I buyer a Milano Moda Donna

Perfetta Prada, forte Fendi, Attico cool: la fashion week versione glam convince

Da un lato il ritorno all'eleganza moderna, dall'altro l'assenza di uno scossone a cui Gucci ci aveva ormai abituato nelle ultime stagioni. Come sottolineano i buyer intervistati da fashionmagazine.it, questa edizione di Milano Moda Donna si farà ricordare per la voglia di glamour su e giù dalla pedana, come dimostrano i tanti eventi extra. Ecco i loro giudizi a caldo sulle sfilate viste in questi giorni, che premiano oltre ai grandi nomi anche gli exploit di Plan C, Act N°1 e Calcaterra.

Tiffany Hsu
Fashion buying director
Mytheresa.com
Germania

«Prada è sempre grande, ma mi è piaciuta molto anche la sfilata di Fendi: i top effetto vinile e i cycling short saranno i must have della prossima stagione. Tod's per me è stata una grande sorpresa e Marni ha realizzato il set-up più bello di sfilata. Lo show di Max Mara era molto chic e la collezione ben disegnata. Anche la seconda stagione di Moncler Genius è stata presentata in modo splendido e rende ancora più forte l'identità del marchio. Quello che però è mancato a Milano questa stagione è uno scossone, di quelli a cui ci aveva abituato Gucci. Tra i colpi di fulmine c'è Attico, letteralmente fantastico. Non parlo solo della collezione, decisamente eclettica, ma anche della location scelta: una penthouse incredibile, che assomigliava alla scatola di gioielli della nonna, dove ogni ragazza può trovare i tesori che ha sempre desiderato. Anche Versace ha realizzato uno show super. Plan C è il marchio nuovo del momento. Risente della semplicità del marchio Marni, ma ha in più un tocco giovane e fresco. Siamo davvero elettrizzati all'idea di iniziare a lavorare insieme».

 

Ken Downing
Fashion director e senior vice president
Neiman Marcus
Usa

«Questa stagione le mie sfilate preferite sono state Fendi e Prada, seguite da Etro, Missoni e Agnona. Fendi mi ha conquistato per i vestiti e per la sua eleganza moderna. Aspetto, questo, che è stato centrale in diverse collezioni viste a Milano. Tutte le stampe vintage erano bellissime e saranno molto richieste dalle clienti. Il ritorno agli anni 90, ma con un'attitudine nuova e fresca, è quello che mi ha fatto innamorare della nuova collezione di Prada, mentre Etro è da ricordare per la sua voglia di fuga dalla quotidianità. Della sfilata per i 65 anni di Missoni mi hanno convinto i colori neutri e morbidi e gli abiti fatti di moltitudini di fili e trecce filate, mentre lo show di Agnona mi è rimasto impresso per la sua eleganza senza forzature e per la palette Summer Spice. In questa settimana c'è stato spazio anche per fare scouting, con la bella prova di Carolina Castiglioni per Plan C, le sfilate di Act n°1 e Calcaterra e, non ultime, le borse Officina del Poggio. L'over romantic è il trend forte della prossima stagione, con un'abbondanza di balze, ricami, pizzi e grandi fiocchi. A Milano ha soffiato anche uno spirito nomade e un po' ribelle, che ha portato in passerella tante frange, stampe esotiche, stivali in pelle scamosciata e sandali. Penso che l'estate 2019 sarà segnata anche da un grande ritorno dagli anni 80 della Material Girl, ma in versione moderna. Inutile dire che l'assenza di Gucci è stata una perdita per Milano e una grande vittoria per Parigi: è una delle sfilate più attese del momento è le persone fanno lunghi viaggi apposta per vedere il lavoro di Alessandro Michele.

 

