I buyer a Pitti e Milano moda uomo

Streetwear in via di estinzione: Prada, Fendi, Zegna e Cucinelli sono i re del nuovo formale

I compratori internazionali parlano apertamente (e con un certo sollievo) della fine del periodo street, promuovendo le aziende che più di tutte, con le loro nuove collezioni, rimettono al centro dell’attenzione l’uomo sofisticato, amante dello stile senza troppe complicazioni.

Must have di stagione cappotti, giacche, maglieria e i boot con suola carrarmato, per uno stile new classic comprensibile anche dalle nuove generazioni. A Milano Sunnei e Magliano sono gli outsider più apprezzati. Anche il lavoro di Massimo Alba ha conquistato i buyer, specialmente quelli americani. Per molti buyer intervistati London show Rooms è stata una tappa obbligata: i new talent osservati speciali sono Bianca Saunders, Nicholas Daley e Jordanluca. A Firenze tengono banco la sostenibilità e l'outerwear, ma il vero momento indimenticabile è stato lo show gender fluid di Pilati (nella foto, da sinistra, tre look di Fendi, Prada ed Ermenegildo Zegna).

 

Bruce Pask
Men's fashion director
Bergdorf Goodman
Usa
«Questa edizione di Milano Moda Uomo mi è piaciuta molto, perché ha visto una vera e propria "elevazione" del menswear. In particolare, penso che la collezione di Alexander McQueen, e il modo scelto per presentarla, siano stati semplicemente straordinari. La musica dal vivo, le gigantografie del lookbook, il casting di modelli estremamente particolare sono riusciti a evidenziare in modo perfetto l'artigianalità e complessità dei capi. Anche Prada mi ha conquistato: giacche e capispalla erano da manuale, le ispirazioni inglesi assolutamente efficaci. Di sicuro successo la maglieria grafica e gli stivaletti. Questo tipo di calzatura sarà probabilmente il vero best seller della prossima stagione e, infatti, anche Fendi e Bottega Veneta ne hanno realizzate versioni davvero interessanti. In generale, Fendi ha fatto centro con tutti gli accessori e con l'uso del logo. Anche Gucci è stato artefice di una collezione forte: ormai l'estetica di Alessandro Michele è diventata familiare. Interessanti anche alcune presentazioni, prima fra tutte Massimo Alba. Ho trovato molto bello lo show di Ermenegildo Zegna, forse il più spettacolare insieme a Prada. Bravo Marcelo Burlon, che in questa collezione ha dimostrato di avere ancora tanto da dire. Per quanto riguarda Pitti, lo show di Random Identities di Stefano Pilati è stato semplicemente straordinario».

Justin Berkowitz
Bloomingdale's
Men’s fashion director
Usa

«Abbiamo assistito al ritorno definitivo del sartoriale sulle passerelle. Ma si tratta di un tailoring aggiornato,  con maggiore attenzione alla morbidezza e con volumi in linea con il gusto di oggi. Una sensibilità più formale è finalmente alle porte. Il must have per la prossima stagione sarà il capospalla in lana dalla vestibilità slim. Il workwear in generale è stato un tema più o meno dichiarato in molti fashion show. Le collezioni migliori della settimana della moda sono state quelle che hanno messo in luce un'idea di eleganza che segue canoni diversi, per tipi di clienti diversi. Tra le proposte che hanno lasciato il segno in tal senso penso ai cappotti dalle spalle scese, ai maglioni con motivi grafici e ai pigiami in seta stampata di Prada. Zegna si è distinta per l'attenzione ai volumi nei cappotti loden e Massimo Alba ha fatto un lavoro straordinario con la nuova interpretazione del cappotto doppio petto e con le maglie soft touch dai colori bellissimi. La palette cromatica è stata uno dei grandi focus della settimana: i più gettonati sono stati i cammelli, i marroni, gli arancioni, i ruggine e i bordeaux. Il workwear in generale è stato un tema più o meno dichiarato in molti fashion show. Lo shearling, il velluto a coste e le maglie a trama grossa sono un'altra tendenza chiave».


