i saloni incalzano Giuseppe Conte

Danese (Aefi): «Uno shock per le fiere. Urge intervento economico a fondo perduto»

Tempi duri per le fiere, in seguito al nuovo Dpcm del 24 ottobre. Se il decreto del 18 ottobre proibiva lo svolgimento solo dei convegni (compresi quelli all’interno dei saloni, che però non venivano messi in discussione), quello che entra in vigore da oggi, 26 ottobre, dice stop a tutte le attività fieristiche. Una decisione che ha suscitato la reazione accorata di Maurizio Danese, presidente di Aefi.

«Il provvedimento è uno shock gravissimo per il settore, per il quale serve un atto urgente con un intervento economico a fondo perduto - afferma Danese -. Il Governo deve dare risposte immediate alle fiere, alle quali aveva garantito che una eventuale stretta sarebbe stata programmata», ha dichiarato il presidente dell’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane.

«La sospensione immediata non solo causa ulteriori ingenti danni a un comparto già messo in ginocchio da una chiusura forzata da marzo al primo settembre, che ha causato la perdita di oltre il 70% del fatturato - prosegue Danese - ma è un'ulteriore mazzata economica per quartieri che avevano già avviato gli allestimenti per le manifestazioni che avrebbero dovuto tenersi nei prossimi giorni».

«I saloni richiedono tempi lunghi di preparazione e grandi investimenti, sia per chi li realizza, che per gli espositori e per le società che contribuiscono alla loro realizzazione: non si può chiudere il settore da un giorno all’altro. Speriamo che la promessa del premier Conte e del ministro Di Maio di un intervento di ristoro a fondo perduto per il comparto si concretizzi immediatamente» (nella foto, un'immagine della recente edizione del salone White a Milano).

c.me.
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