Ecco come multimarca e retailer hanno organizzato la fase 2

Vapore per sanificare, l'orgoglio della provincia, i tutorial: per i negozi la ripartenza passa da qui

Per il fashion retail la riapertura del 18 maggio è stata un po' come il primo giorno di scuola, con oltre il 90% delle attività riavviate in sicurezza (il dato è di FedermodaItalia), una voglia di shopping da parte dei clienti incoraggiante, anche se le code stile Ikea non si sono registrate e la provincia ripartita con più sprint, mentre scarpe e accessori sono in cima alla wish list.

La vera buona notizia del monitoraggio realizzato tra reale e virtuale da fashionmagazine.it è che i negozianti, nonostante le indubbie difficoltà, non si sono fatti trovare impreparati e hanno rialzato la saracinesca attuando tutte le precauzioni richieste e anche oltre: ingressi contingentati, uso di guanti (utilizzati per toccare la merce) e gel disinfettanti, sanificazione della merce provata.

A Bergamo, città simbolo in Italia dell'epidemia di Coronavirus, il multimarca Tiziana Fausti ha predisposto sistemi di sanificazione su tutta la merce presente in negozio, utilizzando il vapore, con le calzature che vengono provate indossando obbligatoriamente calzini usa e getta. Per i resi dell'e-commerce Tiziana Fausti sperimenta invece l'ozono e capi rigorosamente chiusi sottovuoto in un sacchetto di cellophane.

Precauzioni che vanno oltre quelle richieste dai protocolli ministeriali e che in questo momento fanno lievitare i costi, nonostante il fatturato sia ridotto. Lo sa bene Rinascente, a cui è costato 1 milione di euro dotare i punti vendita di tutto quel che serve alla sicurezza. Nei negozi del grande magazzino gli abiti provati e non acquistati finiscono in quarantena e vengono sanificati.

A proposito, cosa hanno acquistato i clienti di Rinascente nel primo giorno di shopping dopo il lockdown? Secondo quanto riferito alla stampa dall'amministratore delegato Pierluigi Cocchini in cima alla lista dei desideri ci sono le scarpe, seguite da borse, profumi e articoli per la casa. Quanto agli incassi, secondo Cocchini il 18 maggio è andata meglio del previsto, con scontrini per circa 600mila euro, rispetto a una media pre Covid-19 che nei giorni buoni oscillava fra gli 800mila e il milione.

I dettaglianti registrano l'entusiasmo dei clienti e la voglia di tornare alla normalità, con la riscossa della provincia sulle grandi città, penalizzate dall'assenza degli stranieri. 

Yamamay ha riaperto 50 dei suoi 1.000 negozi in Italia. «In provincia - ha commentato l'amministratore delegato  Gianluigi Cimmino, facendo il punto con la stampa sulla nuova fase -  la risposta è stata incoraggiante, mentre a Milano i negozi stanno soffrendo per la mancanza del turismo e per il fatto che almeno il 20% della popolazione non è rientrata in città».

Se da un lato tra gli operatori è ampiamente diffusa la voglia di ricominciare, sulla ripartenza pesano ancora alcune incognite: prima fra tutte, la necessità di districarsi tra regole giudicate ancora poco chiare, come quella del distanziamento sociale. Per questo molti negozi di lusso stanno spingendo sulla personalizzazione del servizio.

Tra i multimarca, Modes ha reiniziato ad aprire i suoi store - a cominciare da quello milanese -, introducendo nuove possibilità di acquisto per rendere lo shopping ancora più sicuro: attraverso il servizio Concierge è possibile ricevere una selezione direttamente a casa, nel pieno rispetto delle regole di distanziamento sociale, oppure optare per un'apertura personalizzata. In alternativa c'è la possibilità di provare in negozio capi presenti sull'e-shop, contattando lo store tramite e-mail o telefono.

Ai nastri di partenza per questi primi giorni di piena Fase Due anche Laura Poretti, fondatrice del multimarca milanese Milaura. La buyer ha deciso di regalare una mascherina in tessuto logato, insieme a una bustina contenente un gel alcolico all'ingresso. E sul fronte sanificazione non si è fatta trovare impreparata, utilizzando per gli ambienti il biossidio di titanio, una nanotecnologia che si attiva con la fotosintesi della luce, e l'azoto per la merce, a cui si aggiunge il vapore per gli articoli provati. 

C'è anche chi come Giovanni Basagni, titolare di Miniconf, azienda del mondo bimbo con i marchi Sarabanda e iDo, non ha pensato solo alla sanificazione, ma anche all'informazione, attivando per tutti i clienti trade, sia mono che multimarca, un programma di dialogo e informazione sugli aggiornamenti legislativi e commerciali, oltre a proporre strumenti formativi (tutorial, call center) per affrontare al meglio l'attuale situazione. Il progetto, chiamato Miniconf è al tuo fianco, si avvale della piattaforma b2b PartnerLab.

an.bi.
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