durante pitti uomo di giugno

A Palazzo Pitti tre decadi di moda maschile secondo Stefano Pilati

Mentre si stanno per accendere i riflettori sull'edizione invernale di Pitti Uomo, dal 9 al 12 gennaio, gli organizzatori della manifestazione si proiettano verso l'appuntamento del prossimo giugno, dal 12 al 15, quando a Palazzo Pitti si inaugurerà la rassegna "Evoluzione-Involuzione-Rivoluzione. Tre decadi di moda maschile viste da Stefano Pilati".

 

Frutto della collaborazione tra Fondazione Pitti Immagine Discovery e il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, la rassegna è una riflessione personale sulla moda contemporanea che parte da un'esperienza vissuta in prima persona, che porterà il visitatore dentro la realtà variegata del menswear di questi ultimi 30 anni, raccontandone il rapporto dialettico con il contesto sociale e le sue evoluzioni.

 

La mostra è il terzo episodio del programma espositivo triennale promosso dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e dalle Gallerie degli Uffizi, con la partecipazione di Pitti Immagine.

 

Allestita nelle sale del Museo degli Argenti in Palazzo Pitti e realizzata anche grazie al contributo straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e di Agenzia Ice nell’ambito dei piani di sostegno al sistema fieristico italiano, l'expo sarà visitabile fino al 21 ottobre 2018.

 

Come racconta Lapo Cianchi, segretario generale della Fondazione Pitti Discovery, la moda maschile è un tema che mancava da troppo tempo nell'approfondimento culturale italiano e internazionale: «Abbiamo pensato a Stefano Pilati perché di quella storia è stato ed è uno dei maggiori protagonisti. Ma forse soprattutto perché ci interessava la sua visione del sistema della moda: eccentrica, dissonante, quasi cinica. Un punto di vista preciso, in cui si fondono le ossessioni e le riflessioni di un collezionista che è anche un designer e una persona che ama vestirsi».

 

Veterano nel mondo della moda, con tre decadi di esperienza alle spalle, Pilati ha attraversato questi anni collezionando un enorme bagaglio culturale, a contatto con le maison più importanti. Da Cerruti, dove ha mosso i primi passi, a Giorgio Armani, Miu Miu, Yves Saint Laurent, Gruppo Gucci, fino al 2004, anno in cui viene nominato direttore creativo di Yves Saint Laurent, dove resta per otto anni, fino al 2012. Passa successivamente da Zegna, dove resta fino al 2016. Attualmente lavora al progetto Random Identities, di cui è ideatore: una linea genderless e seasonless.

 

«Questo progetto è una conferma che la moda ha finalmente trovato in Italia un luogo istituzionale dove esprimersi con continuità ai massimi livelli – fa notareEike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi –. Il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti è frutto di una decisione consapevole e strategica da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, non a caso a Firenze, dove la relazione tra patrimonio museale, cultura, moda e industria è visibile nella vita della città e delle sue istituzioni culturali».

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