Riccardo Tortato
Men's fashion director Tsum
Fashion director e-commerce Tsum.ru
Russia
«Partirei da Pitti, che stavolta secondo me si merita un 7. Come sempre tra gli stand si trovano eccellenze e non solo. Dietro al lavoro di molti brand ci sono passione e amore per il prodotto. Purtroppo le dimensioni dell'evento non aiutano molto a dare il giusto riconoscimento all'impegno di tutti. La presenza più importante a Firenze è, non da oggi, quella che io chiamo "casa Brunello" (Cucinelli, ndr), un punto di riferimento. Sempre a proposito di Pitti, mi tocca ripetere ancora una volta la stessa critica: viene concessa una passerella a un manipolo di nullafacenti, ai quali press e social riservano un'attenzione maggiore rispetto a quella che viene data al vero lavoro, svolto con cura e cultura da numerosi espositori. Quel gruppo indecente di gente malvestita non rappresenta la moda italiana ed è un insulto all'operato di chi invece del gusto e del made in Italy ha fatto una professione. Spero che dopo anni di mie rimostranze Pitti decida finalmente di evitare di promuovere questo drappello di persone di cattivo gusto. Passando a Milano, il mio voto è anche migliore, 7,5: si gioca una partita di Champion's League, dove ogni marchio mostra il meglio di sei mesi di ricerca e di una vita di heritage. In particolare, meritano una menzione speciale, oltre a Cucinelli, Santoni, Zegna Couture e Kiton. Mi sarei aspettato di più dai giovani: spero sempre di vedere qualcosa di giusto, moderno ma sofisticato, che però alla fine non trovo mai. Tra i capi più rappresentativi per l'uomo della FW 2020/2021 scelgo il bomber sovrapposto al blazer, un'idea sulla quale Cucinelli costruisce da tempo i propri look e che quest'anno hanno ripreso in tanti. Alla voce accessori, cito la capsule Black Edition di Santoni: rivisitare con un concetto moderno, all'insegna di classe ed eleganza, la classica scarpa nera è una missione difficile, ma il marchio è riuscito a creare un prodotto perfetto per l'uomo attuale. Quanto al nostro budget sarà in crescita, perché ultimamente veniamo da stagioni record e diamo fiducia sia al mercato interno, sia al turismo».

Madison Blank
Saks Fifth Avenue
Head of Men's
Usa

«Le collezioni della prossima stagione invernale sono fresche e di notevole impatto. In questi giorni di moda italiana abbiamo assistito a un'evoluzione della giacca camicia in diverse costruzioni; inoltre c'è stata una maggiore proposta di capi outerwear realizzati con mix di materiali come pelle, camoscio e shearling. I colori sono una delle belle novità della prossima Fall-Winter, con una palette che va dal giallo canarino al ruggine, dall'avorio al mushroom. Tra le tendenze più evidenti ci sono anche il velluto a coste, dalle micro alle marco versioni, e la maglieria. A Pitti Uomo ci sono stati numerosi show memorabili: Brioni ha festeggiato a Palazzo Gerini il 75esimo anniversario del marchio in uno scenario romantico a lume di candela, Telfar è stato entusiasmante, così come Jil Sander, protagonista di uno spettacolo magico nel chiostro di Santa Maria Novella nel cuore di Firenze».



