I buyer a Milano Moda Donna

Con la femminilità al potere vincono Bottega Veneta e Fendi. Gucci? Più che moda, spettacolo

Come sottolineano i buyer internazionali intervistati a caldo da fashionmagazine.it, questa edizione di Milano Moda Donna si farà ricordare per un importante messaggio comune lanciato dalle collezioni più amate: il potere delle donne si può esprimere anche attraverso la femminilità. Così le sfilate più menzionate sono quelle di Bottega Veneta, Fendi (nella foto), Jil Sander e Prada, dove la morbidezza e il bel vestire diventano un punto di forza.

Ma questa edizione, a detta dei fashion director dei department store e dei multimarca più importanti al mondo, lascerà il segno anche per l'annuncio della co-direzione creativa tra Miuccia Prada e Raf Simons, che ha il sapore di una nuova sfida non solo per il marchio Prada, ma per tutto il settore.

Daniel Lee per Bottega Veneta sarà, secondo le previsioni, l'artefice degli accessori best seller dell'autunno-inverno 2020/2021, mentre tra i giovani si distinguono Act N°1, Plan C, Marco Rambaldi, Vitelli e Giuseppe di Morabito.


Roopal Patel
Senior Vice President and Fashion Director
Saks Fifth Avenue
Usa

«Ci sono state molte collezioni stellari di prêt-à-porter a Milano. Tra i miei preferiti senza dubbio sono i cappotti in shearling con le frange di Bottega Veneta, le maglie e gli abiti eleganti con paillettes di Prada, i contrasti forti di Fendi, con i mix di tessuti come pelle e pizzo. Ma anche Brunello Cucinelli e Agnona fanno parte della mie prime scelte. Per quanto riguarda gli accessori, Daniel Lee di Bottega Veneta è quello che più di tutti è riuscito a sorprendere con la sua Pouch bag con le frange e l'intrecciato. Tra i nomi emergenti in queste stagioni abbiamo osservato con attenzione Carolina Castiglioni, che sta sviluppando molto bene il suo marchio Plan C, la cui direzione è sempre più chiara: è stato emozionante vedere come sappia mixare maschile e femminile e anche cogliere il suo senso della silhouette e del colore. Poi c'è Alessandro Michele, con la sua visione così fresca e moderna dello spettacolo in passerella da Gucci. Tutto, in questo show, è stato coinvolgente e innovativo: dall'invito via WhatsApp al backstage portato al centro della scena, fino al palco, girevole come una giostra».

Astrid Boutrot
Women's Buying Director
The Webster
Usa

«Questa edizione della settimana della moda è stata entusiasmante. Tutti i grandi gruppi hanno confermato di attraversare un momento d'oro, presentando sfilate spettacolari come quelle di Bottega Veneta, Fendi e Salvatore Ferragamo, nonché nuove collaborazioni in essere e altre annunciate, che hanno decisamente movimentato il settore: Pucci X Koche, JW Anderson, l'ultimo talento che si è unito al viaggio di Moncler Genius e Raf Simons, nominato direttore co-creativo di Prada. Inoltre, ho adorato il format innovativo dello spettacolo Gucci. Iniziare la fashion week con lo show di Alessandro Michele, che ha messo il backstage al centro della scena, è stato esaltante. Le collezioni che ho amato di più sono state quelle di Jil Sander per l'abbigliamento e di Bottega Veneta per gli accessori: le sue clutch di legno e i chelsea boot si candidano a diventare i best seller della stagione, insieme alle cinture gadget di Fendi. Quanto ai trend più in voga, punto sulle borse in formato extra (Jil Sander, Bottega Veneta, Fendi), le frange (Jil Sander, Bottega Veneta, Fendi, Ferragamo, Prada), l'effetto sparkle (Bottega Veneta, Ferragano, Gucci, Versace)».

