FLASH E-COMMERCE SUMMIT

La partita si gioca sulla customer experience, dall’ispirazione al checkout

La vera sfida, quando si parla di acquisti digitali, è rendere questa esperienza un’esperienza al top. Piacevole, da ripetere e all’altezza di quella fisica. Ne sono convinti Giuseppe Giglio, alla guida del luxury e-commerce Giglio.com, e Simone Mancini, ceo e co-founder di Scalapay, che stamattina - durante il secondo panel - si sono confrontati sul palco virtuale del nostro Flash E-commerce Summit, moderati dal direttore e ceo di Fashion Marc Sondermann.

Sbarcata sull'Euronext Growth Milan lo scorso luglio - prima società quotata della sua città natale, Palermo - Giglio.com rappresenta un osservatorio privilegiato per fare un bilancio sul Black Month e dipanare le tendenze del futuro: «È andata benissimo - ha raccontato Giuseppe Giglio -. Nel periodo abbiamo più che raddoppiato i volumi dell’anno scorso e quadruplicato quelli del 2019». Merito di un business model che, come tiene a precisare l'imprenditore, non ricalca il classico concetto di marketplace online.

«Noi - ha chiarito - parliamo un linguaggio digitale che è agli antipodi dei tipici marketplace alla Amazon, dove se sfogli il catalogo vedi solo un insieme disarmonico di prodotti diversi. Come una chitarra scordata, potremmo dire. Grazie al contributo di 250 brand, Giglio.com vuole essere un’addizione di esperienze e un’aggregazione di culture».

Detto altrimenti, un community store che porta sull’online l’esperienza dell’offline e soprattutto il valore aggiunto offerto dal lavoro del vero negoziante, che è quello di individuare nuovi prodotti, nuovi stilisti e nuovi designer emergenti, «utilizzando sempre un filtro interpretativo».

«Rispettiamo l’immagine di tutti i marchi nostri alleati - ha aggiunto l’imprenditore - ma poi noi raccontiamo la nostra storia. Diamo un’anima alla selezione fatta dai negozianti, ecco perché non siamo un normale markeplace».

L’obiettivo è sempre uno: massimizzare la qualità dell’esperienza d’acquisto digitale. Una mission condivisa da Scalapay, startup che grazie all’innovazione del metodo di pagamento “Buy now pay later” si sta avviando a diventare una unicorn company, visto che con l’ultimo round da 155 milioni di dollari, capitanato da Tiger Global, è stata valutata 700 milioni.

«Siamo al fianco dei merchant per aiutarli a costruire qualcosa di magico - è intervenuto il ceo Simone Mancini - partendo dal presupposto che il momento del checkout è quello meno piacevole del processo d’acquisto».

La scommessa alla base della success story di Scalapay è stata proprio quella di alleggerire l’impatto - finanziario, ma anche psicologico - che un acquisto può avere sul consumatore, grazie a un pagamento spalmato su più mesi, che permette «scelte più in linea con il proprio stile, di livello superiore e più responsabili dal punto dei budget».

«Ma ci sono tante variabili da perfezionare, al fine di migliorare la conversion - ha osservato Mancini -. In primis riducendo al massimo il tempo che intercorre tra l’ispirazione dell’acquisto e la transazione».

La risposta a questa esigenza è stata un nuovo “prodotto”, battezzato Magic Checkout, che «ha fatto più volumi in due mesi che nell’intero anno dal lancio di Scalapay». L’utilizzo per i merchant è semplice, perché basta «un bottone da inserire sulla pagina prodotto o al checkout per permettere ai clienti, dopo la prima spesa, di fare shopping senza inserire dati o password, deterrenti per concludere l’acquisto».

Nuove funzionalità, destinate a cambiare l’esperienza degli shopper sulle piattaforme online. «Sul nostro sito - ha informato Giuseppe Giglio - possiamo contare su oltre 20 sistemi di pagamento diversi ma è vero, il momento del pagamento è quello più spigoloso, più critico. Abbiamo tanto lavoro da fare ma, complice la pandemia, la digitalizzazione sarà sempre più accentuata. La strada è segnata, non si torna indietro».

Quello del “tempo” - in termini di velocità, fluidità, facilità nel passare attraverso i diversi step nel processo d’acquisto - sarà uno dei temi chiave per il futuro.

«Oggi il motore, l’ispirazione dello shopping - ha detto Simone Mancini - avviene soprattutto su Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube, oppure Netflix. Abilitare ogni singolo merchant a vendere direttamente da queste piattaforme cambierà le carte in tavola».

Ma a fare la vera differenza, secondo il fondatore di Scalapay, sarà la quantità di tempo che passa tra l’ispirazione e la conclusione dell’acquisto: «Più si ridurrà, maggiori saranno le chance per i brand».

a.t.
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