Dopo la presentazione del Patto per l'Export

Laezza (Aefi): «Le fiere tra i sei pilastri del made in Italy. Vogliamo ripartire dall'1 settembre»

«La partecipazione dell'Aefi (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) alla presentazione e alla firma del Patto per l'Export trappresenta un riconoscimento del ruolo strategico delle fiere per la promozione del made in Italy nel mondo e un ulteriore tassello verso l'inserimento delle rassegne tra i protagonisti della politica industriale del Paese». Così Giovanni Laezza, presidente dell'ente (nella foto), ha commentato la firma dell'intesa, siglata oggi 8 giugno alla Farnesina.

Il Patto per l'Export è il compendio delle risorse straordinarie stanziate dal governo per un valore di circa 1,4 miliardi di euro, con cui si rafforzeranno gli strumenti per l'internazionalizzazione delle imprese. Un patto con il quale, ha sottolineato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «apriamo il cantiere del Made in Italy nel mondo».

Il documento si basa su sei punti chiave, a partire dalla comunicazione per un rebranding nazionale, per proseguire con formazione e informazione, e-commerce, sistema fieristico, promozione integrata, finanza agevolata. Il frutto di 12 tavoli settoriali virtuali svoltisi dal 14 al 21 aprile scorsi, che hanno visto il confronto con 147 associazioni di categoria e oltre 250 partecipanti provenienti da tutti i settori produttivi italiani.

«Ringraziamo il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per aver coinvolto Aefi nella cabina di regia per l'Italia Internazionale e ascoltato le nostre istanze, includendo le fiere nei sei pilastri del Patto per l'Export - ha chiarito Laezza -. Una sensibilità nuova, dopo diversi anni di disattenzione verso il settore», ha proseguito il presidente dell'associazione.

Quest'ultimo si è dichiarato soddisfatto perché il Patto prevede anche «iniziative volte al rafforzamento della partecipazione delle piccole e medie imprese alle fiere internazionali che hanno luogo in Italia, tramite l'incremento dell'utilizzo della finanza agevolata per le aziende, oltre alle attività di incoming degli operatori, alle campagne promozionali del calendario fieristico italiano, grazie anche al fondo di Ice Agenzia e al coordinamento degli appuntamenti fieristici nazionali».

«Come associazione - ha aggiunto Laezza - agevoleremo la collaborazione tra i poli fieristici nazionali - anche attraverso l'organizzazione di "mini-fiere" di settore, di eventi di filiera all'estero per valorizzare i settori in forma integrata, e la messa in campo di possibili sinergie tra settori complementari, come tessile e moda, agroalimentare e turismo – convinti che possano aiutare a compensare il grave danno subito dal blocco delle attività imposto dall'emergenza sanitaria».

Ora, però, ha concluso, è il momento di pianificare una data sicura per la riapertura delle fiere: «Le manifestazioni italiane vogliono ripartire l'1 settembre, perché sono pronte e perché Aefi ha messo a punto e presentato al Governo un protocollo con tutte le linee guida per un re-start in totale sicurezza».

Aefi ha inoltre sottoposto all'esecutivo, ai ministeri competenti e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, diverse richieste, tra le quali la creazione di un fondo economico, proposta che è stata sostenuta anche dall'azione congiunta dei governatori di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. 

Laezza ha ricordato infine il contributo delle nostre rassegne all'economia nazionale: «Ogni anno generano affari per 60 miliardi di euro e danno origine al 50% dell'export delle imprese italiane che vi partecipano, rappresentando un volano per la nostra economia».

c.me.
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