Linda Fargo
Senior Vice President Women's Fashion
and Store Presentation Director
Bergdorf Goodman
Usa

«Questa fashion week ha avuto parecchie frecce al proprio arco, perché ha presentato una moda semplicemente reale. Belle giacche, abiti pensati per essere indossati in ogni occasione e colori neutri, perfetti per ogni occasione. Per questo le sfilate che più mi sono piaciute sono quelle che hanno interpretato al meglio questa voglia di normalità ed eleganza: Prada e Jil Sander. Massimo rispetto per Alessandro Michele e per quello che ci ha fatto vedere con l'ultima sfilata di Gucci. È un visionario, un vero artista. Mi è piaciuta la presentazione di Plan C: Carolina Castiglioni sta calibrando sempre meglio il suo messaggio».

Riccardo Tortato
Fashion Director E-commerce
Men's Fashion Director
Tsum
Russia

«Questa è stata un'edizione di Milano Moda Donna molto positiva. Ho visto una significativa evoluzione delle collezioni, con un ritorno al ben fatto e bel vestire. Senza parlare solo di ready-to-wear, ho notato che anche il settore calzature femminile ora sente la voglia di tornare a creare un prodotto più femminile. Nonostante l'assenza di Karl Lagerfeld, credo che la collezione Fendi presentata a questa fashion week sia stata la più bella degli ultimi 10 anni. Materiali nuovi, forme nuove e nuova atmosfera, tutto ha fatto sì che questa fosse una delle mie collezioni preferite insieme a Bottega Veneta, che ha confermato di essere il fenomeno del momento: stupendi capispalla, impermeabili e cappotti. Quello di Jil Sander è stato lo show più riuscito di questa stagione. Nulla da eccepire: dagli accessori all'abbigliamento, tutto era perfetto. Chic, contemporaneo e lussuoso. Un brand must per la prossima stagione. Nella mia best list cito anche Brunello Cucinelli, per la presentazione e per il prodotto eccelso. Ma l'evento più coinvolgente è stato senza dubbio quello di Gucci: le mie origini italiane mi hanno fatto apprezzare appieno il messaggio dell'evento, perché di un evento si è trattato, più che di una sfilata. Spero che l'ufficio stampa abbia fornito la traduzione in inglese delle parole di Fellini con cui si è aperta e chiusa la sfilata, in modo che tutti potessero apprezzare l'idea dietro allo spettacolo. Anche se non è un emergente, vorrei sottolineare quanto stia crescendo nel mondo femminile Kiton. Quanto all'emergenza coronavirus, non credo che avrà alcun impatto, perché quello che si compra oggi andrà nei negozi a settembre-ottobre e gli epidemiologi confermano che per allora dovrebbe essere tutto finito. Secondo me chi ha ridotto i budget questa stagione avrà problemi opposti: l'impatto del coronavirus sarà sulla produzione, più che sul consumo. Per questo i nostri budget restano in crescita. Abbiamo avuto, a discapito di un inverno caldo, una stagione di vendita ottima. Siamo nonostante tutto positivi. Sempre per quando riguarda l'emergenza sanitaria, mi sarei aspettato che tutti i designer si comportassero come il signor Giorgio Armani, a cui va moltissimo rispetto».


Ekaterina Moiseeva
Fashion Director
Bosco di Ciliegi
Russia 

«Tra i protagonisti di questa fashion week spicca FendiSilvia Venturini Fendi ha preso le redini del brand con grande sicurezza e il risultato è una collezione convincente. Max Mara, poi, non delude mai e con i suoi capispalla si va sempre sul sicuro. Moschino sfugge da ogni definizione, perché parlare di prêt-à-porter per la collezione disegnata da Jeremy Scott è davvero riduttivo. L'emergenza coronavirus? Non facciamoci prendere dal panico e pensiamo che chi ha voglia di spendere per la moda, spenderà comunque».