Federica Montelli
Head of Fashion
Rinascente
Italia
«Random Identities era la presentazione più attesa a Pitti Uomo e Stefano Pilati ha confermato di avere ancora molto da dire: la sua proposta gender fluid era davvero interessante, belli i dettagli e l’uso del colore. Fendi, Prada, Dolce&Gabbana, Marni e A-Cold-Wall sono stati i fashion show più riusciti della settimana della moda di Milano. Ma la mia sfilata preferita in asoluto è stata Fendi, con un sapiente uso di knitwear e pelle. Bellissimo il tocco di “giallo Fendi” negli accessori. Le soprese tra i nomi emergenti e gli outsider sono arrivate da Magliano e Sunnei, mentre Dolce&Gabbana è stato l'autore della collezione che mi ha sorpreso maggiormente, per la sua ispirazione più autentica e meno glam. Anche in questa collezione il knitwear era bellissimo. Visto l'affermarsi del nuovo modo di vestire all'insegna del “comfort tailoring”, in passerella hanno conquistato grande importanza i pantaloni sartoriali di taglio rilassato, abbinati a una maglieria importante, cappotti a doppiopetto con taglio dritto e spalle importanti o montgomery. I boot con suola carrarmato sono i must have della prossima stagione».

Mario Grauso
presidente
Holt Renfrew
Usa
Prada con il suo lavoro continua a guidare la strada stagione dopo stagione, fondendo creatività e classicismo. Questa collezione offre una maglieria eccezionale, un’offerta tailoring forte e impermeabili realizzati con tessuti sostenibili letteralmente imperdibili. Anche Fendi ha offerto una prova maiuscola interpretando la sartoria classica in una maniera decisamente fresca con dettagli convertibili e ha chiuso lo show con audaci capispalla che si trasformano sotto le luci UV. Anche Gucci rientra nelle collezione che ho preferito. Una collezione che rende labili i confini tra ciò che è per i ragazzi e ciò che è per le ragazze e che fonde meravigliosamente fit oversize e slim, tutto merito dell'arguzia della firma di Alessandro Michele. Tra le tendenze più significative della fashion week che sicuramente Il velluto a coste, chr è stato presentato in quasi tutte le collezioni di questa stagione. Brunello Cucinelli ha saputo giocare abilmente con questo tessuto usato su tutto, dagli smoking ai cappotti a doppio petto. Poi la maglieria grossa, come le versioni trapuntate a mano in bianco o avorio di Dolce & Gabbana. Novità per la sera, più specificamente viste nella giacca da smoking in velluto nero di Dolce & Gabbana o nella straordinaria sartorialità di Alexander McQueen. Per quanto riguarda le calzature, non c'è dubbio i must have saranno gli stivali da lavoro con suole pesanti sono stati visti ovunque da Alexander McQueen, Prada, Fendi, Tod’s e Brunello Cucinelli. Ma sono pronto a scommettere che i veri oggetti del desiderio per il prossimo autunno-inverno 2020/2021 saranno il raincoat rosso in materiale riciclato e il borsone scozzese di Prada. E poi il giaccone da sci oversize gialla di Fendi, la giacca da smoking con cintura in velluto di Dolce & Gabbana, lo stivale da equitazione da Salvatore Ferragamo, la camicia da lavoro in lana e cashmere blu scuro di Brioni, la giacca di pelle color lavanda di Tom Ford, la giacca corta doppio petto blu scuro e la valigetta "Fake" vintage di Gucci.

 


Ahmet Ocal
Buying and Merchandising Director
Beymen Men Merchandise Group
Turchia
«Per me questa è stata una delle edizioni più forti della Milano Fashion Week al maschile negli ultimi due anni, a livello di statement "made in Italy": il tailoring e l'artigianalità sono stati gli asset nella maggior parte delle sfilate e delle presentazioni. Inoltre il ritorno degli show uomo di grandi marchi, come Prada e Gucci, ha dato maggiore appeal alla manifestazione. Senza dubbio la sfilata più spettacolare è stata quella di Dsquared2, che ha aperto la kermesse con la celebrazione del 25esimo anniversario della griffe: un viaggio nel tempo, ambientato su una delle passerelle più strong. Sorprendente lo show Untitled di Neil Barrett, con le sue "uniformi" frutto di una combinazione di utility e dettagli sartoriali. Una passerella senza tempo, ma moderna: infatti c'erano un paio di pezzi dalle sue collezioni precedenti in versione reinterpretata. Anche Fendi è stata tra le migliori, molto probabilmente il picco della fashion week. Per quanto riguarda gli emergenti, trovo che Gabriele Pasini sia un marchio di tailoring stravagante e decisamente d'impatto. Ho apprezzato anche l'evoluzione di Marcelo Burlon nelle sue recenti collezioni. In generale, la sostenibilità e la consapevolezza ambientale sono i trend più forti proposti per il prossimo inverno. In più assistiamo alla trasformazione "da ragazzo a uomo" nella maggior parte delle collezioni dei designer contemporary, con una grande enfasi sulla sartorialità e l'abilità artigianale. A proposito di accessori, gli stivali alti sono la proposta vincente. A Pitti Uomo abbiamo assistito all'apoteosi dei marchi outerwear: Holubar è il brand che ci è piaciuto di più, perché capace di combinare tradizione e innovazione. In definitiva, i nostri budget per la stagione invernale saranno invariati».

