già iniziati in campania, sicilia, basilicata

Al via i saldi. Borghi: «Primavera da incubo, ora speriamo di ripartire»

Dopo la Campania, la Sicilia e la Basilicata, dove i saldi sono iniziati rispettivamente il 29 giugno, l'1 e il 2 luglio, partono domani in tutta Italia le vendite scontate, con le quali i negozianti sperano di dare una boccata d'ossigeno a un business che in questa primavera-estate è stato fiacco, per usare un eufemismo.

Non usa mezzi termini il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi. «Per quanto riguarda il fashion, le vendite di primavera sono letteralmente saltate - afferma - creando una situazione di disastro economico per le imprese. Sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per un settore fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda».

«I saldi estivi - fa notare Borghi - valgono circa il 12% dei fatturati dei negozi di moda. L'auspicio è che almeno ora riparta la corsa allo shopping e che si possa riscontrare un'effervescenza dei consumi, anche se i nostri commercianti possono solo sperare di "fare cassa", ma non certo di recuperare una stagione mai partita».

Secondo le stime di Federazione Moda Italia, il valore complessivo delle vendite a prezzo ribassato per quanto riguarda abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, articoli sportivi e tessile per la casa si aggirerà intorno a 224 euro per una famiglia con in media 2,3 componenti e sarà pari a 97 euro per persona.

Su 26 milioni di famiglie italiane, 15,6 milioni acquisteranno le proposte in saldo, per un totale di 3,5 miliardi di euro.

In realtà, girando per boutique e store - senza parlare dell'online - è già da parecchi giorni, se non settimane, che sono in atto promozioni di vario genere.

Del resto, sono anni che i negozianti italiani procedono con i ceppi ai piedi. Lo ribadisce un comunicato di Confesercenti, che sottolinea come nel 2018 la spesa media delle famiglie italiane in articoli di moda si sia ridotta di 280 euro l'anno rispetto a quanto accadeva nel 2011, per un calo complessivo del 4%: ciò significa che sono stati bruciati 2,7 miliardi di euro di consumi, quando invece nell'Ue la spesa per il fashion è aumentata in 10 anni del 6,7%.

Confesercenti prevede che aderiranno ai saldi estivi oltre 200mila store, con sconti medi di partenza intorno al 30%, dopo che nei primi quattro mesi del 2019 i consumi di abbigliamento hanno incassato un -1,3%. Non un calo importante, ma va considerato che già nel 2018 si è verificata una contrazione dello 0,7% in termini reali, con il menswear a -2,3%.

«C'è inoltre da fare chiarezza nella Babele della scontistica - conclude l'associazione -. Ormai siamo di fronte a un'Italia in saldo. Bisogna mettere freno a questa deriva».

a.b.
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