Olga Mironova
Owner
Boutique XXI secolo 
Čeljabinsk
Russia

«I primi giorni di questa settimana della moda sono iniziati bene come al solito. Milano era piena di gente, con un calendario ricco di sfilate ed eventi e, per giunta, con un tempo meraviglioso. Purtroppo gli ultimi giorni sono stati rovinati dalle notizie legate al coronavirus. L’annuncio delle cancellazioni delle ultime sfilate ed eventi ha generato confusione in città. Fortunatamente siamo riusciti a vedere quasi tutte le sfilate. Per quanto riguarda le proposte, dunque, a mio avviso per il mercato russo uno dei brand più incisivi è Brunello Cucinelli, perché offre un total look molto chic ed elegante e, al contempo, facile da portare e abbinare nella quotidianità. Inoltre, plus interessante e raro, il marchio veste benissimo qualsiasi tipo di donna, dalla giovanissima alla signora, dalla consumatrice molto magra a quella più in carne. La collezione è ampia e ricca di spunti ed è in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza, dal fashion al trendy, fino al classico. Altra label fortissima per il nostro mercato è Dolce&Gabbana: la sfilata è stata emozionante e la collezione è diversa dal soluto, anche se al tempo stesso riconoscibile, grazie al suo dna preciso. Le proposte hanno un appeal maschile - giacche, abiti, pantaloni e masculine suit - ma al tempo stesso sensuale, femminile ed elegante. C'è un’ampia e valida scelta di knitwear, tra caldi cappotti, cardigan, pullover di lana e cachemire: articoli di cui abbiamo davvero bisogno nel mio Paese. Non manca il glamour, con gli abiti in pizzo nero e ricamati con strass. In generale, a parte le giacche, presenti in ogni collezione, si fa notare la grande riproposta del colore nero e degli abiti ricamati con strass o in argento, come da Bottega Veneta, Alberta Ferretti e Philipp Plein. A proposito di accessori, ho trovato bellissime le borse di Fendi e Bottega Veneta. Sicuramente c'è un ritorno degli stivali alti, mentre piano piano si stanno riaffermando i tacchi».


Silvano Vangi
Creative Director & Head buyer Luxury Women's Wear
LuisaViaRoma
Italia

«La fashion week è stata un po' sottotono, il momento è complicato. A lasciare il segno su tutti è stato Bottega Veneta, decisamente contemporanea, con le borse e le scarpe che si candidano a diventare best seller di stagione e poi Jil Sander, che capitalizza al massimo il momento di mercato in cui vengono premiati i marchi con un dna minimal e un'eleganza essenziale. Ho trovato sempre più coinvolgente e innovativo il progetto Moncler Genius. Mi è piaciuta Prada e mi entusiasma e incuriosisce la nuova collaborazione annunciata con Raf Simons: Miuccia è sempre stata avanti e lo conferma con questa decisione. La stagione segna un po' la fine del mini dress clubbing anni 80: la sera sta conquistando un'identità nuova, con look più composti, giacche over maschili, top e gonne. Certo, l'abito resterà una categoria molto venduta online, ma anche la giacca sta conquistando credibilità. Tra i giovani, iniziamo a registrare volumi di vendita interessanti con Giuseppe di Morabito. The Attico ha fatto una scelta coraggiosa, ma a mio avviso giusta, nello scegliere di creare un evento di comunicazione in concomitanza con le consegne: stiamo a vedere che cosa organizzeranno tra sei mesi. Per gli emergenti "veri" mi sono segnato il nome di Gian Marco Funari: voglio valutarlo attentamente, potrebbe essere una nostra new entry».

Tiffany Hsu
Fashion Buying Director
Mytheresa
Germania

«Sono gli show, nel senso di spettacoli, la cosa che mi è piaciuta di più della fashion week. A Milano puoi sempre vedere collezioni in luoghi davvero belli, che sono molto diversi da quelli di Londra e New York. I grandi marchi come Gucci e Prada, riescono sempre a presentare nuovi ed eccitanti set per i loro spettacoli. Nessun'altra città della moda offre esperienze del genere. Le mie collezioni preferite sono state Jil Sander, Bottega Veneta e Prada per l'abbigliamento e, ancora, Prada e Bottega Veneta per gli accessori. Tra i marchi nuovi scelgo Eera, che sta trasformando la gioielleria raffinata in qualcosa di divertente e più moderno, perfetto per le ragazze. I trend che si affermeranno la prossima stagione per me sono il ritorno del nero, le frange, il tailoring lussuoso e il bianco invernale».

