Genea Lardini racconta la strategia di sviluppo

Lardini donna: ora l'e-commerce, poi si pensa al retail

La linea uomo sono resta il cuore dell’offerta del marchio Lardini, ma anche il progetto donna continua a crescere (la collezione è alla sua terza stagione) tanto da meritarsi uno spazio tutto suo all'interno dello store online, che già da un anno è attivo per il menswear.

 

Dalla fine settembre quindi è possibile acquistare per la prima volta all’interno del sito una serie di capi dell'autunno-inverno Lardini donna. «Abbiamo fatto una selezione - spiega Genea Lardini, direttore creativo del womenswear - riuscendo comunque a presentare tutto l'universo del marchio: c'è la parte più commerciale, quella più classica legata al capospalla, ma anche i look più di atmosfera ideali, per un pubblico più giovane, con cui stiamo iniziando a dialogare».

 

La scelta di vendere online anche della collezione femminile - tiene a sottolineare Genea Lardini - non è scaturita dall'emergenza Covid. «Per noi è un modo per dare al cliente un’immagine completa del brand e per allargare il mercato», spiega Lardini, che nel suo ruolo di direttore creativo si divide da Filottrano, in provincia di Ancona, dove ha sede l'azienda e Milano, dove invece si trova la showroom.

 

 

«Il lavoro per lo sbarco online - ricorda - è partito esattamente un anno fa, certo è stato una fortuna perché in un momento come questo in cui il cliente finale ha qualche timore a entrare nei negozi, offre alla collezione una chance in più a livello commerciale».

 

« È ancora presto per fare un bilancio - aggiunge Lardini riferendosi alle prime settimane di attività di vendite online - ma ci aspettiamo una crescita lenta, ma costante. Andiamo avanti step by step, senza fare passi più lunghi della gamba: è questa la filosofia con cui è nata e continua a svilupparsi la linea donna».

 

Una strategia che non esclude il retail diretto. «Delle valutazioni sono in conso - conclude Genea - le ipotesi in campo erano due: portare la donna Lardini nel negozio di via Gesù a Milano e trovare una casa tutta sua, sempre in città. Poi è arrivato il Covid, imponendoci di prendere tempo prima di decidere».

an.bi.
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