fashion consumer panel

Osservatorio Sita Ricerca: da aprile è ripartito l'ottimismo, settore cerimonia pronto alla riscossa

Nuova puntata del Fashion Consumer Panel, l'Osservatorio ormai trentennale sui consumi fashion nel nostro Paese elaborato da Sita Ricerca, il cui punto di partenza è il bilancio del 2020: un anno in cui i consumi di moda nei principali Paesi europei (i cosiddetti "big 6") sono arretrati mediamente del 21%, con l'Italia e la Spagna al -25% e il Portogallo addirittura al -35%.

«La chiusura dei negozi - precisano da Sita Ricerca - ha fatto però volare l'online, la cui quota nella Penisola è praticamente raddoppiata, dal 13% del 2019 al 24%, portandola a un superamento della Francia, ma restando indietro rispetto alla Gran Bretagna (48%)».  

Nel primo trimestre di quest'anno i prolungamenti dei lockdown hanno messo il freno al mercato italiano dell'abbigliamento e accessori (-10%, con punte del -20% per il menswear e del -23% per gli accessori), anche se con un recupero in territorio positivo dei settori intimo e bimbo, avvantaggiati dai negozi aperti. Si tratta comunque di un quarter che resta indietro del 30% rispetto al 2019.

Da notare che le dichiarazioni sulle riaperture in aprile e il calo della percezione di negatività dell'impatto economico personale l'interesse verso gli acquisti in saldo si è affievolito, con il full price passato dal 30% al 36%.

L'online è comunque rimasto pressoché stabile al 23%, con un conseguente protrarsi dell'impasse dei punti vendita fisici, anche se le location cittadine, con un -5%, hanno retto molto meglio di centri commerciali e factory outlet, fiaccati dalle chiusure protratte nei weekend.

Sempre in aprile il 33% degli italiani ha cominciato a ostentare un certo ottimismo e la voglia di recuperare il tempo perduto: in cima ai pensieri, in termini di consumo, le spese legate all'abbigliamento.

Uno sguardo agli acquisti fashion della primavera-estate in corso evidenzia in salita merceologie come le calzature, le T-shirt, i costumi da bagno e i pantaloni (soprattutto i jeans), pensando alle vacanze o alla vita all'aria aperta e accantonando, in parallelo, i capi per stare comodi nelle quattro mura di casa.

Buone notizie per il settore cerimonia: il 40% del panel sta ripianificando tra maggio e settembre i grandi eventi, con l'intenzione di acquistare abbigliamento e accessori adatti a queste occasioni speciali.

«Per ripartire e creare il volano giusto - concludono gli esperti di Sita Ricerca - le aziende devono da una parte rassicurare i clienti con le giuste misure di sicurezza e controllo nel canale fisico, perché la salute resta al primo posto nei valori attuali degli italiani. Dall'altra, attivare servizi omnicanale sempre più sofisticati, mettendo in campo un journey sempre più sicuro, efficiente, ingaggiante, sostenibile e personalizzato. E generare un clima di fiducia, indispensabile in questo momento». 

Alla domanda «Quale delle seguenti iniziative ritiene più importante da proporre, anche una volta conclusa l'emergenza sanitaria?» il 25% del Fashion Consumer Panel indica la verifica online della disponibilità del prodotto instore, il 23% la rottamazione dei capi usati in cambio di buoni sconto o di acquisto, il 15% la prenotazione di un appuntamento per recarsi in boutique e l'11% casse ad hoc per il ritiro dei prodotti acquistati online.

In coda, con l'8%, la comunicazione dell'eventuale apertura di punti vendita nella zona di residenza di pari passo con la personalizzazione del prodotto e, con il 7%, gli inviti personalizzati a visitare il negozio.






a.b.
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