Fashion e-commerce summit

«B2B digitale? Trattatelo come il B2C». Parlano Idb, Safilo e Axerve

La trasformazione digitale nell’interior design di Idb-Italian Design Brands e nell’eyewear di Safilo e la creazione di valore, partendo dagli asset esistenti. Se ne è parlato al Fashion e-commerce summit di questa mattina, cui ha partecipato anche Axerve che, con le tecnologie digitali, punta a rendere più seamless i pagamenti B2C, ma anche B2B.

Nel talk, moderato dal direttore e ceo di Fashion e fashionmagazine.it Marc Sondermann, Mirco Cervi, chief digital officer di Idb-Italian Design Brands, ha preso la parola specificando che, ormai, anche l’interior design è pyhigital: «L’acquisto avviene nel punto vendita ma il digitale, o all’inizio o alla fine, fa parte del processo».

Consci di questa evoluzione, in azienda hanno puntato a migliorare l’interazione con il consumatore, per esempio adottando configuratori digitali e sistemi a Realtà Aumentata di alto livello per device: da remoto basta inquadrare la stanza per vedere l’impatto estetico di un nuovo salotto, anche modificando le varie tipologie di tessuti in cui è proposto.

«L’alta definizione rende la simulazione molto vicina alla realtà: vogliamo dare strumenti per poter sognare anche a distanza», ha detto Cervi. Idb, che non ha un e-commerce diretto ma vende online attraverso i propri rivenditori, sta inoltre implementando logiche di integrazione dei dati, per poi andare a “pre-totipare” (la fase precedente la realizzazione di un prototipo) con l’intento di soddisfare al meglio la domanda.

«Il problema non è tanto creare prodotti nuovi - ha spiegato Cervi - quanto integrarli in modo efficace ed efficiente». Per questo il focus ora è collegare il Crm con il Pim-Product Information management.

Il negozio fisico resta centrale anche nell’eyewear, in primis perché le tecnologie digitali non sono tuttora riuscite a emulare le competenze e il livello di servizio dell’ottico di fiducia.  «Essere efficaci nel punto vendita è ancora una chiave di successo nel settore - ha osservato Andrea Bulgarelli, digital transformation officer di Safilo, con un passato in Max Mara e Benetton -. In tal senso abbiamo deciso di rifare il nostro portale B2B, tenendo presente che il cliente B2B è prima di tutto un consumatore, che vuole esperienza d’acquisto e interazione».

«L’iniziativa - ha proseguito - è stata accolta con entusiasmo dai nostri partner: la piattaforma, consumer anche nel layout, permette per esempio di mostrare al consumatore finale gli ampliamenti di gamma di un modello di occhiali. Inoltre, copiando dal B2C, siamo andati a dematerializzare procedure come il reso after sale. Basta che il rivenditore ci mandi una foto del prodotto in grado di mostrare il difetto e che vada a flaggare la distruzione del prodotto stesso. Una volta ricevute le immagini, mandiamo una montatura sostitutiva».

Tra le prossime sfide, Bulgarelli ha citato la metodologia “agile”. In estrema sintesi, un modo di procedere dove il mondo business e quello dei developer hanno interazioni strette, continue e quotidiane. «Safilo - ha anticipato - sta facendo un grosso lavoro interno: sarà una grande opportunità». Un obiettivo oltre i tre anni è invece un’organizzazione che vada a rimodularsi attorno al customer journey (anziché, come ora, sulla supply chain, le operations, il commerciale e il marketing), grazie alla costituzione di team multifunzionali.

Anche in Axerve si lavora sul B2B affrontandolo come fosse il B2C, che è il core business. La realtà italiana, legata all’ecosistema fintech Fabrick del Gruppo Sella, realizza soluzioni per pagamenti online e offline dalla fine degli anni Novanta e in quest’ultimo anno ha incrementato il proprio staff del 190% con un obiettivo preciso. «Facilitare la gestione dei pagamenti, rendendola il più seamless e invisibile possibile», ha spiegato Alessio Damonti, deputy ceo della società.

«Il buyer va trattato come il cliente finale - ha detto il manager, concordando con Bulgarelli -. I tool e le metodologie di fatto sono gli stessi, anche se i suoi pagamenti sono molto meno digitali e diversificati, fra bonifici, assegni, Riba, contanti, contrassegni e le cifre sono in genere più alte».

Inoltre la normativa europea PSD2, che ha introdotto la Strong Customer Authentication o autenticazione a due fattori, va nell’ottica di aumentare la sicurezza a livello consumer e B2B, aprendo nuove possibilità tra cui l’accesso a conti di terze parti per vederne la disponibilità.

Axerve si sta occupando pure di un altro aspetto: l’uso del contante in negozio sta gradualmente diminuendo ma è ancora una quota importante dei pagamenti, pari a circa il 70%. «Chi ha negozi deve poter digitalizzare il contante all’interno di dashboard, per avere delle statistiche in merito», ha dichiarato Damonti. 

Il produttore di software ha anche deciso di utilizzare l’Intelligenza Artificiale, per far sì che i pagamenti risultino il più possibile ottimizzati e performanti, andando a rispondere a ciò che vuole il consumatore al momento di chiudere l’acquisto. «Per noi – ha sottolineato Damonti chiudendo il panel - resta fondamentale stare vicini ai clienti, intercettare una necessità appena si palesa e rispondere con specifici servizi, funzionalità o consulenze». 

e.f.
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