Guglielmo Olearo racconta il salone

Denim Première Vision a Milano: espositori +27% e ottimismo sul settore

Dopo la tappa di Londra, Denim Première Vision dà appuntamento a Milano al Superstudio Più di via Tortona, il 28 e 29 maggio, con 93 espositori, 20 in più rispetto all'edizione primaverile dello scorso anno. Un segnale importante. «Il mercato del denimwear contina a evolvere e sarà sempre più protagonista», spiega Guglielmo Olearo, director of international shows di Première Vision.

 

«La crescita non è più quella di una volta - ammette l'executive -. Oggi parliamo di percentuali di crescita tra l'1,5% e il 2% annuo, che dovrebbero portare il comparto dagli attuali 56,55 miliardi di dollari ai 59,46 miliardi nel 2022».

 

«Non c'è disaffezione per il denim - puntualizza Olearo - che anzi si sta rivalutando negli Stati Uniti, dove il fenomeno dell'athleisurewear sta arrivando a saturazione e dove la rimonta è pilotata dall'universo femminile».

 

Secondo l'agenzia Npd, nell'anno chiuso a febbraio 2019 sono state vendute negli Usa 364 milioni di paia di jeans da donna, 22 milioni in più rispetto all'analogo periodo di riferimento. Buone notizie anche da Levi's: la prima trimestrale dopo il listing a Wall Street è passata dalla perdita all'utile (146,6 milioni di dollari), mettendo a segno una crescita del 7% del fatturato.

 

Sempre più determinante sarà il Sud-Est asiatico, destinato a fare da traino al settore: «In quest'area - puntualizza Olearo - al momento prevale il consumo di prodotti di media e bassa gamma, ma comincia a crescere la fascia alta. Un Paese in cui i jeans stanno diventando un capo da mostrare e non solo una commodity per il weekend».

 

In fase di stagnazione il mercato europeo, compresa l'Italia, dove i consumi di denimwear sono piuttosto svogliati: «Una situazione che si lega a fattori di carattere politico ed economico, ai nuovi atteggiamenti e abitudini di acquisto dei consumatori e ai prezzi concorrenziali delle grandi catene, che hanno rubato quote di mercato significative ai pure player».

 

Un momento delicato per gli specialisti del settore: «Fare ricerca, sviluppo, osare, essere ambiziosi, in poche parole tornare a fare politica di prodotto - è questa la ricetta suggerita da Olearo -. Le giovani generazioni vogliono storie vere, autenticità, valori, coerenza».

 

Proprio alle aziende della fascia alta si rivolge Denim Première Vision, con i suoi 93 espositori, il 27% in più rispetto a quelli del maggio 2018 e l'11% in più rispetto all'edizione di Londra dello scorso dicembre. Realtà in arrivo da Europa, Asia, Marocco, Tunisia e Mauritius, di cui alcune tornano dopo stagioni di assenza, comprese le aziende italiane, ben 20.

 

Una scelta non casuale per gli organizzatori, quella di Milano: «È la capitale della moda, che vanta una lunga storia legata al denim, con tanti brand che lo hanno impiegato in maniera creativa sviluppando prodotti iconici - commenta Guglielmo Olearo -. Essere qui riflette la strategia di un salone in piena evoluzione, con un'anima più moderna e cosmopolita, proiettata nel futuro».

 

Tra le novità, l'integrazione dei produttori di denim nel marketplace di Premiére Vision, la piattaforma di e-commerce B2B che oggi è aperta ai tessuti, alla pelle, al denim e che a settembre accoglierà anche gli accessori.

 

A proposito di sostenibilità, l'impegno di Première Vision è diventato uno statement, grazie al lancio della piattaforma Smart Creation, creata cinque anni fa e oggi presente nelle principali manifestazioni del gruppo.

 

«L'obiettivo - sottolinea Fabio Adami Dalla Val, show manager di Denim Première Vision - è mostrare le potenzialità di una moda sostenibile, per accendere i riflettori su azioni e iniziative concrete e per individuare strumenti di ricerca per l'intera catena del valore».

 

Attraverso questa piattaforma, il salone identifica e valorizza le iniziative dei suoi espositori in termini di produzione e creazione responsabili. Previsti nei due giorni del salone interventi specifici focalizzati sull'argomento e un percorso dedicato, per trovare gli espositori attivi in termini di azioni e di impegni etici ed eco-responsabili.

 

Emblematico a questo proposito anche il forum dedicato al denim eco-responsabile sviluppato dal designer Kristian Guerra, il quale per l'occasione ha disegnato un guardaroba sostenibile con dozzina di tessitori e produttori di accessori tutti coinvolti nella Rresponsabilità Sociale di Impresa.

 

Da non perdere, infine, i laboratori curati da Alessio Berto, dello studio di consulenza The Tailor Pattern Support: un personaggio iconico nel mondo del denimwear, che ha creato modelli per Jean Paul Gaultier, Katharine Hamnett Jeans, Replay e Kenzo. Nel corso degli incontri Berto spiegherà l'importanza del lavoro di modellista nella realizzazione di un jeans.

 

Nella foto, l'influencer Eleonora Carisi posa per la nuova edizione milanese di Denim Première Vision.

c.me.
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