Guerra dei dazi

Accordo storico fra Stati Uniti e Cina, ma la moda Usa vuole di più

Il trade agreement fra Usa e Cina è cosa fatta, ma serve un passo ulteriore sul fronte dazi. Lo chiedono marchi e retailer.

Il 15 gennaio il presidente Usa Donald Trump e il vice premier cinese Liu He (nella foto) hanno firmato un’intesa alla Casa Binaca che sembra mettere fine a un lungo periodo di tensioni commerciali fra le due superpotenze. In realtà si tratta della “Phase One” e i dazi imposti alla Cina saranno ritirati se si arriverà alla fase due.

«Tutti i prodotti colpiti dalla guerra commerciale continueranno a essere penalizzati, inclusi il 92% dell’abbigliamento, il 53% del footwear, il 68% dell’home textile importati dalla Cina» ha commentato Stephen Lamar, presidente e ceo della American Apparel & Footwear Association intervistato da wwd.com.

«Speriamo che sia un primo passo verso l’eliminazione di tutte le tariffe imposte negli ultimi due anni - ha detto Matthew Shay, presidente e ceo della National Retail Federation-Nrf -. La guerra commerciale non sarà finita finché i dazi non saranno eliminati».

In base all’intesa, la Repubblica Popolare si impegna ad acquistare prodotti americani per oltre 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni. In particolare, la Cina comprerà 80 miliardi in più di prodotti manifatturieri, 50 miliardi di energia, 40 miliardi di servizi e 32 miliardi di prodotti dell’agroalimentare. Di fatto il surplus della bilancia commerciale cinese dovrebbe diminuire di circa 300 miliardi di dollari.

Pechino si è impegnata anche a un cambiamento sul fronte della proprietà intellettuale e sul regime valutario.

Lo scorso dicembre gli Usa avevano acconsentito a non aumentare i dazi su oltre 160 miliardi di dollari di esportazioni cinesi, come minacciavano da tempo, e a tagliare i dazi esistenti su 120 miliardi di prodotti cinesi. Sono invece rimasti in vigore i dazi del 25% su 250 miliardi di dollari di esportazioni cinesi.

In base a statistiche delle Nazioni Unite pubblicate in novembre, le tariffe hanno impattato sui produttori cinesi comportando un calo delle esportazioni del 25% (35 miliardi di dollari in totale).

e.f.
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