Tracciabilità in primo piano

Tessile comasco: +5,4% nel semestre e lancia l’etichetta Etic

In occasione della presentazione del 29esimo Osservatorio del Distretto Tessile di Como è stata lanciata Etic-European textile identity card.

Si tratta di una label che dal 2020 sarà applicata sul prodotto finito per identificare la provenienza del filato e del tessuto e dove sono avvenute la nobilitazione tessile e la confezione.

«Etic - commenta Marco Taiana (nella foto), vicepresidente del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como - si propone come una vera e propria carta d’identità dei prodotti tessili, in grado di dare visibilità al contesto virtuoso in cui sono stati realizzati. Il progetto, che sta coinvolgendo a cascata realtà tessili di Italia, Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Svizzera, non poteva che partire da Como, territorio all’avanguardia sotto il profilo della sostenibilità sociale e ambientale».

In base a un’indagine congiunturale dell’associazione di categoria Smi-Sistema Moda Italia e del Gruppo Filiera Tessile di Confindustria Como, l’industria serica locale sta performando positivamente: +5,4% il fatturato nei primi sei mesi del 2019, come risultato del +7,2% del primo trimestre e del +4% del secondo. Il dato si confronta con il -0,9% del tessile italiano, in base alle rilevazioni Istat.

La seta comasca beneficia della crescita del 6,8% della domanda interna, oltre che di quella estera (+4%).

Più in dettaglio, il tessuto per abbigliamento femminile ha chiuso il semestre con un +4,6%, la cravatteria con una flessione del 6% e l’accessorio tessile (foulards, sciarpe, stole, parei, bandane, scialli, ecc.) in progresso del 18,1%.

Il 2018 era terminato con un incremento complessivo del giro d’affari del comparto del 4,1%.

e.f.
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