DOPO MILANO, ROMA E VENEZIA

Global Blue apre a Firenze la quarta Lounge italiana

È stata inaugurata oggi (28 febbraio) a Firenze, in Piazza della Repubblica 6, la quarta Lounge italiana di Global Blue, società leader per i servizi Tax Free Shopping: uno spazio raffinato, al centro delle vie dello shopping di lusso della città, nel quale i turisti internazionali potranno godere di accoglienza dedicata e servizi esclusivi.

Nello spazio firmato da Attico Interni e Staygreen lo staff multilingue di Global Blue offrirà ai global shopper ogni informazione utile per orientarsi nell'esperienza di shopping, nella scelta degli indirizzi più trendy, oltre che tutte le indicazioni necessarie relative al rimborso tax free e le dinamiche aeroportuali.

«La nuova Lounge di Firenze - spiega Stefano Rizzi, country manager Italia di Global Blue - chiude il cerchio dopo le aperture di Milano (la prima in assoluto, avviata nel 2015 in occasione di Expo), Roma e Venezia, in una città che dopo il capoluogo lombardo e la capitale è la terza destinazione per il Tax Free Shopping della Penisola. Si tratta di uno spazio in una collocazione strategica, vicino all'area dove si trovano le boutique più importanti, esteso su oltre 300 metri quadri e votato all'innovazione».

La città di Firenze è del resto un hub italiano cruciale per lo shopping: secondo i dati Global Blue, nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019 il valore dello scontrino medio registrato è stato di 868 euro, di poco superiore a quello calcolato a livello nazionale pari a 834 euro. 

In termini di nazionalità, a Firenze, nello stesso periodo, i viaggiatori cinesi si sono confermati la prima nazionalità per acquisti tax free (27% del totale).  È stata a doppia cifra la crescita del Tax Free Shopping degli statunitensi (+16%) rispetto allo stesso periodo rilevato un anno fa. Da sottolineare è anche il +26% registrato dai turisti provenienti dai Paesi del Golfo, seppur questa nazionalità abbia una presenza minoritaria nel capoluogo toscano (7%).

«Al di là di questi Paesi - conclude Rizzi - oltre il 30% dei traveller arriva dalle aree più disparate e quindi il nostro lavoro, così come quello dei retailer, è seguirli in modo personalizzato. Ci vuole uno staff che arrivi a parlare 12 lingue, non le solite tre o quattro, e che affianchi i negozi affinché soddisfino le esigenze di tutti, conoscendo le diverse abitudini, richieste e persino i significati di determinati gesti. Il marketing vero è il passaparola e chi è soddisfatto diventa il primo ambassador, nostro e dei punti vendita».

A cura della redazione
stats