Alla Verber
Fashion Director
Tsum
Russia

«Tra le collezioni da dieci e lode c'è Prada: belle le gonne e una menzione speciale a tutti gli accessori, in primis le borse in coccodrillo. Fendi è stata un'altra sfilata da promuovere: tutto perfetto, colori azzeccati, impermeabili in pelle superchic e la novità dell'effetto see-through, ottenuto con il pvc abbinato alla pelle nei giubbotti. Quanto a Dolce&Gabbana, che dire? Li amo incondizionatamente. La sfilata è stata dedicata al dna del brand, nell'anno in cui Domenico Dolce spegne 60 candeline, con un messaggio preciso: ogni donna, di ogni età e anche di ogni taglia, può essere alla moda. Quanto all'atmosfera della Milano Fashion Week, l'ho trovata coinvolgente, grazie a mega eventi - da Emporio Armani ai Green Carpet Fashion Awards - che non hanno messo in secondo piano sfilate e presentazioni, ma anzi hanno aiutato a tenere alta la fama della capitale italiana della moda. In giorni come questi la fashion people vuole uscire, incontrarsi, fare networking: quindi bene così. A Milano non si dovrebbe mai andare a dormire prima delle 23! Certo, l'assenza di Gucci ha un po' pesato: un marchio che per prima ho introdotto in Russia nel 1992 e che è un emblema dell'italianità. Ma fa parte dei cambiamenti in atto nel settore: è strano anche, per esempio, non vedere Bottega Veneta e che non ci sia più Tomas Maier al timone creativo di questa griffe. Niente è immutabile, così come non lo sono i consumatori russi: informati, connessi, veloci, viaggiano e si documentano su marchi e tendenze. Per noi il business online cresce a doppia cifra e, nel fisico, ormai le vetrine che proponiamo non sono "fashion window" ma "digital window", in grado di richiamare l'attenzione di una clientela sempre più internazionale. Questo anche grazie al fatto che nei nostri department store di Mosca abbiamo prezzi europei e il tax free».

 

Ida Petersson
Womenswear Buying Director
Browns
U.K.

«I miei show preferiti sono stati Fendi, Prada e la splendida presentazione di Attico. Prada era bella come sempre. Anche il messaggio della collezione era molto importante. Fendi ha presentato una collezione forte, che ha evidenziato alcune tendenze chiave che abbiamo visto emergere nel fashion month. Non è un caso che, a mio avviso, il must have della prossima stagione sarà proprio di Fendi: le borse secchiello con logo all over, ma in generale sono entusiasta di tutte le borse del marchio, di qualsiasi forma. Ho adorato anche Etro, che è riuscito a festeggiare 50 anni, risultando contemporaneamente molto fresco. Quando a nomi emergenti che gravitano intorno a Milano, scelgo due marchi che però hanno sfilato a giugno. Palm Angels per il modo di interpretare lo streetwear e Alanui per l'incredibile artigianalità: le loro maglie sono must have».

Susanne Botschen
Owner
Marthalouisa.com
Germany

«Tra le collezioni che mi hanno convinto di più durante questa fashion week c'è quella di Prada, che offre sempre molta varietà per quanto riguarda l'altezza dei tacchi, i colori e lo stile, accontentando ogni tipo di donna. Mi è spiaciuto, invece, non vedere Gucci che, a mio avviso, appartiene all'Italia e qui dovrebbe restare. Mi è piaciuta anche Fendi: le scarpe erano super eleganti e classiche ma con l'aggiunta di qualche stravaganza, giocando sui contrasti nei particolari. Marchi nuovi e interessanti ne ho visti, ma i loro nomi li tengo per me. Quanto alle tendenze per la prossima stagione, punto tutto sui nuovi colori, sui modelli flat e sulle espadrillas. Il budget sarà stabile, anche perché il nostro obiettivo non è sovraccaricare il cliente di offerta, ma mantenere una selezione focalizzata sui trend chiave. Questo non vuol dire che rinunciamo a ampliare la nostra brand list: dalla Spring-Summer avremo new entry come Alberta Ferretti, Versace, Rosie Assoulin, Sophia Webster e altri».


Giulia Pizzato
Buying & Merchandising Director
Rinascente
Italia

«Non credo che queste sfilate di Milano segneranno la fine delle sneaker e delle felpe come qualcuno ha scritto, ma certamente si registra la voglia di maggiore femminilità e un certo ritorno a un'eleganza moderna. Le due anime convivranno sicuramente a livello commerciale: le donne non rinunceranno all'abbigliamento comodo e confortevole cui si sono abituate in queste ultime stagioni. Nonostante le serate siano state all'insegna di show e spettacoli di altissimo livello, ho trovato questa fashion week un po' sottotono per l’assenza di Gucci dal calendario. Certo non sono mancate le belle sfilate: le mie preferite sono state Prada, Fendi, Jil Sander, Marni e Agnona. Tutte molto coerenti con il dna dei brand. Molto belle anche Alberta Ferretti e Philosophy, che si confermano romantiche e molto appealing per la clientela. Quanto ai must have della prossima stagione, non ci sono dubbi: per gli abiti, ma anche per i pantaloni tagliati al ginocchio, prevedo un grande successo. I budget saranno in crescita anche per i nuovi progetti che Rinascente sta portando avanti, come le ristrutturazioni dei nostri store di Torino e Firenze».

