dopo il round di 2,6 milioni a febbraio

Operazione rebranding per Armadioverde: diventa Greenchic

Armadioverde, primo marketplace italiano di moda second hand con oltre 750mila utenti, diventa Greenchic. Non un semplice cambio di nome per la società fondata nel 2015 da David Erba ed Eleonora Dellera, che poco meno di due mesi fa ha chiuso un round di investimenti pari a 2,6 milioni di euro.

Obiettivo del rebranding - che intende evidenziare le due anime dell'azienda, fashion e sostenibilità - è innanzitutto presentare Greenchic come una realtà più contemporanea e riconoscibile, in Italia e all'estero, in modo che sia il punto di riferimento per la moda pre-loved.

Il marketplace verrà arricchito di nuove funzionalità, per un'esperienza di shopping online più semplice e divertente, e amplierà l'offerta ben oltre i circa 200mila capi attualmente presenti in collezione.

Parte integrante del new deal è Upcycled, una linea brandizzata Greenchic, che metterà in commercio in maniera continuativa modelli unici, lavorati a mano in Italia e realizzati con materiali di scarto e recupero.

Per realizzare il progetto Greenchic sta formando un team di talenti emergenti, giovani designer e creativi, che seguiranno tutte le fasi di sviluppo delle collezioni.

Un'altra novità è Regenerate, che come si legge in un comunicato «permetterà di ridare valore ai capi con difetti tramite piccole riparazioni, aumentando il numero dei vestiti che verranno risparmiati dallo smaltimento».

In queste iniziative verranno coinvolte diverse sartorie sociali indipendenti, in modo da supportare la collettività.

«Il nuovo nome - osserva David Erba, ceo oltre che co-founder - dà l'impulso per accelerare la nostra crescita e il nostro impatto positivo sia ambientale, sia sociale nel mondo del fashion».

«La cosa che mi dà più soddisfazione - conclude - è vedere come il nuovo corso si basi sul know-how e le competenze che abbiamo sviluppato con Armadioverde. Un'evoluzione e non un cambiamento, che ci permetterà una scalata molto più rapida, grazie anche ai partner strategici che abbiamo portato a bordo».

Il round di finanziamenti da 2,6 milioni, guidato da Growth Capital, è stato annunciato a metà febbraio scorso. Centrale il ruolo di A|Impacte-Avanzi Etica Sicaf Euveca SpA, che ha contribuito alla trasformazione dell'allora Armadioverde in società benefit.

Tra gli investitori
Simone Canclini, ceo di C. Tessile SpA e presidente della Fondazione del Tessile ItalianoAndrea Di Bella, founder e ceo di MhartArcangelo D’Onofrio, founder di Temera; e Christian Bracich, fondatore di Cp-Eng, esperto di macchinari per lo scanning automatizzato del prodotto tessile. Nel round era incluso anche il finanziamento del gruppo Banco Bpm.

a.b.
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