Il sindaco Sala: «Milano non si ferma»

Effetto coronavirus: Salone del Mobile e moda uomo a giugno si sovrappongono

Anche il Salone del Mobile posticipa le date per effetto del coronavirus, che da emergenza nazionale si trasforma in questo caso in attivatore di una sinergia - o, secondo alcuni, rotta di collisione - che sembrava impossibile: le date della design week, spostate da aprile al 16-21 giugno, sono infatti praticamente le stesse di Pitti Uomo, che avrà luogo a Firenze dal 16 al 19, e si sovrappongono con i primi giorni di Milano Moda Uomo

Intanto Beppe Sala fa un appello al governo perché aiuti il settore dell'arredo. «Chiedo agli operatori del comparto uno sforzo perché Milano non può fermarsi - dichiarato il sindaco di Milano in un post veicolato anche tramite i social -. Dobbiamo lavorare perché il virus non si diffonda, ma non si deve nemmeno propagare il virus della sfiducia. Milano deve andare avanti».

Il primo cittadino del capoluogo lombardo ha colto l'occasione per fare un appello al governo, perché aiuti il settore del design: «Chiedo di intervenire e di dare una mano a un settore fondamentale per la nostra economia e faccio un appello agli albergatori. Quest'anno bisogna fare molta attenzione a determinare i prezzi delle camere».

«Penso che Milano avrà tutta l'energia per rinascere», ha spiegato a corriere.it Stefano Boeri, architetto e presidente della Triennale, che nel suo cda ha Stefano Bordone, vicepresidente vicario di Federlegno Arredo Eventi, e Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile. «In Cina - ha chiarito Boeri, tra i primi a lanciare un dubbio sullo svolgimento del Salone nelle date prestabilite - il picco di contagio sembra in fase di superamento e io sto per riaprire lo studio di Shanghai. Milano è sicuramente in grado di affrontare e superare l'emergenza».

Il virus sta creando scompiglio nel mondo delle fiere: il salone dell'eyewear Mido ha dato forfait per ripresentarsi a luglio, mentre su Filo (che avrebbe dovuto inaugurare la nuova sede del MiCo) non si hanno aggiornamenti. La rassegna bolognese della cosmesi Cosmoprof ha deciso di rimandare l’appuntamento da metà marzo a sua volta al mese di giugno, precisamente dall'11 al 15, chiudendo quindi i battenti un giorno prima dell’avvio della design week.

Le rassegne italiane sono uno strumento di notevole importanza per la nostra economia. Come rivela una nota diramata da Aefi, Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, «ogni anno il comparto italiano coinvolge circa 200mila espositori e 20 milioni di visitatori, genera affari per 60 miliardi di euro e dà origine al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano. Numeri importanti, che crescono se consideriamo anche l’indotto come trasporti, ricettività e ristorazione».

A livello mondiale, secondo i dati Ufi nel 2018, le 32mila fiere hanno generato un impatto economico pari a 275 miliardi di euro, contribuendo per 167,2 miliardi sul Pil mondiale. Un contesto in cui il nostro Paese si posiziona al quarto posto, con un peso rilevante nell'economia nazionale.

Al momento è impossibile fare delle stime sull'incidenza economica dell'epidemia di coronavirus, visto che i provvedimenti del governo sono stati posti in atto da pochi giorni e quelli delle Regioni sono in continuo cambiamento.

«È molto difficile prevedere l’evoluzione della situazione e la durata nel tempo dell'emergenza - sottolinea Giovanni Laezza, presidente di Aefi - e non è facile prevedere gli effetti a livello internazionale, perché non dobbiamo dimenticare che il problema non coinvolge solo l’Italia. A
uspichiamo che la maggior parte delle manifestazioni al momento annullate o posticipate possano essere riprogrammate nei prossimi mesi, in modo da contribuire a contenere il danno economico».

«Abbiamo aperto un dialogo per capire come gestire al meglio questa emergenza anche sul fronte economico», ha concluso.

c.me. e a.b.
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