nel 2020 date vicine a quelle del sihh

Baselworld incassa un -22% di presenze e studia le contromosse

Il mondo dell’orologeria e della gioielleria si è riunito all’interno di Baselworld, vetrina per 520 marchi del lusso, che ha chiuso i battenti ieri. 

Il bilancio dell'edizione 2019 è all'insegna di segni meno a doppia cifra: i visitatori sono stati 81.200 (-22%), gli espositori 520 (-20%) e i rappresentanti dei media 3.300 (-12%).

Tra i grandi assenti il Gruppo Swatch, ma anche de Grisogono e Pasquale Bruni. Nonostante queste defezioni, giganti come Chopard, Patek Philippe e Rolex, insieme a Swiss Mountaineer, Zanetti e ai big della gioielleria - da Busatti Milano a Carlo Crivelli, da Frieden a Roberto Coin, fino a Schreiner, Tamara Comolli e Utopia - non hanno mancato l'appuntamento.

Qualche dato sull'industria svizzera dei segnatempo, una realtà che rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta circa il 90% della produzione: in febbraio l’export è stato di 1,75 miliardi di franchi (1,55 miliardi di euro), +3,4% rispetto a un anno prima. Nei primi due mesi del 2019 le esportazioni si sono aggirate sui 3,38 miliardi di franchi (2,99 miliardi di euro), +2,1% in rapporto allo stesso periodo del 2018.

Una situazione complessivamente positiva, dunque, ma non così si può dire di Baselworld, reduce tra l'altro dall’uscita di Sylvie Ritter, da 15 anni managing director, e alle prese con sfide non rimandabili.

Qualche mese fa Michel Loris-Melikoff, managing director della kermesse, aveva affermato che l’edizione 2019 avrebbe puntato più sulla qualità che sulla quantità, con un focus sulla tecnologia, un approccio più social e un'attenzione crescente alle startup, con l'area The Watch Incubator.

«Dobbiamo creare un percorso dal digitale al reale e dal reale al digitale», ha ribadito dallo stand di Bulgari Jean-Christophe Babin, ricordando che nella boutique di Roma il marchio ha di recente presentato ai clienti consolidati un libro incentrato sulla storia dell’azienda, invitando al contempo il pubblico digitale, i blogger, a visitare i suoi spazi creativi.

Una delle sfide future del salone sarà appunto il digitale: l'idea di Loris-Melikoff e del gruppo Mch, cui Baselworld fa capo, è quello di integrare l'evento fisico con una piattaforma online business to business, attiva per 365 l'anno.

In parallelo, gli organizzatori puntano a ridurre i prezzi a metro quadro dal 10% al 30%, come si legge su IlSole24Ore, a riaprire la Hall 2 che ospiterà anche le pietre preziose, ad allestire uno spazio per gli incontri con i ceo dei brand, a introdurre nei servizi anche la realtà aumentata, a potenziare la proposta di seminari e conferenze e, non ultimo, a far scattare una nuova sinergia con l'altra fiera chiave, il Sihh di Ginevra.

A questo proposito, nel 2020 Baselworld abbandonerà la collocazione nel mese di marzo, spostandosi dal 30 aprile al 5 maggio, subito dopo il Sihh, che si svolgerà dal 26 al 29 aprile (nella foto, modelli Gucci presentati a Baselworld).

a.c. e a.b.

BASELWORLD: Orologi e gioielli



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