grecia

Lia Pagoni (Gruppo Pagoni): «Preoccupati, ma fiduciosi in una soluzione positiva»

Quali le ripercussioni dell’attuale situazione greca sulle vendite di moda? Secondo Lia Pagoni, a capo del Gruppo Pagoni (il più importante riferimento per il made in Italy e il luxury fashion nel Paese), le vendite sono in crollo dell’80%. E per gli ordini della prossima primavera-estate la contrazione sarà almeno del 40%.

 

«Certo, il momento non è facile. È sotto gli occhi di tutti: sembra di essere in guerra» spiega a fashionmagazine.it Lia Pagoni.  «Il colpo di grazia – aggiunge – l’ha dato la chiusura delle banche: non possiamo importare nulla, tanto meno effettuare pagamenti. E anche quando la situazione si sbloccherà, sarà molto difficile tornare ai livelli pre-crisi».

 

I negozi sono aperti, «ma gli incassi in caduta libera, con perdite nell’ordine dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2014 - precisa Pagoni -. Per quanto riguarda invece il fronte della distribuzione, i negozianti non vogliono più ritirare la metà della merce di questo autunno-inverno già ordinata, mentre per la primavera-estate 2016, se confermeranno le precollezioni (quelle con consegna in primavera), taglieranno la main collection più estiva. La stima è di una riduzione del 40%».

 

«La maggior parte dei greci vuole comunque restare nell’Unione Europea – sottolinea Lia Pagoni – anche perché il referendum non era sull’uscita o meno, ma sul fatto di accettare o rifiutare la proposta fatte dall’Eurozona». «Non nego di essere molto preoccupata - conclude - ma spero che, una volta toccato il fondo, adesso si trovi davvero una soluzione».

 

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