Un contenzioso durato 10 anni

Caso di Boy London: è Anglofranchise Ltd. la proprietaria del marchio in Italia

Dopo una battaglia legale durata dieci anni Anglofranchise Limited, cui fa capo la label Boy London, è riuscita finalmente a risolvere la causa legata alla proprietà del marchio in Italia.

Grazie alla firma dell’accordo di transazione, l’azienda detiene ora tutti i diritti sui brand e/o marchi registrati recanti i segni "Boy", "Boy London" e/o l'immagine caratteristica dell'aquila.

Inoltre, come si legge in una nota, dallo scorso 1 settembre le società pugliesi coinvolte nel contenzioso si impegnano a cessare ogni produzione e commercializzazione dei prodotti della linea italiana Boy London. 

Fondata nel 1976 da Stephane Raynor, Boy London è diventata un’etichetta iconica della scena Punk e New Romantic, grazie al suo primo negozio Boy in Kings Road a Londra. Un’etichetta cult amata e indossata da celebrity come Madonna, Boy George, Andy Warhal e molti rocker e punk dell’epoca.

Prima di lanciare l’etichetta, Raynor Stephane vendeva abiti anni '50 a Malcolm Mclaren nel suo negozio Let it Rock. In seguito ha inaugurato il leggendario style outlet Acme Attractions.

Dagli anni Ottanta il marchio raggiunge un’enorme notorietà, con il nightclub parigino del marchio Club Boy diventato famoso come la cosa più scandalosa approdata in città, prima di implodere a metà degli anni Ottanta al culmine della sua notorietà.

Tuttavia il passaparola e la notorietà dell'etichetta tra i suoi estimatori hanno tenuta vita la sua allure per tutti gli anni Novanta, fin quando nel 2007 hanno iniziato a circolare voci del ritorno del suo ritorno in scena. A dare slancio al progetto il negozio Sick, lanciato da Stephane Raynor a Londra in Redchurch Street.

A oggi, Boy London è distribuita in più di 100 negozi in tutto il mondo e ha oltre 200 monomarca in Asia. Ora la scommessa è il completo rilancio del brand e delle attività di marketing in Italia.

c.me.
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