Dopo sette anni in Cina

Marcolin apre una sede a Shanghai

Per rafforzare la presenza in Cina, dove opera da sette anni in partnership con Ginko Group, Marcolin apre una filiale a Shanghai.

Da qui il produttore di occhiali vuole supportare più da vicino gli stakeholder locali, rispondendo più efficacemente e rapidamente alle esigenze dei consumatori. La società guidata da Fabrizio Curci prospetta inoltre un aumento della crescita organica sul mercato asiatico, «garantendo la filiera produttiva e offrendo prodotti sviluppati specificatamente per il mercato cinese, grazie a una profonda esperienza nei processi di fitting e design e a una stretta collaborazione con i maggiori clienti del Paese».

«La Cina - commenta Kevin Cheung, al vertice di Marcolin Apac - sarà probabilmente una delle poche maggiori economie mondiali a espandersi nel prossimo futuro. Guardiamo con ottimismo al 2021 e agli anni futuri».

La nuova filiale è nel complesso Plaza 66, nel distretto di Jing'an, quartiere commerciale e finanziario in centro città. Ospiterà tutte le funzioni e i reparti aziendali, quali HR, finanza, design, vendite e customer service, marketing e filiera produttiva.

La nuova sede coprirà la Mainland China, in collaborazione con le altre filiali dell’Asia-Pacifico (Hong Kong, Singapore e Sidney).

Complessivamente Marcolin conta 14 filiali nel mondo, tra Europa, Russia, Americhe, Asia, Australia, oltre a joint venture in Messico e Uae per una distribuzione in oltre 125 Paesi.

L’azienda del distretto veneto dell’occhialeria controlla i marchi Web, Marcolin e Viva e in più ha in licenza le montature di brand come Tom Ford, Guess, Moncler, Max Mara (entrato nel settembre 2020), Sportmax, Ermenegildo Zegna, Tod's ed Emilio Pucci, mentre lo scorso giugno ha annunciato la fine dell’accordo con Diesel.

Nel critico 2020 i ricavi sono scesi del 30% a 340 milioni di euro, ma il primo trimestre 2021 ha indicato un recupero: 109 milioni le vendite, dai 94milioni dello stesso periodo del 2020.

e.f.
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