GLI AFFITTI RETAIL SECONDO CUSHMAN & WAKEFIELD

La Fifth Avenue via più cara al mondo, in Europa Montenapoleone conquista la vetta

Con affitti retail pari a 21.076 euro al metro quadro (+7% sul 2021, ma nel pre-Covid la cifra era di di 21.295 euro), è la Upper 5th Avenue (dalla 49esima alla 60esima Strada) la via più cara al mondo secondo il rapporto di Cushman & Wakefield su 92 città globali nel terzo trimestre 2022.

Nel 2019, in epoca pre-pandemia, la classifica vedeva Causeway Bay di Hong Kong in vetta, con 25.965 euro al metro quadro, mentre oggi questa strada non è presente nella chart.

Al suo posto, in seconda posizione e con un -5% sul 2021, si piazza Tsim Sha Tsui nel distretto di Kowloon, dove gli affitti costano 15.134 euro al metro quadro, in calo del 5% su base annuale ma addirittura del 41% sul 2019.

Terza è via Montenapoleone, che in epoca pre-Covid non andava oltre al quinto posto, surclassata da New Bond Street a Londra e dagli Champs Elysées a Parigi. La strada simbolo del Quadrilatero milanese, che guadagna la pole position in Europa, cresce del 7% year-on-year e viaggia sui 14.547 euro al metro quadro, salendo dunque dai 13.700 euro del novembre di tre anni fa.



Come si diceva, New Bond Street perde una posizione: è infatti quarta con 14.346 euro al metro quadro, ma perde il 7% su base annua e l’11% dal confronto con il periodo pre-pandemia.

Quinti gli Champs Elysées a Parigi, con 11.069 euro al metro quadro, ma lontani dai numeri pre-Covid (-18%) e in discesa anche year-on-year (-4%).

A seguire Ginza a Tokyo (9.965 euro al metro quadro, +5% year-on-year), Bahnhofstrasse a Zurigo (8.927 euro, -1%), Pitt Street Mall a Sydney (7.624 euro, con uno scivolone del 24% sul pre-pandemia e un -7% year-on-year), Myeongdong a Seoul (5.973 euro, in discesa libera sia sul 2021, -15%, che sul 2019, -23%) e, decima, West Nanjing Road a Shanghai (5.225 euro, -14% sia su base annua, sia sul pre-Covid).

Secondo Robert Travers, head of Emea Retail di Cushman & Wakefield, dalla pandemia in poi il settore è sottoposto a uno stress test continuo dovuto ai vari fattori che conosciamo, testimoniato da un decremento medio del 13% degli affitti, con un picco negativo del -17% nell’Asia Pacifico, «ma il retail real estate di alto livello resta solido - afferma -. L’omnicanalità è al centro degli investimenti, insieme a nuove esperienze in store, soprattutto nel lusso».

Quanto alla rimonta di Montenapoleone, Joachim Sandberg, head of Italy di Cushman & Wakefield, sottolinea: «Questa via si conferma come una delle strade dello shopping del lusso più importanti e quotate al mondo. I valori locativi, in controtendenza e in crescita rispetto al 2019, dimostrano che gli operatori credono fortemente nella location e nell’importanza di continuare a investire nei negozi fisici per creare “l’esperienza” necessaria per rafforzare il proprio brand».

«Un appeal, quello di Montenapoleone, che porta Milano in vetta all'Europa dopo due anni difficili - aggiunge Thomas Casolo, head of Retail Italy -. Nonostante le prospettive economiche a breve termine non siano rosee, continuiamo a rilevare l’interesse di nuovi operatori, che puntano soprattutto sul retail fisico. Il ritorno dei turisti, soprattutto dall’America, ha riportato Milano al centro del mercato del lusso in Europa».

Si stima che dal punto più basso della pandemia gli affitti globali nel retail abbiano recuperato solo il 50% delle perdite, ma un dato positivo secondo Cushman & Wakefield è che negli ultimi 18 mesi il 75% delle transazioni seguite dalla società in Middle East e in Europa ha riguardato nuovi locatari, un ulteriore segnale dell'interesse dei retailer per le location su strada, pur investendo parallelamente anche nel digitale.

a.b.
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