e-P Summit 2018

I tool per il commercio on-offline contemporaneo

Online e offline sono parte dello stesso customer journey: all’e-P Summit 2018 parlano gli esperti di Tod’s, Brunello Cucinelli e Velasca.

Alla tavola rotonda dal titolo “A toolkit for contemporary commerce” - moderata in mattinata da Francesca Mapelli (Vice Media) - Gaia Franceschini Beghini (capo dell'omnichannel project in Tod’s Group) ha ricordato che i consumatori oggi trascorrono molto tempo sul web e tutti i tool online possono influenzare il loro comportamento. «Non si distingue più per canali d’acquisto - ha detto - quando si parla di experience e la strategia è mettere il consumatore al centro di tutto».

Con Franceschini si è parlato anche di execution: «È complessa, ma è tutto in una strategia omnicanale. Tecnologie, dati, pagamenti, incentivi all’acquisto vanno integrati con un approccio realmente olistico».

Concorde il parere di Joeri Groenewoud (vp business development Emea di Eshopworld, produttore di soluzioni per l’e-commerce), che ha osservato come l’engagement sia diventato molto più diretto per un brand grazie al digital.
L’accorciamento delle distanze fra marchio e consumatore comporta anche un nuovo approccio alla comunicazione. «Bisogna essere più creativi», ha ammesso Enrico Casati, fondatore del marchio di calzature maschili Velasca, che sul sito ufficiale ha pubblicato un magazine per comunicare lo stile italiano (attualmente gli ispiratori sono il regista Nanni Moretti, l’avvocato Agnelli e la leggenda del calcio Gianluca Vialli).

La velocità è un altro focus del commercio contemporaneo, ora che siamo arrivati al “see now buy now”. «I consumatori sono fast e la moda deve stare al passo» ha affermato Francesco Bottigliero (iceo di Brunello Cucinelli e ceo di e-Pitti.com/FieraDigitale). Ricordando che oggi ci sono dei tool completamente nuovi per aumentare la visibilità ha avvertito: «Vanno maneggiati con cura, specie nel caso del lusso, dove un eccesso di visibilità contrasta con il concetto di esclusività».  

Tra i nuovi strumenti, inesistenti fino a pochi anni fa, ci sono le piattaforme di analytics e tecnologie per identificare qual è il momento migliore per mettersi in contatto con il cliente senza sembrare degli stalker. Anche i dati però devono essere maneggiati con cura. Come ha sottolineato Groenewoud di Eshopworld, vanno catturati e consegnati ai brand, ma prima devono essere controllati e bisogna essere sicuri che siano focalizzati ad attrarre il cliente.

Tra 10 anni invece, come si sarà trasformato il retail? Forse tutto sarà più facile perché ormai l’integrazione fra online e offline sarà ultimata, nel parere di Franceschini (Tod’s), che prevede ancora più “see now by now”. Anche Casati (Velasca) è ottimista, pensando che i trentenni di oggi, digital oriented, avranno più capacità di spesa e che probabilmente si potranno sfruttare tecnologie ancora più avanzate con lo smartphone. Bottigliero (Brunello Cucinelli) invece scommette su una supply chain sempre più efficiente.

e.f.
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