Fulvia Bacchi risponde alla stilista

Stella McCartney attacca, i conciatori reagiscono: «Pensi alle sue borse di plastica. Circolari? Noi lo siamo già»

«Stella McCartney continui a fare le sue borse di plastica e ci lasci in pace. Sono anni che subiamo i suoi attacchi. Ora basta». Fulvia Bacchi (nella foto) direttrice dell’Unic-Unione Nazionale Industria Conciaria reagisce alle dichiarazioni rilasciate dalla stilista durante il Cop26, secondo cui «pelle e pellicce andrebbero vietate per legge nella moda».

In un'intervista pubblicata su La Repubblica, Bacchi risponde con forza punto per punto alle accuse della stilista inglese e lo fa a nome di un comparto composto da 1.175 aziende e 18mila addetti per 4 miliardi di fatturato l'anno.

«Pensare di abbandonare la pelle nelle concerie è un'utopia - chiosa la direttrice di Unic -. Se tutti diventeremo vegetariani e il pianeta si trasformerà in una foresta, allora se ne potrebbe anche parlare. Ma finché ci sarà l'industria della carne, allora si dovrà recuperare la pelle. Anche questa è economia circolare».

Durante il Cop26, in corso a Glasgow fino al 12 novembre, McCartney ha prospettato la possibilità di un settore fashion che fa a meno di pellami e pelliccia. Una riconversione che Bacchi non stenta a definire fuori dalla logica: «Si parla tanto di materiali ricavati dall'ananas, dai cactus, dai funghi. Per carità, sono sperimentazioni interessanti e hanno la ragione di esistere. Ma non possono essere spacciati come alternativa alla pelle, perché non garantiscono le stesse prestazioni».

«Una casa di moda - prosegue Bacchi - ha iniziato con le scarpe animal free, ma con quali avvertenze? Non sporcarle, non bagnarle, non sottoporle a fonti di calore. Cosa c'è di sostenibile in tutto questo?».

Sulla possibilità di trovare un equilibrio tra il mondo della concia e i materiali green, la responsabile Unic, è cauta.

«Molti di questi materiali - conclude - possono essere rifiniti in conceria, quindi si può ipotizzare una commistione. Hermès ha lanciato recentemente una borsa fatta con materiale che deriva dai funghi e che è stata rifinita in conceria. Ma parliamo di rifinitura. Altra cosa è il processo produttivo conciario, fatto di operazioni chimiche e fisiche su vari stadi».

an.bi.
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