Fashion Economic Trends

A febbraio-marzo la svolta e a fine anno per la moda +17%

Torna a crescere dopo il difficile anno della pandemia il settore moda. Secondo i Fashion Economic Trends elaborati da Camera della Moda Italiana è prevista una chiusura di anno a quota 80,4 miliardi di euro per il comparto e i settori collegati, con una progressione del 17% rispetto al 2020.

L'export nei 12 mesi dovrebbe toccare quota 63,4 miliardi di euro, in salita del 13%, mentre l'import si dovrebbe attestare sui 37,8 miliardi di euro (+9,2%).

Il recupero sull'anno precedente dovrebbe dunque essere significativo, anche se siamo lontani dai numeri del 2019. Nel 2020 infatti rispetto al periodo pre-pandemia il fatturato della moda e dei settori collegati aveva perso il 23,8% di fatturato, il 21,5% di export e l'11,7% di import.

Le vendite di febbraio e marzo hanno segnato un punto di svolta e un'importante inversione di tendenza. In particolare il mese di marzo ha visto la moda tra i settori manufatturieri più dinamici di inizio anno.

Per la precisione le vendite nel mese sono salite del 50% rispetto al marzo del 2020, con punte del +70% nell'abbigliamento e nelle calzature. Anche i settori collegati (occhialeria, gioielli, bigiotteria e cosmesi) hanno avuto un andamento positivo, ma meno brillante.

I dati di marzo restano comunque inferiori a quelli del 2019 e con ogni probabilità hanno anche goduto dell’effetto rimbalzo dopo i mesi di lockdown, in un clima generale più positivo sia per i consumatori che per le imprese. L’ultima rilevazione dell'Istat, riferita ad aprile 2021, ha registrato infatti un notevole incremento dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 100,9 a 102,3) e dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 94,2 a 97,3).

Permangono elementi di debolezza nello scenario: le aspettative sull'andamento degli ordini nei prossimi mesi restano ancora poco ottimiste e le esportazioni stentano a ripartire, nonostante la ripresa complessiva del commercio mondiale. Fa eccezione il mercato cinese che ha registrato un boom anche nei primi mesi del 2021. La ripresa del fatturato nei primi mesi del 2021 si è infatti manifestata soprattutto sul mercato interno.

Nonostante la dinamica positiva nel commercio internazionale, infatti, i dati di export della moda italiana nei primi due mesi del 2021 restano negativi rispetto a gennaio e a febbraio 2020.

Per il settore moda il calo delle esportazioni è stato del 16%, con l’export verso il Regno Unito che nei primi due mesi della Brexit ha segnato un -50,6%. Fa eccezione la fortissima espansione verso la Cina (+85,3%) che a inizio 2021 è stata il quinto Paese destinatario delle vendite della moda italiana.

In ambito UE il mercato francese (-8,2%) ha avuto i risultati meno negativi mentre la Spagna (-26%) quelli più negativi. L’export verso gli usa è sceso del 27,4%.

I settori collegati alla moda (gioielli, occhialeria e cosmetica) hanno avuto nel complesso una flessione minore (-7,1%).

Le importazioni sono diminuite del 22% nella moda e del 15,6% nei settori collegati. La bilancia commerciale della moda è peggiorata di -170 milioni di euro sui due primi due mesi del 2020, mentre nei settori collegati è rimasta sostanzialmente stabile.

L'evoluzione delle ultime settimane, anche in relazione alla accelerazione delle politiche di apertura, e la prosecuzione della ripresa della fiducia di consumatori e imprese rendono più probabile, per il 2021, uno scenario di crescita del fatturato della moda italiana intorno al 15%-20%.

c.me.
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