 

Ooyama Tsuyoshi
Luxury division manager
Isetan Shinjuku store
Giappone
«Interessante l'evoluzione di Zegna, che sta riuscendo a proiettare un nome classico nel futuro e il cui show è stato valorizzato da un'ambientazione veramente speciale. Lo stile di questo marchio è in sintonia con i gusti dei nuovi consumatori giapponesi, che apprezzano l'handmade, l'heritage e si stanno progressivamente sensibilizzando sulla sostenibilità. In quest'ottica mi ha convinto la sfilata di Dolce&Gabbana, con l'esaltazione del fatto a mano soprattutto nella maglieria. Controcorrente rispetto a tutti gli altri lo spettacolo di Marni, che ha trovato il modo di intercettare i gusti di un pubblico giovane. Anche Giorgio Armani sta investendo in un rinnovamento soprattutto con Emporio Armani, che ha presentato nuove silhouette e disegnature particolari». 

 

Sam Kershaw
Buying Manager
Mr Porter
Gran Bretagna
«Il calendario di Milano ha ospitato alcune collezioni particolarmente forti. Da vero numero uno qual è, Prada ha mostrato un approccio evoluto alla sartoria e con capi outerwear davvero eccellenti. Non c'è che dire: a ogni stagione il marchio sembra conquistare nuova rilevanza. Etro, sulla scia del successo della sfilata della scorsa primavera-estate, ha fatto sfilare un'altra collezione decisamente incisiva sul fronte dei colori, delle texture e delle stampe. Anche Massimo Alba e Missoni sono stati veri highlight della settimana. A Pitti, invece, il momento clou è stato lo show e la cena di Brioni a Palazzo Gerini. Anche Brunello Cucinelli ha presentato una delle collezioni più convincenti per il prossimo autunno-inverno tra quelle viste fino ad oggi, con idee molto interessanti per quanto riguarda i colori, il prodotto e i materiali utilizzati. Nel complesso, è stata una buona stagione a Pitti per tutti i marchi in generale. Tra le soprese positive di questa settimana, merita di essere citato il brand britannico Drake, che sotto la direzione creativa di Michael Hill si è letteralmente reinventato. La sua presenza a Pitti Uomo, dove ha conquistato un grande spazio, è stata una vetrina straordinaria, oltre che una masterclass su come evolvere e sviluppare un marchio. Che dire delle nuove tendenze? Il ritorno alla sartoria resta il messaggio chiave per l'autunno-inverno, ma abbiamo notato anche parecchio layering, con maglieria e outerwear pesante».