 

Silvano Vangi
Head womenswear buyer
Luisaviaroma.com
Italia

«Ho trovato un bel fermento in città: venire alla fashion week di Milano nel 2018 è un'esperienza molto migliore rispetto a poche stagioni fa e questo è un aspetto che aiuta anche il business. Mi piace la voglia di marchi come Versace e Prada di reinventare i loro best seller del passato per proporli ai Millennials. Lo show della Medusa mi aveva lasciato perplesso, ma poi vista in showroom la collezione è davvero ampia e piena di pezzi commercialmente di successo. Mi fa molto piacere questo ritorno ai look decisamente glamorous che ha colto un po' tutti i brand. Finalmente si torna a scommettere sul ready to waer e sugli abiti più che sulle sneaker e i nostri budget non potranno che essere in crescita per assecondare questa tendenza. Sono convinto che questo ritorno a un'eleganza moderna e glamour avvantaggerà marchi che da sempre hanno portato avanti questo genere di immagine a livello internazionale, compresi nomi relativamente nuovi, come Attico e Alessandra Rich. Anche gli emergenti da tenere d'occhio per Luisaviaroma.com sono legati al mondo del glamour e del red carpet: penso ai casi di Giuseppe di Morabito e 16arlighton, che sono partiti da Instagram e sono riusciti a conquistare star come Lady Gaga. Quanto a Gucci, penso che l'assenza si sia sentita e non avrebbe potuto essere altrimenti. Mi auguro che non succeda più: va bene andare sfilare all'estero per le cruise, ma poi è giusto tornare a casa».  

Silvia Bini
Owner
Càos e Silvia Bini Passeggiata
Viareggio

«Una manifestazione ricca di eventi, tutti belli, schiacciati in un calendario di soli quattro giorni, che non ha permesso a noi buyer di vedere con calma tutta l'offerta. L'evento clou è stato lo show di Emporio Armani: davvero clamoroso! Se ci fossero altri marchi milanesi che investono così tanto, come ha fatto lui, il calendario di Milano diventerebbe decisamente più appealing, anche per i buyer stranieri e Milano potrebbe davvero rinascere. Molti americani, infatti, hanno saltato l'appuntamento con la fashion week milanese e verranno più avanti per fare gli ordini. Onore al merito di Carlo Capasa: il numero uno di Camera Moda ha ridato vitalità in poco tempo alla fashion week. Del resto oggi, complici i social media, la gente non cerca più solo i contenuti ma esige il glamour. Basti pensare alla sfilata di Saint Laurent, con una scenografia degna di un film. Per quanto riguarda i contenuti delle singole sfilate, devo dire che ho trovato tutto piuttosto ripetitivo».

 

Carmel Imelda Walsh
Art director
Stefaniamode.com
Italia

«Per quanto riguarda il ready to wear, chapeau alla sfilata di Marni, mentre per gli accessori sono letteralmente impazzita per gli scarponcini un po' da ballerina e un po' da boxeur di Jil Sander. In questa stagione mi sono inoltre piaciuti i babydoll di Prada e i trench di Fendi, trasparenti e rifiniti in pelle. Fra le tendenze in cui credo di più gli short stile ciclista e le tote bag in formato over. Quanto ai giovani designer, apprezzo quelli come Richard Quinn, Charles Jeffrey-Loverboy e Wales Bonner che hanno un'estetica forte, ma non fanno parte del calendario di Milano».

 

Maurizio Coltorti
Owner
Coltorti boutiques
Italia

«Ho trovato questa edizione tra le più interessanti delle ultime stagioni, con gli stilisti molto ben focalizzati sul prodotto. Anche gli appuntamenti extra passerella hanno avuto un ruolo importante nella riuscita della fashion week. Evento come quelli di Emporio Armani fanno vedere il meglio di Milano. Peccato per Gucci: anche se non è un nostro cliente, è innegabile che l'assenza si sia sentita. Comunque le collezioni viste alla fashion week sono state all'altezza delle aspettative, con Prada la mia preferita in assoluto. Il marchio che mi ha sorpreso di più è stato Emilio Pucci, che è tornato alle origini. Penso che nel tentativo di competere con altri fashion brand, avesse perso la sua identità. E penso anche che, se confermerà questo suo ritorno all'heritage, tornerà a fare parte della nostra brand list».

