retail e dell'economia globale: «Glie-shopper - ha precisato - nel 2022 arriveranno a 2,5 miliardi nel mondo. Ma anche i tassi delle vendite online sono sorprendenti: nel 2021 il loro valore globale sarà di oltre 4.800 miliardi di dollari e la percentuale delle vendite online il 18% del totale».

 

Rispondere alle esigenze di un consumatore sempre connesso - «l'onlife consumer», come lo definisce Roberto Liscia - è diventato prioritario per tutte le imprese, a prescindere dal settore e dalla tipologia di prodotto, nel segno di quella che è ormai diventata un mantra: l'omnicanalità.

 

A crescere sono soprattutto gli acquisti di prodotti (+25%) rispetto ai servizi (+6%), con il comparto che nel 2018 sarà trainato da informatica ed elettronica (+18%) con 4,6 miliardi di euro, abbigliamento (+21%), che passa da 2,4 miliardi nel 2017 a circa 3 miliardi nel 2018, e l’editoria (+25%), con 1 milione di euro.

 

I settori che da qualche anno vengono connotati come emergenti registrano performance superiori: food & grocery (+34%) che passa da 830 milioni di euro del 2017 a 1,1 miliardi, beauty (+29%) con quasi 430 milioni, arredamento e home living (+44%) a quota 1,26 miliardi, auto e ricambi (+26%), che sfiorano i 610 milioni.

 

Lo sviluppo prosegue anche per quanto riguarda i servizi, seppur a ritmi meno sostenuti: sia il settore turismo e trasporti (9,7 miliardi di euro) che quello delle assicurazioni (oltre 1,3 miliardi) avanzano del 5%.

 

Da notare che l'incidenza degli acquisti effettuati via smartphone è pari a circa un terzo dell'intero mercato e-commerce.

 

Un quadro dunque in forte evoluzione, che come conseguenza sta portando a un graduale cambiamento del comportamento d'acquisto degli italiani, che si spostano sempre di più sul canale digitale: se nel 2017 si rilevava un’incidenza dell'e-commerce del 5,6% sul totale del retail, nel 2018 ci si aspetta un 6,5%.

 

La quota ad appannaggio dei negozi fisici rimane di assoluta maggioranza (oltre il 90%), ma il trend dovrà portare sempre più le aziende a «ripensare il proprio processo di vendita in ottica di omnicanalità».

 

Negli ultimi anni, come ha evidenziato Liscia, l’e-commerce è stato il principale acceleratore delle big tech company, che nel 2017 hanno raggiunto i 648,7 miliardi di dollari di fatturato e occupato le prime cinque posizioni nel mercato azionario: «C’è uno spazio eccezionale per le imprese che saranno in grado di distinguersi - ha sottolineato -. La differenziazione è l’anima di questa digital revolution e i nuovi modelli emergenti stanno portando sul mercato prodotti e servizi che si caratterizzano per un’elevata personalizzazione».

 

«Si tratta di una grandissima opportunità anche per le imprese italiane ricche di creatività, capaci di raccontare il prodotto e renderlo emozionale - ha concluso -. Il mercato sta andando proprio in questa direzione, premiando la creazione di esperienze uniche e a misura di ogni singolo consumatore».

 

a.t.
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