 

Mytheresa
Menswear Buyers
Germania
«Le sfilate di Prada, Gucci e Fendi hanno rappresentato i momenti salienti della fashion week. Anche la presentazione del Tod's è stata decisamente notevole e ambientata in un luogo davvero bello come Villa Necchi. A Firenze lo show di Jil Sander ha colpito nel segno, così come il marchio Sease, che si fa notare per la sua forte identità e un punto di vista differente. Per lo scouting siamo andati a vedere London show Rooms allestito in via Savona, dove abbiamo notato il lavoro di designer inglesi come Bianca Saunders e Nicholas Daley. Probabilmente la tendenza più forte della stagione è quella degli stivali con suola spessa, seguiti dalla giacca sartoriale e dai cappotti voluminosi e comodi. La sostenibilità è stata anche un tema super importante della stagione: tutti i marchi stanno andando in quella direzione. In generale, l'abbigliamento più bello da indossare è quello firmato da Brunello Cucinelli, Sease, Fendi e Prada: questi ultimi due marchi vincono su tutti per gli accessori. Prada si è distinta anche per la location della sfilata: l'installazione è stata davvero grandiosa, così come a Firenze lo show di Jil Sander nella chiesa di Santa Maria Novella non sarà facile da scordare».

 

Andrea Selvi
Men's buyer
LuisaViaRoma
Italia
«Questa edizione di Pitti Uomo si è rivelata decisamente sottotono rispetto a sei mesi fa. Da parte di tutte le aziende c'è stato un notevole impegno sul fronte della sostenibilità, un aspetto che non caratterizza più solo singole capsule collection, ma ormai intere collezioni. Dal punto di vista dell'offerta di prodotto, però, a Firenze non ho trovato niente di divertente e innovativo. A Milano è andata meglio, l'atmosfera era rilassata ma ottimista. Il menswear, anche se lentamente, cresce in modo costante. È stato ribadito un concetto già chiaro nella scorsa stagione: l'uomo è pronto a vestirsi in maniera più formale. La dimostrazione più lampante è il nuovo corso di A-Cold-Wall, uno dei marchi nati in pieno boom dello streetwear, che ha messo al centro della collezione per il prossimo inverno la giacca e i capispalla più classici. Questo non vuol dire che siamo stufi dello streetwear, ma certo è piacevole e commercialmente rilevante vedere che oggi giacche e cappotti tornano a essere i must have di stagione, proprio come lo sono stati fino a pochi mesi fa T-shirt, felpe e sneaker. La collezione che ho preferito, per diversi motivi, è quella di Fendi. La gamma colori e l'accessorizzazione molto forte l'hanno resa divertente e poi penso sia stata un ottimo esempio di classico sartoriale proiettato al futuro. Gucci è stata una sorpresa, doveva essere la sfilata solo uomo e invece la presenza dei look donna ha un po' spiazzato. Il risultato è sempre divertente e ludico, trovare tutti questi colori in una collezione invernale è un piacere. Tra i debutti direi che ha funzionato Walter Chaipponi da Tod's: il prodotto, per quanto lontano dal nostro posizionamento, è bello. Tra i giovani invece ho trovato interessante la collezione Jordanluca, presentata all'interno di London show Rooms: sono due stilisti, Jordan Bowen (inglese) e Luca Marchetto (italiano), decisamente in gamba. La loro collezione, anche se piccola, è ricca di spunti interessanti e capispalla notevoli. Tra le cose positive della fashion week c'è anche Sunnei che, a mio avviso, si è "ritrovato" rispetto alle ultime collezioni. In generale, sul fronte degli accessori, direi che i grandi marsupi hanno ceduto il passo a oggetti più piccoli, legati alla tecnologia. Per l'abbigliamento sarà la stagione del cappotto e dei dolcevita, di tutti i colori e in tutte le lavorazioni».

 

Ida Petersson
Buying director
Browns
Gran Bretagna
«Ancora una volta sono rimasta colpita da Sunnei: gli stilisti Simone Rizzo e Loris Messina stanno facendo un lavoro incredibile, nelle forme e nei volumi. Great! Che dire di Salvatore Ferragamo? Il tailoring rivisitato proposto da Paul Andrew, senza perdere di vista qualità e artigianalità, è convincente. Della sfilata ho apprezzato tutto: la scelta della location (la Rotonda della Besana), lo styling e la musica, sulle note Eighties e Nineties di Duran Duran e Simple Minds».

