Fondamentale far rivivere i centri delle città

L’allarme di Federmoda: 17mila negozi rischiano la chiusura

Il Covid è stato uno spartiacque per lo shopping, con forti criticità per tutto il settore: a ribadirlo sono i dati del sondaggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio sull’andamento delle vendite nel settore moda nei mesi di luglio e agosto di quest’anno, dove si riscontra che il 62% delle aziende ha evidenziato una flessione rispetto alle entrate degli stessi due mesi del 2019, il 22% una stabilità e un 16% un incremento.

Il calo medio è del 17%, con posizioni più critiche nei centri delle grandi città, che hanno sofferto di più rispetto alle periferie, ai centri minori e alle località turistiche, dove si sono registrati dei segnali positivi.

«Siamo molto preoccupati perché lo stallo degli arrivi di turisti amanti del bello e del made in Italy e l’eccessivo utilizzo dello smart working – afferma Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio – hanno portato a un cortocircuito dei flussi, soprattutto nei centri delle maggiori città. Le nostre stime prevedono un calo di 5,7 miliardi di euro, pari al 75% dei proventi da shopping tourism che, sommato alla diminuzione delle vendite sul mercato interno, potrebbe portare complessivamente alla chiusura di 17mila punti vendita del settore moda, con un’incidenza sull’occupazione di 35mila addetti».

Conditio sine qua non per la ripresa del comparto retail è la vitalità dei centri, «acquistando nei negozi di prossimità, che rappresentano l’anima delle città e contribuiscono a valorizzare le relazioni sociali, illuminare animi e strade, dare decoro e pulizia a vie e piazze, offrendo qualità, cordialità e professionalità».

«Tuttavia – conclude Borghi – servono contributi a fondo perduto e una liquidità pronta e veloce, oltre a una necessaria riforma fiscale, per la tenuta del mercato. Le banche devono poi essere al servizio di tutti coloro che fanno impresa e non soltanto di chi può già permetterselo. Resta, infine, quanto mai urgente una seria riflessione sui tempi della moda e sui rapporti di filiera, nell'interesse superiore del made in Italy».


a.t.
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