Heather Gramston
Head of Womenswear Buying
Brown's
UK

«Gli highiliths della fashion week sono stati Jil Sander e Gucci per lo spettacolo di puro teatro offerto dal "dietro le quinte" del trucco e parrucco delle modelle montato su un enorme palco girevole. Prada, Jil Sander sono state le collezioni più belle a mio avviso, insieme a Bottega Veneta che era il marchio più atteso per gli accessori e non ha deluso: gli stivali alti alla coscia in stile western sono in cima alla mia wishlist. Per quanto riguarda i nomi nuovi si è distinto ActN1, che dalla primavera-estate 2020 entra a far parte dell'offerta di Browns. Stavano tenendo d'occhio il lavoro dei due stilisti già da un po' e le loro collezioni stanno andando davvero bene.  Tra le tendenze che si imporranno maggiormente, sono pronta a scomettere sul grigio che è "the new black" come dimostrano certi look di Prada e Fendi, anche le frange saranno protagoniste sugli accessori (Bottega Veneta) e ready to wear (Prada)».



Tyler Franch
Fashion Director
Hudson’s Bay
Canada

«È stato davvero fantastico vedere i marchi più forti del made in Italy firmare collezioni davvero sorprendenti: penso al lavoro fatto da Fendi, Bottega Veneta e Prada. Sono rimasto sorpreso da quanto fosse bella e sofisticata la sfilata di Agnona di questa stagione. Tutto era incredibile, dal casting alla collezione. Ma sono rimasto impressionato anche dalle calzature di N°21 e, per quanto rigurarda i marchi emergenti, apprezzo l'evoluzione di Act N1. Stiamo lanciando il marchio per la primavera nel nostro spazio recentemente rinnovato a Vancouver. Quanto alle tendenze più convincenti per la Fall-Winter 2020/2021, non ho dubbi: quella in cui credo di più è l'ispirazione all'abbigliamento maschile, che ha riguardato la scelta dei tessuti, ma anche una contaminazione tra i capi uomo e donna».

Federica Montelli
Head of Fashion
Rinascente
Italia

«Credo sia stata una tornata di sfilate molto positiva per i marchi della moda italiana. Quella che vedremo sarà una stagione all'insegna del tailoring e dell'eleganza senza tempo e chic, ovvero i cavalli di battaglia delle aziende italiane. A mio avviso le migliori collezioni sono state quelle firmate da Fendi, Bottega Veneta e Jil Sander. Gucci ha firmato un'opera d'arte: probabilmente è stata sua la sfilata con l'energia maggiore. Straordinario lo stravagante spettacolo di collage di Marni. Il progetto Moncler Genius di stagione in stagione supera se stesso, in termini di produzione dello spettacolo e scelta del designer. Ho particolarmente apprezzato il debutto di Walter Chiapponi da Tod's. Altre collezioni perfettamente in sintonia con l'atmosfera all'insegna di chic-timeless-craftsmanshift erano Ferragamo, Max Mara e Calcaterra. Fra le tendenze più forti si distinguono i dettagli gioiello di abiti (e scarpe) come catene, strass, perline, visti sulla maggior parte, se non su tutte, le passerelle. L'abito da sera si fonde con l'abbigliamento da giorno attraverso dettagli speciali, come trasparenze e schiene nude. I materiali imbottiti, trapuntati o lisci, sono un must, insieme alle frange, che si candidano a diventare la mia nuova "ossessione". Onnipresenti le minigonne: quelle più belle erano fatte proprio di frange. Il capospalla resta al centro dell'attenzione, con mantelle e poncho in pole position. Per le scarpe vediamo un ritorno della décolleté alla caviglia, insieme a stivali in nappa, sia sotto che sopra il ginocchio. E poi le borse, più grandi che mai. I must have della prossima stagione? Una delle tante pochette con frange di Bottega Veneta, le mantelle di Max Mara e gli stivale di gomma colorato di Prada. Ma anche i collant colorati, come si sono visti da Prada o Tod’s. Anche per quanto riguarda i nomi giovani ci sono stati dei bei segnali. Brognano questa stagione si è dimostrato più maturo con una collezione molto raffinata. Act N.1 è il nuovo nome più in voga del momento e Marco Rambaldi ha molte potenzialità da sviluppare. Vitelli, con la sua maglieria creativa, è un marchio da tenere d'occhio. Anche sul fronte accessori ci sono nomi da citare come Officina del Poggio e Flapper, due marchi che vendiamo già con successo nei nostri negozi».