Aiwu Chu
EU business partner
Secoo
«Ho notato una tendenza ancora forte verso il genderless (lei ha usato la parola unisex....), il cui esempio più eclatante è stato ovviamente Gucci, ma anche da Fendi ad esempio hanno sfilato gonne che sembravano pantaloni o viceversa (Andrea, controlla per favore...). A proposito di Gucci, impossibile dare un giudizio, perché fa storia a sé: bisogna riconoscergli che è uno dei più bravi a comunicare e questo è determinante oggi per avere successo tra i giovani cinesi, più ancora del prodotto in sé. Giovani che, tra l'altro, trovano già sul loro mercato un numero sempre maggiore di brand interessanti. In tema di comunicazione menzionerei lo show di Marni, costruito per non passare inosservato, creare buzz. L'ultima parola la dedico a Giorgio Armani: una collezione elegante ma con grande naturalezza, senza imporre dall'alto uno stile».

 

Maurizio Purificato
Antonia
Co-founder and co-owner
Italia
«Bello lo show di Marcello Burlon, con la grande sfera al centro della sala, ma è forte anche il prodotto, specie i capi riflettenti e quelli coperti di cristalli, ma anche le sneaker sono riuscitissime. Promosso anche lo show di Neil Barrett, specie la parte dei piumini. E poi Prada, da 10 e lode. Non solo il prodotto era perfetto: le giacche in nylon, gli smanicati e gli stivali in pelle saranno un vero oggetto del desiderio».


Federico Giglio
Owner
Giglio
Italia
«Belle le sfilate a Milano e finalmente un calendario più denso di appuntamenti. Il gusto torna a essere più pulito, direi più da uomo, con proposte concrete in passerella e meno voli pindarici, cosa che aiuta la vendita. Si torna ai dettagli e all’attenzione ai tessuti, aspetto che nel menswear è premiante. Mi sono piaciute le sfilate di Etro e di Ferragamo e ho apprezzato le proposte di Dolce&Gabbana, che ha presentato una collezione concreta, con uno sportswear davvero valido. Pitti Uomo, come sempre, è stato un appuntamento importante, con tanto prodotto, dal classico allo sportivo, fino allo street: un’offerta vastissima, che identifica il côté più commerciale della moda che verrà».

 

Olga Mironova
Boutique XXI secolo Čeljabinsk
Owner
Russia
«Lo stile genderless è molto bello, però ci vogliono dei limiti. Ci sono state sfilate in cui ho fatto fatica a capire l'identità sessuale dei modelli! Cosa ancora più difficile da decifrare nei défilé co-ed, dove a volte le proposte per lui e per lei sono quasi uguali. A mio avviso, nel mercato russo le griffe più forti saranno quelle che hanno dato spazio alla vera mascolinità. Mi riferisco a Dolce&Gabbana e Giorgio Armani. Dolce&Gabbana ha presentato una collezione con tanti abiti sartoriali e, allo stesso tempo, numerosi completi sportivi. Una proposta decisamente invernale, con diversi capi in lana e cashmere e questo è importante per il nostro mercato. Le proposte di Giorgio Armani sono sempre bellissime ed eleganti. Il gioco dei colori e dei materiali e le sue giacche sono sempre meravigliosi. Un altro brand vincente è Brunello Cucinelli, grazie a uno stile autenticamente italiano, fatto di tessuti chic, tagli semplici e proposte che si abbinano con facilità. Per quanto riguarda gli accessori, la borsa da uomo assume sempre più importanza. Mentre a proposito di womenswear, fra le tendenze principali ho notato la giacca di gusto maschile, presente in quasi tutte le collezioni. Per quanto riguarda Pitti Uomo, una fiera storica ed estremamente importante, uno degli eventi più interessanti è stato quello di Brioni, che festeggia quest'anno i 75 anni di storia. Un traguardo importante nel mondo della moda».

an.bi., c.me., a.b. e a.t.
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