intanto marenzi viene rieletto presidente

Pitti Immagine: con Taste e Testo slittati, giugno è un mese super hot

Mentre il cda di Pitti Immagine conferma Claudio Marenzi presidente per il triennio 2020/2022, con la new entry Antonella Mansi come vicepresidente, l'ente fiorentino prende provvedimenti per far fronte all’emergenza coronavirus e sposta le date dei due saloni in programma tra pochi giorni a Firenze. 

Taste, la rassegna dedicata alle eccellenze gastronomiche italiane, si terrà dal 5 al 7 giugno e non più dal 7 al 9 marzo, mentre l’esordiente Testo, focalizzato sul mondo dell’editoria, passa dal 20-22 marzo all’11-13 giugno.

«Uno sforzo organizzativo enorme, perché a giugno avremo ben cinque saloni on schedule», spiega l’a.d. Raffaello Napoleone, ricordando che Pitti Uomo sarà dal 16 al 19 dello stesso mese. Non solo: Pitti Bimbo è fissato dal 25 al 27 giugno, mentre per Pitti Filati si parla dei primi di luglio (dall'1 al 3).

«Era necessario confermare agli operatori la certezza dello svolgimento dei due saloni - spiega l'a.d. di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone - ed è ciò che abbiamo fatto. Quanto al posticipo, è stata una decisione obbligata vista la situazione del Paese, con intere aree in cui le attività produttive e commerciali sono ridotte al minimo». 

Per entrambe le rassegne, lo sforzo è stato trovare le migliori opzioni nel calendario internazionale, anche in funzione delle esigenze dei compratori dei rispettivi settori. 

«Ora abbiamo il tempo necessario per organizzarci, presupponendo che tra due mesi e mezzo la cosa sia sotto controllo e mettendoci nelle condizioni di prendere i provvedimenti e le precauzioni minime per garantire massima sicurezza per tutte le persone coinvolte, visitatori, espositori e stampa», prosegue Napoleone.

A proposito della sovrapposizione delle date di Pitti Immagine con quelle del Salone del Mobile, il manager si dice sereno: «Non è una cosa che ci aiuta, ovviamente, ma parliamo di due mercati diversi. Nella moda il 95% delle realtà che si occupa di arredo sono gli stilisti, che non rappresentano lo zoccolo duro della nostra manifestazione».

«Forse - osserva – sarà un problema per la stampa, che deve occuparsi di entrambe le fiere, ma c’è di buono che le presentazioni del Salone del Mobile durano in media una settimana. Quindi c’è tutto il tempo per organizzarsi sui due fronti. Ora non è il momento di lamentarsi, bensì di sostenere il Paese. Troveremo la giusta sintonia con i nostri interlocutori».

c.me.
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