Olga Mironova
Owner
Boutique XXI secolo
Čeljabinsk-Russia

«L’atmosfera a Milano è molto vitale in questi giorni, come al solito, poi il tempo molto bello di questo settembre rende tutto più piacevole. Tra le sfilate mi sono piaciute in particolare Luisa Beccaria e Blumarine, che ho trovato moderna e molto cambiata. Attuale anche Iceberg. Poi ho apprezzato il lavoro di rebranding di Sergio Rossi, che è stato svelato con una presentazione suggestiva. Per quanto riguarda i trend per la prossima estate, ultimamente la donna è sempre più libera di scegliere tra molteplici tendenze e può selezionare quello che più le piace, assecondando il suo stile. C’è un forte ritorno della logomania, stile Nienties: anche Blumarine, con i suoi pantaloni stretti e lucidi, ha riecheggiato quegli anni. Di nuovo in auge le stampe (vedi Versace e Dolce&Gabbana), mentre Balenciaga punta con decisione sul tema delle scritte e Luisa Beccaria, al contrario, propone una donna romantica e sofisticata. È bello quindi che ciascuna possa vestire secondo il suo gusto. Nel nostro negozio proponiamo una vasta scelta di griffe: Dolce&Gabbana, Valentino, Saint Laurent, Balenciaga, Alberta Ferretti. In Russia la situazione è cambiata rispetto a10 anni fa, ma chi è abituato alle cose belle in ogni caso spende, magari non comprando cinque capi come una volta, ma uno o due, però sempre belli. I budget rispetto allo scorso anno saranno in media del 10-20% in meno».

Lia Pagoni
Owner
Gruppo Pagoni
Grecia

«Ho trovato l'atmosfera alla fashion week milanese vivace, con una notevole affluenza. C'è stata un'alta partecipazione alle sfilate e un maggiore interesse all'acquisto. Tra le collezioni mi è piaciuta moltissimo Marni: bellissimi i colori pastello e gli accenti neon, le scarpe e gli accessori unici e le silhouette semplici, con bijoux vistosi e stampe insolite ispirate alle statue dell'antica Grecia e all'arte moderna, il tutto combinato per creare una proposta iper femminile. Tra gli accessori ho apprezzato quelli un po' stravaganti e colorati di Elisabetta Franchi (come le borse a forma di mongolfiera), che hanno cavalcato un altro trend importante di stagione: i materiali in plastica. A proposito di marchi emergenti, fresca la collezione Annakiki di Anna Young, con i suoi tocchi di sfumature al neon, soprattutto su fondo nero. Inoltre lo stile sport-chic di Tiziano Guardini, sia per l'uomo che per la donna, è una proposta molto valida per un'eleganza urbana. Il  trend che mi ha convinto è la semplicità delle silhouette: le linee essenziali trasformano gli outfit in tele su cui materiali, texture e decorazioni sono i protagonisti. Tra i must have ci sono le tinte pastello e i toni delle caramelle, visti sulle passerelle di Elisabetta Franchi, Alberta Ferretti, Jil Sander e altri. Bene anche i cappotti di raso rosso brillante, proposti da diverse griffe come Prada, Versace e Salvatore Ferragamo. La prossima stagione sarà il momento di dire arrivederci alle fantasie tropicali e animalier di ogni tipo, alle frange e alle piume. Quanto al nostro budget, rimarrà invariato».

Norio Hanatani
General merchandise manager
Hankyu Hanshin
Osaka

«A Parigi c'è grande attesa per l'esordio di Slimane da Celine e mi piacerebbe poter vivere le stesse aspettative anche a Milano. Forse se ne parlerà alla prossima edizione, con il debutto del nuovo designer da Bottega Veneta. In Giappone in questo momento vanno bene Gucci e Fendi. Per la prossima estate ci interessa proporre alle clienti un mix di brand frutto di una scelta attenta, per una donna che sia libera di vestire. Le giapponesi cercano in primo luogo cose originali e creative, a prescindere dagli stili e dalle griffe. In generale, in questo momento c’è meno interesse nei confronti della moda nel nostro Paese, perché le donne sono interessante a spendere anche per altre cose. Comunque i nostri budget saranno in leggero aumento».

Nioka Hiroko
Daimaru Matsuzakaya
Tokyo

«La fashion week di Milano è stata positiva, ma a Parigi ci sono stilisti più nuovi e stimolanti. Qui a Milano non ho trovato tante novità. Promuovo la sfilata di Prada, che ho trovato meravigliosa, attractive e innovativa. In Giappone l'interesse per la moda da parte delle donne è sempre alto e per questo i nostri budget per la stagione estiva saranno in aumento».

Kenta Usui
Takashimaya Co.
Giappone

«Ottima la collezione di Prada. Ho trovato particolarmente innovativi gli short pant dalle forme slim, proposti in texture lucide in tinta unita o fantasia. Altrettanto convincente la passerella di Jil Sander: grande pulizia formale, linee essenziali, rigore. Buona la prova anche di Les Copains. I nostri clienti apprezzano il relaxed style di questa griffe, con modellature morbide e tinte neutre».


Nella foto, il finale della sfilata di Prada
an.bi., c.me., a.b. e a.t.
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