Entra in vigore il regolamento Ue

Stop al geoblocking: in Europa cadono le frontiere nello shopping online

Nuovo passo avanti in direzione di un'Europa del digital sempre più unita. Da oggi entra in vigore il regolamento Ue che pone fine al geoblocking, ossia quelle restrizioni allo shopping online che scattano se non si è residenti nello Stato di chi vende o se si usa una carta di un'altra nazione.

 

Una novità paragonabile, come portata, a quella introdotta dalla fine del roaming, lo scorso giugno, che oggi ci permette di telefonare in altri Paesi della Ue senza tariffe assurde.

 

Come risultato delle nuove norme, i siti web che hanno più versioni a seconda del Paese di residenza del consumatore, tra cui le realtà del noleggio auto, le agenzie di viaggi online, i rivenditori di biglietti di concerti o di parchi attrazioni, non potranno più reindirizzarli o rifiutarsi di vendere applicando le offerte promozionali presenti sulle loro pagine nazionali.

 

Per quanto riguarda articoli fisici come abbigliamento, accessori o prodotti tecnologici, nessun venditore può esimersi dall'accettare la transazione perché non effettua consegne in un altro Paese. In in tal caso gli toccherà accordarsi con l'acquirente, che dovrà ritirare direttamente l'acquisto dal venditore o farselo recapitare in una località dove il commerciante effettua spedizioni.

 

Le nuove normative non sono valide nel settore dei prodotti audiovisivi o coperti da copyright come e-book, musica, videogiochi e software: un ambito in cui resta effettivo il principio della territorialità. Barriera su cui l'Unione Europea sta riflettendo, per mettere a punto una riforma entro il 2020.

 

«Il nuovo impianto legislativo - riferisce il Sole 24 Ore - rientra in un pacchetto più ampio di regole sull’e-commerce all’interno del progetto del digital single market (un mercato online che riproduca l’assenza di barriere imposta in quello fisico). In base ai dati forniti dalla Commissione, fino al 63% dei portali web visualizzabili nella Ue prevedeva filtri in grado di dissuadere gli utenti dall’acquisto in un Paese diverso dal proprio».

 

Come riferisce il portale Eurocommerce news, il mercato dell’e-commerce europeo dovrebbe raggiungere a fine 2018 un giro d’affari pari a 602 miliardi di euro, con una crescita del 13% rispetto al 2017.

c.me.
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