Funda Mumcuoglu Bertrand
Chief Buyer/Woman Merchandise Group
Beymen
Turchia
 
«I marchi italiani hanno un grande rilievo nel nostro brand mix e Milano Moda Donna è per noi il punto di partenza per scoprire i trend più importanti di stagione. A questa edizione della kermesse le collezioni sono state nel segno della continuità, rispetto alla scorsa estate, tranne alcune sfilate fuori dal coro. Jil Sander e Bottega Veneta hanno proposto il top della loro “new direction” con nuovi pezzi iconici, conservando al tempo stesso elementi del loro dna. Il trend generale vede la grande presenza di outfit completi in pelle morbida e leggera, il ritorno dei trench con un tocco di originalità, le frange declinate in lunghezze insolite o in tessuti soft. Sul fronte accessori ho visto molti poncho in pelle, morbido mohair o con frange. Le collane a forma di catena diventano sempre più grandi e le perle dall’aspetto naturale ammorbidiscono i tailleur di gusto femminile. Tra i marchi emergenti scommettiamo su Khaite. Nei giorni della fashion week l’atmosfera è stata abbastanza vivace: la presenza dei giornalisti e dei buyer più importanti ha confermato l'importanza delle sfilate. L'elevata partecipazione rappresenta un significativo battage per un marchio e può certamente influire sul successo delle collezioni. Quanto al coronavirus, finora l'effetto non è abbastanza chiaro. Se la logistica sarà colpita dalla situazione e la consegna della merce ritarderà o addirittura verrà annullata, la cosa potrebbe avere un forte impatto sulla nostra attività. Il nostro budget per la prossima stagione sarà comunque stabile, con la possibilità di incrementi per nuovi brand». 

Miyako Sekimoto
Fashion Director
Matsuya Co. Ltd
Giappone 
«Lo show di Bottega Veneta è stato semplicemente fantastico: ho trovato la collezione disegnata da Daniel Lee molto fresca, ma nel rispetto dell'heritage. Sempre bella la sfilata di Missoni, anche se forse mi aspettavo qualcosa di un po' più "speciale". Comunque lo show numero uno è stato secondo me quello di Jil Sander: la semplicità, la pulizia delle linee, la sensibilità sui dettagli, mi è sembrato tutto equilibrato e perfetto. Tra gli spettacoli meglio riusciti c'è Gucci, con il suo carillon che conteneva tutto, il dietro le quinte e il glamour. Quanto a Prada, mi hanno colpito le giacche e, più in generale, il mix di femminilità e forza che contraddistingue i modelli».

Nobuhiro Tahara
Sanki
Giappone

«Ho trovato azzeccata Agnona, di cui ho apprezzato la ricercatezza dei tessuti e la scelta dei colori. Da Bottega Veneta Daniel Lee sta facendo un buon lavoro, confermato dalla collezione FW 20/21: d'impatto la rivisitazione del classico Intrecciato del brand nel capospalla in pelle. La donna giapponese è sempre più orientata verso uno stile classico rivisitato e premia l'eleganza, radicata nel dna di questi due marchi, che però hanno saputo anche investire sull'innovazione».


 

an.bi., a.b. e c.me.
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